Calano i prezzi delle case, ma non in Italia
14 Febbraio 2008 | postato da: redazione | Mercato Immobiliare | letto: 330
da www.corriere.it
L’incertezza riguardo alle prospettive di crescita di Eurolandia «è insolitamente elevata» e i rischi per l’attività economica «sono stati confermati al ribasso». Lo afferma la Bce nel Bollettino mensile di febbraio, rinnovando le preoccupazioni espresse dal presidente, Jean-Claude Trichet, la scorsa settimana. Anche se i fondamentali, ricorda l’istituto di Francoforte, sono tuttora «solidi».
INFLAZIONE - Ma oltre alla crescita, i timori della banca centrale si concentrano anche sui «rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi nel medio termine». Come già ricordato una settimana fa, la Bce nel Bollettino mensile ribadisce il suo impegno «a prevenire effetti di secondo impatto», tali da rendere permanenti le aspettative inflazionistiche. I rischi, precisa la Banca centrale, «sono connessi alla possibilità di una crescita salariale più vigorosa del previsto». Allo stato attuale «è dunque indispensabile che tutte le parti coinvolte mostrino senso di responsabilità e che siano evitati effetti di secondo impatto sul processo di formazione dei salari e dei prezzi connessi agli attuali tassi di inflazione».
INFLAZIONE – Non a caso, secondo le previsioni della Bce, nel 2008 è atteso un rialzo di 0,5 punti per l’inflazione dell’Eurozona, ora stimata al 2,5%. La revisione, risulta dal bollettino Bce, riflette «i timori di maggiori pressioni sui prezzi derivanti dal lato dei costi e dei salari nel 2008». Per il 2009 il tasso di inflazione atteso è stabile al 2%. Permangono rischi al rialzo legati a possibili ulteriori rincari del petrolio e da una accelerazione dei salari nominali.
GIU’ LE STIME SUL PIL - L’economia di Eurolandia crescerà quest’anno dell’1,8% e nel 2009 del 2%, secondo la previsione della Survey of Professional Forecasters condotta dalla Bce raccogliendo le aspettative di esperti di istituzioni finanziarie europee. Le stime di crescita sono state riviste al ribasso sia per il 2008 (-0,3%) che per il 2009 (-0,2%). Infine, le aspettative sul tasso di disoccupazione per il 2008 e il 2009, si legge nel Bollettino della Bce, si collocano rispettivamente al 7,1% e al 7%, in rialzo di 0,4 punti percentuali.
CASE, CALANO I PREZZI MA NON IN ITALIA - Nel 2007 i prezzi degli immobili in Eurolandia hanno mostrato «una moderazione della dinamica dei prezzi». Ma non in Italia, dove il costo delle abitazioni è rimasto «in linea con quello registrato nel 2006». È la fotografia scattata nel Bollettino mensile della Bce, almeno nel riferimento al primo semestre del 2007. Secondo l’analisi i prezzi delle case nel nostro paese sono cresciuti nella prima metà dello scorso anno del 6,6%, dal 6,7% del 2006. Complessivamente, dice Francoforte, nel primo semestre 2007 i prezzi degli immobili residenziali nell’intera area euro sono saliti del 5% a fronte di un incremento del 6,1% nel secondo semestre 2006. Ma la grande bolla immobiliare sembra sul punto di finire: in Eurolandia la Banca centrale riscontra «un rientro delle tensioni sui mercati degli immobili residenziali dopo la lunga fase di cospicui aumenti dei prezzi osservata tra la metà degli anni novanta e il 2005». In generale, prosegue la Bce, gli andamenti recenti dei prezzi degli immobili residenziali nell’area «hanno rispecchiato principalmente un calo della domanda di abitazioni». E la moderazione della dinamica dei prezzi delle abitazioni è stata «più accentuata» in Paesi come Belgio, Irlanda Spagna,Francia e Malta ma non in Italia, Paesi Bassi e Austria.
MUTUI - La Bce segnala, inoltre, una «marcata diminuzione» della domanda di mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni nel quarto trimestre 2007 (-36% dal -15% dell’indagine precedente). Lo rileva la Bce nel suo bollettino mensile facendo riferimento a un’indagine sul credito bancario nell’area dell’euro condotta dall’Eurosistema in cui si evidenzia un irrigidimento dei criteri di concessione dei prestiti alle famiglie. «Negli ultimi tre mesi - si legge - le banche hanno segnalato che i criteri per la concessione di mutui alle famiglie si sono ulteriormente irrigiditi». Un irrigidimento che riflette il «deterioramento delle condizioni sui mercati finanziari e il «peggioramento, rispetto al trimestre precedente, sia delle attese relative all’attività economica generale, sia delle prospettive del mercato degli immobili residenziali».










Febbraio 14th, 2008 at 18:33
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