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da notizie alice 
 
“Ora necessario più che mai affrontare riforma degli estimi”
 
L’adesione alla gestione delle funzioni catastali da parte dei Comuni, “molto più estesa del previsto, conferma che il decentramento del catasto è una questione molto sentita” e che il processo “è ormai non reversibile”. Lo afferma in una nota il sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi, auspicando che, “man mano che il decentramento va avanti, tutti si rendano conto che è necessario più che mai affrontare la riforma degli estimi, il cui disegno di legge delega, fermo alla Camera, si colloca dopo il decentramento. L’alleanza tra Stato e Comuni - aggiunge - può portare a un risultato insieme moderno e aderente alla realtà, dando più efficienza, equità e giustizia ai cittadini”. 
 
Al 30 novembre 2007, spiega il sottosegretario, “all’Agenzia del territorio erano arrivate 5.035 delibere finalizzate all’esercizio diretto delle funzioni catastali e, di queste, 1.400 consentono l’immediato trasferimento delle competenze ai Comuni. Non va dimenticato - sottolinea - che questa è solo la prima possibilità, perchè nel 2009 si aprirà la seconda ‘finestra’ che concederà l’opportunità ad altri Comuni di decidere in materia di decentramento. È quindi prevedibile che l’adesione totale sarà ancora più alta, perchè nel frattempo, i Comuni indecisi avranno risolto i dubbi”. 
 
A gennaio, conclude Grandi, “si è avviato l’iter per l’emanazione del secondo decreto con criteri e modalità per l’assegnazione ai Comuni delle risorse per la gestione delle funzioni catastali. La bozza del decreto è stata consegnata alle organizzazioni sindacali e, a questo punto, si entra nel vivo dell’attuazione, ovvero del passaggio concreto dei poteri e dei relativi mezzi ai Comuni o ai gruppi di Comuni”. Si comincia a delineare “un catasto a due pilastri: il primo è l’Agenzia del territorio, che sempre più diventerà sede specializzata di alto livello per l’evoluzione del sistema catastale in senso moderno, e il secondo pilastro sono i Comuni, che potranno gestire direttamente, con la nota gradualità di possibilità, i poteri decentrati”

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