E’ inizita la campagna elettorale
Riusciranno i ‘nostri eroi’ a mettersi d’accordo?
Facciamo un gioco
il centro destra   Berlusconi  33%
il centro sinistra  Veltroni      33%
la destra            Storace        5%
la sinistra          Bertinotti      7%
il centro            Casini           3%
                      Mastella         3%
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                   Altri                 4%ÂÂ
                                     ———
                                        88%
 indecisi                               8%ÂÂ
 Shede bianche                     2%
 schede nulle                        2%
 insieme                          ——– ÂÂ
                                       100%
 vince
 il centro destra.ÂÂ
 Berlusconi, Storace, Casini, Mastella, altri. 48%
 il centro sinistra.
 Veltroni, Bertinotti, Casini, Mastella, altri. 50%
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Devono convincere l’ 8% di indecisi se vogliono governare
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Considerando che il 70% degli italiani è sfiduciato nei confronti della politica come la mettiamo?
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 f.to alfa3ÂÂ
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Berlusconi a Casini: ‘vieni con noi’ - Veltroni: 10 punti per cambiare l’Italia
da www.ansa.itÂÂ
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‘Vieni con noi, faremo un gruppo unico’. Silvio Berlusconi, intervistato da Luca Giurato a ‘Unomattina’, rinnova l’invito al leader dell’Udc che ieri aveva ribadito la volonta’ di correre da solo alle prossime elezioni. Casini - ha aggiunto il leader di Forza Italia - rischia un risultato molto modestoÂÂ
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Silvio Berlusconi ha chiesto a Pier Ferdinando Casini - leader dell’Udc - di fare “il piccolo sacrificio di rinunciare al simbolo, anche temporaneamente”. Simbolo che, ha aggiunto “non ha una grande storia”. Nel sottolineare che le resistenze dell’Udc alla rinuncia del simbolo sono “qualcosa che può essere facilmente superata”, il leader di Forza Italia dice a Casini “viene con noi e facciamo un gruppo unitario in Parlamento. Solo così saremo veramente credibili davanti agli elettori”, il resto “sono personalismi”.
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Silvio Berlusconi ha illustrato alcuni aspetti del suo programma confermando la volonta’ nel caso dovesse tornare a Palazzo Chigi, di abolire l’Ici sulla prima casa e di avviare un progetto di detassazione, a cominciare dalle ore di straordinario pagate dalle aziende ai lavoratori.
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“Se vinciamo le elezioni, e sono sicuro che vinceremo, la presidenza di una delle due Camere andràall’opposizione. Lo ha confermato il leader del Pdl Silvio Berlusconi parlando stamane a ‘Unomattina’. “Non faremo come la sinistra”, ha aggiunto
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BERLUSCONI: CASINI RISCHIA RISULTATO MOLTO MODESTO
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“L’Udc sta decidendo - ha detto Silvio Berlusconi a margine del programma Uno Mattina - però con rischi enormi perché i cittadini si domanderanno se il voto andràsprecato”. Il leader di Forza Italia ha confermato che in base ai suoi sondaggi il centrodestra avrà“certamente” un “ampio margine anche senza l’Udc”, quantificandolo in un “10-12%”. Al contrario, ha sottolineato, i centristi “rischiano un risultato molto più che modesto” anche in considerazione del fatto che “bisogneràvedere se gli elettori dell’Udc continueranno a dargli il voto senza che vi sia una possibilitàdi vittoria”.
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Dopo la diretta televisiva il Cavaliere si è fermato con i cronisti, sottolineando però di poter restare poco per un “importantissimo impegno”. IncontreràCasini? gli domandano i giornalisti. “Si parla continuamente con l’Udc” ha glissato Berlusconi. “Mi spiace molto - ha aggiunto - per questa storia del simbolo: nessuno gli ha chiesto di mettere da parte il marchio, se non per il voto”. “Non siamo noi a chiudere le porte che restano ben aperte, anzi spalancate, però ci deve essere un impegno e delle garanzie precise sul fatto che si faràun gruppo parlamentare unico, perché il programma deve essere realizzato”. Nel ricordare che “la legge elettorale dice che vince la coalizione che prende il 55% dei voti”, l’ex premier ha quindi aggiunto: “Non posso immaginare che l’Udc, come anche la Cosa bianca o la Sinistra estrema, possano immaginare di raggiungere questo traguardo”.
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REGOLAMENTI CAMERE? MI IMPEGNO MA DOPO IL VOTOÂÂ
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ROMA - “Ormai la legislatura è finita e i regolamenti parlamentari li cambieremo con la nuova maggioranza, anche perché sulla cosiddetta ‘riforma Franceschini’ ho giàdato la mia garanzia”. Così Silvio Berlusconi, leader di Fi, ha risposto ai cronisti che a margine di Uno Mattina gli chiedevano se fosse disponibile a dire sì alla richiesta del leader del Pd Walter Veltroni di riformare i regolamenti parlamentari prima delle elezioni.ÂÂ
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NON VOTATE PICCOLI PARTITI O SARA’ COLPA VOSTRAÂÂ
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ROMA - “Silvio Berlusconi torna a lanciare un appello agli elettori affinché non votino i “piccoli partiti” e concentrino il loro consenso sulle due principali forze in campo alle prossime elezioni, il Pdl e il Pd. Naturalmente, aggiunge nel corso della trasmissione Uno Mattina, “preferirei votassero il Popolo delle Libertà”. Poi, analizzando il voto di aprile, sottolinea: “La presenza dei piccoli partiti non è solo colpa dei politici che vogliono, per ambizione personale, fondare dei partiti del 2%, ma anche degli elettori che danno il loro voto a queste formazioni”. “Un voto - aggiunge - quello ai piccoli partiti, che non serve, è inefficiente, è sprecato”.
