Immobiliare,nel 2008 investimenti in calo del 17%
2 Febbraio 2008 | postato da: redazione | Mercato Immobiliare | letto: 265
da www.ilsole24ore.com di Enrico Bronzo
Benvenuti sulle montagne russe, immobiliari. Nel 2008 gli investimenti in immobili sono previsti in calo del 17% dopo che nel 2007 sono cresciuti del 29 per cento. La stima riguarda gli immobili non residenziali (quindi uffici, commerciale, turistico e industriale) ma non per questo poco importanti: in valore coprono il 40% del mercato contro il 60% rappresentato dagli acquisti di case (dato Scenari immobiliari sui cinque grandi Paesi europei). Segnali di inversione di tendenza si erano registrati anche nel secondo semestre di quest’anno, rispetto al primo, con un calo del valore delle operazioni del 12,5%.
I dati sono stati elaborati dal consulente immobiliare Cushman & Wakefield nell’International Investment Atlas 2008. Gli investimenti in immobili commerciali nel mondo hanno raggiunto nel 2007 la cifra record di 930 miliardi di dollari (665 miliardi di euro) che secondo le previsioni scenderanno a 770 miliardi quest’anno. Secondo Cushman & Wakefield questa cifra rappresenta comunque il triplo di quanto si negoziava solo cinque anni fa.
Tra i mercati emergenti i risultati migliori sono stati raggiunti dalla Cina – che entra a far parte della top ten delle dieci destinazioni mondiali per gli investimenti in volume con circa 15 miliardi di dollari investiti - e il Brasile, all’11 posto con circa 14 miliardi di dollari investiti. I primi cinque Paesi per gli investimenti a livello mondiale sono Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia e Giappone, mentre dieci dei top 15 mercati in più rapida crescita sono europei, con in testa Ucraina, Turchia, Bulgaria e Ungheria.
Nel 2007 la crescita più forte del real estate mondiale si è registrata nelle Americhe -, con investimenti in America Latina +87% e in Nord America +49% - mentre tra gli investitori del settore nel 2008 acquisteranno sempre maggiore importanza i fondi immobiliari tedeschi e gli investitori asiatici. Mancano previsioni specifiche per l’Italia che nel 2007 è andata bene: +30% sul 2006 con un valore di transazioni pari a 9,9 miliardi di euro










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