Articolo

La proprietà degli immobili è un vantaggio per il paese

febbraio 1st, 2008 ¦ leggi altre proposte di: redazione

O serve solo a gravami fiscali che drogano il mostro burocratico?
 
LIBERTA’ E PROPIETA’ SONO  INDISSOLUBILI

da www.opinione.it di Caterina Giannelli
 
Il presidente nazionale di Confedilizia, nel suo intervento ha illustrato come lo stato moderno sia degenerato, fino a partorire quel mostro burocratico che nega lo stato di diritto in nome, di fatto, di uno stato di legislazione: Oggi in Italia c’è al potere la burocrazia, che alimenta se stessa con nuove prescrizioni che la fanno sembrare importante e utile
 
Lo stato moderno ha generato il mostro: la burocrazia. Novello vampiro che sottrae risorse allo stato e ai cittadini, ma sopra tutto infanga il diritto, corrode la proprietà come difesa di valori sociali e spunta gli strumenti finanziari che consentono a un paese di crescere. La burocrazia, nuova mafia legalizzata, a ogni pizzo che incassa cancella un diritto del cittadino, il diritto alla libertà e alla base della libertà, la proprietà. La vicenda degli immobili in Italia sembra avere assunto ombre amletiche: la proprietà degli immobili è un vantaggio per il paese o serve solo a gravami fiscali che drogano il mostro burocratico? Molti sono gli spunti di riflessione che ha offerto il dibattito il diritto, la proprietà, la banca che si è tenuto lunedì scorso nella bellissima Cappella Farnese del Municipio, a cura dell’Università internazionale del secondo rinascimento e di Confedilizia Emilia Romagna, innanzi a un pubblico folto, interessato e attento. L’incontro ha preso spunto dalla recente pubblicazione del libro dell’avvocato Corrado Sforza Fogliani, presidente della Confedilizia nazionale e della Banca di Piacenza, dal titolo La proprietà, il diritto, la banca, edito da Spirali edizioni, la cui presidente, Cristina Frua De Angeli, ha aperto il dibattito. 
 
L’editrice ha notato come l’opera dell’autore elegante e sobrio nel modo assolutamente narrativo di esporre, sia attraversata dall’istanza di libertà che è il filo conduttore che trae con sé la giustizia, il diritto e la proprietà. Frua ha sottolineato che il libro di Sforza Fogliani, libero e indipendente, promotore di restauri e di una valorizzazione della tradizione e del territorio, è un libro non solo di economia ma anche di straordinaria scrittura e poesia. Nel suo intervento Sforza Fogliani ha illustrato come lo stato moderno sia degenerato, fino a partorire quel mostro burocratico che nega lo stato di diritto in nome, di fatto, di uno stato di legislazione, Credo si viva in uno stato di legislazione, uno stato in cui il legislatore è al di sopra della legge e fa la legge che più conviene ai gruppi di pressione rappresentati dalle burocrazie italiane o europee. Oggi in Italia c’è al potere la burocrazia, che alimenta se stessa con nuove prescrizioni che la fanno sembrare importante e utile. Tutto ciò, peraltro, porta a due risultati, all’ipertrofia legislativa e al fiscalismo eccessivo, che oggi comprime la libertà d’iniziativa, ma anche la libertà personale
 Confedilizia porti avanti la difesa della proprietà in quanto indica valori di difesa del risparmio, ha proseguito il suo presidente, perché libertà e proprietà sono circostanze e sistemi indissolubili l’uno dall’altro. 
 
Per tali ragioni Confedilizia conduce ormai da un anno e mezzo una battaglia contro il catasto patrimoniale. Se, infatti, le imposte si pagano sui redditi che si percepiscono o che si guadagnano, qual è la ragione di far pagare le imposte ai risparmiatori dell’edilizia, e solo ai risparmiatori dell’edilizia, sul loro patrimonio? Strettamente connessa al tema delle risorse è poi la funzione delle banche locali, che, scrive Sforza Fogliani, sono inscindibilmente legate al progresso e allo sviluppo dei territori in cui sono radicate, investono nel loro territorio quanto in esso raccolgono, esaltano quel concetto di mutualità che le caratterizza sotto un nuovo aspetto, quello della solidarietà di territorio”. Ecco perché, nota l’autore, se “le grandi banche guardano i bilanci delle aziende, le banche locali guardano negli occhi il proprio cliente”. “Sono temi che come cittadini o operatori economici non possono non interessarci”, ha detto nel suo intervento l’amministratore delegato del Gruppo Unipol Carlo Salvatori, che ha offerto un lucidissimo spaccato della situazione economico finanziaria attuale. Salvatori rileva un’altra l’importante funzione delle banche popolari, “quella di veicolare parte di quel risparmio verso i mercati finanziari. 
 
Il contribuente sostiene così anche la crescita economica complessiva del paese”. Non mancano esempi di quanto incida sui costi delle banche il mal funzionamento della giustizia, le incoerenze del legislatore, tali da generare una sostanziale ingiustizia di fondo. Per fronteggiare l’attuale crisi economica, cui si aggiungono una crisi politica, strettamente connessa a quella istituzionale, e una crisi dei valori “ci servirebbe un Europa più forte, più salda nei propri principi, più unita, meno attenta ai particolarismi”, perché, ha concluso Salvatori, “non possiamo nemmeno permetterci di perdere la speranza.” Il presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, sezione Emilia Romagna, Francesco Cavazza Isolani, ha incalzato notando come siano immediati sul patrimonio degli immobili storici gli effetti della crisi della burocrazia e della politica. Se lo Stato non trova i fondi per valorizzare l’immenso patrimonio che costituiscono gli immobili storici in Italia, che proprio perché è in mano ai privati può costituire un’immensa risorsa per questo paese, occorre intervenire con una più decisa politica di agevolazioni fiscali. “Solo attraverso una grande collaborazione tra privato e pubblico si può riuscire a valorizzare questo immenso patrimonio” e sono queste le ragioni per cui nacque l’Associazione Dimore Storiche Italiane.
 
Ha messo l’accento sulle politiche contrarie alla proprietà edilizia l’avvocato Elisabetta Brunelli Monzani, presidente di Confedilizia Emilia Romagna, che denuncia le nuove vessazioni per i proprietari come quella che è stata definita il catasto patrimoniale e l’altra, meno conosciuta, secondo cui il proprietario con case superiori a tre rientrerebbe nella categoria degli imprenditori, con evidenti ripercussioni sfavorevoli sul piano fiscale. Grazie a Sforza Fogliani e al suo libro si è levato dal Municipio un appello affinché cambi l’approccio della pubblica amministrazione e della burocrazia nel nostro paese in direzione di una valorizzazione delle risorse straordinarie che ancora l’Italia ha da mettere in gioco.

Scrivi un commento

I link nei commenti potrebbero essere liberi dal nofollow.