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UDC: D’ONOFRIO, NON CI SONO SCONTI PER NESSUNOÂÂ
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“Mi auguro che Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini abbiano fatto bene i loro calcoli: da parte nostra non ci sono sconti per nessuno”. Lo afferma il capogruppo dell’Udc al Senato, Francesco D’Onofrio, giungendo alla direzione del Partito che con ogni probabilitàsanciràil divorzio tra il partito di Casini e il Pdl.
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CASINI, NON SIAMO ACCATTONI, NON CHIEDIAMO POSTIÂÂ
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“Noi non siamo degli accattoni ma siamo persone serie: in questo momento non c’é nessuna trattativa perché non c’é nulla da trattare. Non stiamo facendo nessuna processione per chiedere posti”. Pier Ferdinando Casini, nel corso di Matrix, ribadisce la sua contrarietàa sciogliersi dentro il Pdl. “Vogliamo lavorare in queste ore - aggiunge - perché i moderati italiani non si presentino divisi”. Quindi Casini ironizza su un sondaggio trapelato da ambienti vicini al Pdl secondo cui l’Udc raggiungerebbe appena l’1%: “Se la situazione è così non capisco quale sarebbe il problema di una eventuale alleanza. La veritàè che noi da soli guadagneremmo voti ma non è questo il mio obiettivo. Andare avanti dell’1,5-2 per cento non mi fa cambiare idea sulla necessitàdi lavorare per l’unitàdel centrodestra. Detto questo, se saremo costretti, presenteremo il nostro simbolo e vedremo se nel giudizio degli italiani valiamo l’1 per cento”.
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CESA A CASINI, SII TU NOSTRO CANDIDATO PREMIERÂÂ
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ROMA - “Fai un sacrificio guidandoci in questa campagna elettorale come candidato premier”. Con queste parole il segretario nazionale dell’ Udc, Lorenzo Cesa, rivolgendosi a Pier Ferdinando Casini, ha aperto la sua relazione alla direzione del partito, che sanciràil divorzio con Silvio Berlusconi e il Pdl.
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VELTRONI: 10 PUNTI PER CAMBIARE L’ITALIA
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“Ci saràun programma più compiuto e poi 10-15 punti, che io delineerò sabato all’assemblea costituente per imprimere un cambiamento al Paese”. Il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, annuncia così a ‘Porta a Porta’ le linee del programma del Partito democratico.
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“Sabato - spiega Veltroni - illustrerò le linee del programma che saràanalogo a quelli delle grandi stagioni del riformismo occidentale”.
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“In Italia le tasse si pagano troppo e per questo io ribadisco l’impegno a pagare meno e pagare tutti con interventi di due tipi”. Il leader del Pd, Walter Veltroni, illustra a ‘Porta a porta’ alcuni interventi di detrazione fiscale che saranno inseriti nel programma. “In primo luogo un intervento a sostegno dei figli - spiega Veltroni - un sostegno attraverso o detrazioni fiscali consistenti, del tipo di 2.500 euro per i nuovi nati, non una tantum ma fino ad una certa etàda stabilire. Oppure assegni agli incapienti”. In secondo luogo, Veltroni pensa a interventi “di sostegno fiscale alle imprese” per incentivare le donne che lavorano.
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Al direttore del Giornale, Mario Giordano, che gli chiede se anche lui pensa come Padoa-Schioppa che le tasse sono bellissime, Veltroni risponde: “Padoa-Schioppa ama le espressioni colorate: le tasse non sono né bellissime né bruttissime. Dopo di che io non amo neanche la demagogia da campagna elettorale che sembra sempre il finale del film ‘Otto e mezzo’ in cui tutti annunciano tagli senza spiegare come farli.
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“Proporremo un compenso minimo legale che, per esempio per un contratto atipico, non potràessere meno di 1.000-1.100 euro e daremo incentivi fiscali alle imprese per contratti a lungo termine”. Lo ha detto, a Porta a porta, Walter Veltroni. Alla domanda di Vespa se il resto dei soldi li metteràlo Stato per aiutare le imprese, il segretario del Pd risponde: “No, utilizzeremo la leva degli incentivi fiscali per i contratti a lungo termine”.
