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Case rurali non più in regola, i controlli arrivano dall’alto


13 Febbraio 2008 | postato da: redazione | Osservatorio Catasto | letto: 1165

da www.repubblica.it di Antonella Donati 
 
Vecchi casali trasformati in ville con piscina, senza pagare un euro in più nè di tasse nè di Ici. Stalle non più destinate ai cavalli ma a residenza di campagna. Case che spuntano all’improvviso in mezzo a prati destinati a pascolo. Attenzione: per chi fino ad oggi l’ha fatta franca ora sfuggire ai controlli è un po’ più difficile perchè dall’alto nessun fabbricato è invisibile. Con questo slogan l’Agenzia del territorio, che ormai da mesi va fotografando case e terreni per scoprire chi non è più in regola, ha lanciato una campagna in grande stile convincere anche i più reticenti a mettersi in regola prima che arrivi la contestazione formale. 
 
L’album fotografico - La ricerca è fatta incrociando foto scattate dall’alto con i dati d’archivio, e i risultati sono di tutto rilievo, tanto che state individuate, solo nei primi 4.238 comuni interessati, oltre 1milione e 200mila particelle del catasto terreni dove risultano edifici o ampliamenti di edifici non dichiarati in catasto (un numero pari a quello degli edifici di una città di medie dimensioni). Il territorio sottoposto al processo di foto-identificazione entro il 2007 è pari a circa il 60% di quello nazionale (180.000 km2). La ricerca dei fabbricati rurali che hanno perso i requisiti per essere esentati dal pagamento delle imposte, invece, l’attività ha interessato la quasi totalità dei comuni italiani (6.860) e sono state individuate oltre 600mila particelle del catasto terreni sulle quali insistono immobili con soggetti privi dei requisiti di ruralità ai fini fiscali. 
 
Gli immobili interessati - L’identificazione dei fabbricati che non risultano dichiarati è avvenuta attraverso un’attività di rilevazione aerea e successivi processi automatici di incrocio con le banche-dati catastali, mentre quella dei fabbricati che hanno perso i requisiti soggettivi per il riconoscimento di ruralità è avvenuta attraverso incroci tra le banche-dati catastali e il Registro delle imprese. L’Agenzia ha pubblicato gli elenchi delle particelle iscritte al catasto terreni individuate per ogni Comune: questi elenchi possono essere consultati, per i sessanta giorni successivi alla pubblicazione del Comunicato in Gazzetta Ufficiale, presso ciascun comune interessato, presso le sedi dei competenti Uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio e sul sito internet della stessa Agenzia in questa pagina. Finora sono stati pubblicati quattro elenchi riguardanti i fabbricati non dichiarati (un primo di 169 Comuni catastali, un secondo di 745 Comuni, un terzo di 2.075 Comuni e un quarto di 1.418 Comuni) e un primo elenco di 6.860 Comuni per quanto riguarda i fabbricati che hanno perso il requisito di ruralità. Nel corso del 2008 è prevista la progressiva estensione a tutto il territorio nazionale.
 
Come mettersi in regola - Chi risulta avere un fabbricato per il quale sono venuti a mancare i requisiti soggettivi per il riconoscimento di ruralità ai fini fiscali ovvero non dichiarato in catasto si deve attivare immediatamente. Entro i 90 giorni dalla data di pubblicazione dell’elenco, occorre infatti presentare un atto di aggiornamento per l’iscrizione dell’immobile al catasto edilizio urbano. Se l’interessato non provvede entro questi termini, scatta l’accatastamento d’ufficio, con spese maggiorate a carico (dai 258 ai 2066 euro) oltre all’applicazione delle sanzioni previste. 
 