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NOI TUTTI GARANTI, NIENTE LARGHE INTESEÂÂ
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“Non c’é bisogno. Siamo tutti garanti del fatto che non ci faranno le larghe intese”. Il leader del Pd Walter Veltroni replica così, a ‘Porta a porta’ a Pecoraro Scanio e a Roberto Maroni che si definiscono garanti contro le grandi coalizioni. Veltroni distingue tra “un patto di consultazione” tra i leader dei due poli e gli inciuci. “Serve un patto di consultazione sui grandi temi - afferma il leader del Pd - Prodi e Berlusconi non si parlavano ma io penso che i capi delle due coalizioni si devono consultare. Il problema è che in Italia subito si grida all’inciucio ma io sto allo schema anglosassone: insieme per definire le regole e poi la sfida politica”.
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SI’ DI VELTRONI A DI PIETRO, RINVIO PER RADICALI
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di Anna Laura BussaÂÂ
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Alla fine Antonio Di Pietro ce la fa e sigla un patto di ferro con Walter Veltroni: l’Idv correràcon il suo simbolo alle elezioni del 13-14 aprile in apparentamento con il Pd; daràvita, sempre con i Democratici, ad un unico gruppo parlamentare e, dopo il voto, comincerà“un percorso che avràcome obiettivo” fondere i due partiti in “un’unica grande forza” capace “di far crescere il Paese”.ÂÂ
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Dopo giorni di attesa, Di Pietro porta dunque a casa il risultato. In cambio, garantisce che vigileràcon cura sulla selezione delle candidature per evitare che si ripeta un caso come quello di Sergio De Gregorio: il dipietrista eletto in Senato e passato nel giro di pochi giorni nelle file di Fi dopo aver ’sfilato’ la presidenza della commissione Difesa di Palazzo Madama alla candidata del Prc Lidia Menapace, sempre grazie ai voti della Cdl. Se Veltroni dice ’si’ a Di Pietro, con i Radicali (incontrati prima dell’ex Pm) preferisce aspettare, rinviando l’incontro decisivo a lunedì. Il segretario del Pd ribadisce il ‘no’ ad un apparentamento anche con loro, come confermato dallo stesso Veltroni a ‘Porta a Porta’ (”Niente simboli, ma se i radicali sono disponibili a entrare nelle nostre liste ben vengano”), ma sarebbe pronto a ‘riservargli’ 4-5 ‘posti sicuri’, rimediando all’invito rivolto alla sola Emma Bonino (”una proposta né carina né educata”).ÂÂ
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Una contro-offerta di fronte alla quale i ‘pannelliani’ per ora non se la sentono di chiudere la porta. Bonino, uscendo dal ‘loft’, non si sbilancia e, ai cronisti che le chiedono com’é andata, parla solo di “una controproposta che dovràessere meglio formulata”. Cosa che dovrebbe avvenire dopo sabato: giorno in cui si riuniràl’Assemblea Costituente del Pd per dire una parola definitiva su Statuto e programma. Ma a fare il punto in serata è lo stesso Veltroni: “Di Pietro ha preso l’impegno di confluire nel Pd. I Radicali non possono perché sono partito transnazionale”. Definitivamente abbandonata ogni ipotesi di apparentamento con i Socialisti, che criticano l’eccezione fatta per Di Pietro. “Se l’obiettivo è quello di cancellarci - commenta Enrico Boselli - Veltroni ha trovato in Di Pietro un ottimo compagno di strada”. “E’ incredibile che il gruppo dirigente del Pd scelga di allearsi con l’Idv e non con noi”, incalza Gavino Angius. Il commento più duro è però del Pdci che, con Pino Sgobio, promette di inviare al Pd un dossier su tutte le ‘disobbedienze’ dei dipietristi in questa legislatura. Non tutti tra i Democratici erano convinti di dire sì all’ intesa con il ministro delle Infrastrutture. Ieri sera Pierluigi Bersani e Rosy Bindi avevano espresso il timore che si annacquasse l’autonomia del Pd.ÂÂ
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Mentre Antonio Polito ribadisce anche oggi di essere almeno “tre volte contrario all’accordo”. Favorevoli invece Enzo Carra, nonostante i suoi trascorsi giudiziari con l’ex Pm (”La politica ha le sue regole e le rispetto”) e Arturo Parisi, che vede in questo accordo il primo passo per confronti anche con altre forze come i Radicali, per i quali Bindi, ma anche Prodi, sarebbero favorevoli. Bersani però oggi ci ripensa e dice ’si’ perché quello con Di Pietro, spiega, non è “un semplice cartello elettorale” ma “un processo di aggregazione in cui spero che il gruppo unico sia il primo passo”. Altri nel Pd avrebbero preferito attendere prima di chiudere con l’Idv: sia per aspettare che si definisse il programma del partito, sia per vedere i giochi conclusi nel Pdl.ÂÂ
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“Ma l’accelerazione - si osserva - l’hanno data i sondaggi secondo i quali, non solo Di Pietro può aumentare i consensi del Pd, ma l’intesa con lui potrebbe creare difficoltàal Pdl al Senato nel caso in cui Casini confluisse con Fi e An”. Coro unanime di critiche, infine, dal centrodestra. Uno per tutti Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi:”Avevano detto correremo da soli e invece Veltroni si allea subito con il gruppo più oltranzista nel campo della giustizia. Complimenti!”.

Febbraio 27th, 2008 at 17:07
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