Quando non è necessario fare l’accatastamento - Dato che si tratta di elaborazioni fatte su vastissima scala, nell’individuazione delle particelle potrebbero essere state comprese anche alcune situazioni che non prevedono l’obbligo di accatastamento, perché nel caso di fabbricati non dichiarati il fabbricato/ampliamento è già censito al catasto edilizio urbano; oppure l’accatastamento dell’immobile è avvenuto dopo la pubblicazione del comunicato in Gazzetta Ufficiale o non rientra tra quelli che richiedono accatastamento. In questi casi è opportuno inviare una specifica segnalazione, che può essere compilata secondo il relativo modello (diverso per gli immobili ex rurali o per i fabbricati non dichiarati in catasto) scaricabile dal sito internet, all’ufficio provinciale competente (anche per posta). Questo modello è disponibile anche presso i comuni.
 

6 Responses to “Case rurali non più in regola, i controlli arrivano dall’alto”

  1. Stefano Says:

    Ho un fabbricato ristrutturato con concessione edilizia nel lontano 1988 e censito al catasto terreni come rurale in quanto al momento dell’ acquisto era già censito in questo modo.
    il sito si trova ad una quota di oltre 700 slm.
    non è mai stato dichiarato il fabbricato ma il terreno si.
    chiedo consigli su come mi devo comportare per essere in regola.
    Grazie Stefano

  2. redazione Says:

    x Stefano
    Come mettersi in regola - Chi risulta avere un fabbricato per il quale sono venuti a mancare i requisiti soggettivi per il riconoscimento di ruralità ai fini fiscali ovvero non dichiarato in catasto si deve attivare immediatamente. Entro i 90 giorni dalla data di pubblicazione dell’elenco, occorre infatti presentare un atto di aggiornamento per l’iscrizione dell’immobile al catasto edilizio urbano. Se l’interessato non provvede entro questi termini, scatta l’accatastamento d’ufficio, con spese maggiorate a carico (dai 258 ai 2066 euro) oltre all’applicazione delle sanzioni previste.

  3. baldo Says:

    ho ereditato un terreno di metri quadrati 9600,all’interno c’è un vecchio fabbricato che in parte non esiste gia più(e quasi tutto crollato) in questi giorni sto facendo la successione cosa posso fare? purtroppo anche il geometra che mi sta facendo la successione mi ha dato l’idea di saperne poco.
    Ma rischio che sanzione?
    posso lasciarla abbandonata e non accatastarla per niente, visto che sta crollando e non vale la pena tenerla in piedi?
    Grazie attendo una vostra gradita risposta.
    baldo

  4. redazione Says:

    X Baldo
    A quanto pare il suo è un problema, le consiglio di vendere il terreno con annesso fabbricato.
    Diversamente deve fare un rilievo planimetrico dello stabile è accatastarlo così com’è.
    Le ricordo che:
    L’Agenzia ha pubblicato gli elenchi delle particelle iscritte al catasto terreni individuate per ogni Comune: questi elenchi possono essere consultati, per i sessanta giorni successivi alla pubblicazione del Comunicato in Gazzetta Ufficiale, presso ciascun comune interessato, presso le sedi dei competenti Uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio e sul sito internet della stessa Agenzia.
    Entro i 90 giorni dalla data di pubblicazione dell’elenco, occorre infatti presentare un atto di aggiornamento per l’iscrizione dell’immobile al catasto edilizio urbano. Se l’interessato
    non provvede entro questi termini, scatta l’accatastamento d’ufficio, con spese maggiorate a carico (dai 258 ai 2066 euro) oltre all’applicazione delle sanzioni previste.

    la redazione

  5. laura Says:

    ma l’accatastamene deve essere fatto anche in assenza di una concessione edilizia? ho una casa di appena 15 mq nell’agro, e un procedimento in corso a causa della mancanza di concessione. devo procedere all’iscrizione al catasto cmq?tra l’altro sul sito dell’agenzia del trritorio non mi pare d aver riscontrato il mi oterreno tra quelli foto identificati.che fare?

  6. redazione Says:

    X Laura

    Anche se il suo immobile non è presente nell’elenco dell’Agenzia le consiglio comunque di accatastare l’immobile

    la redazione

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