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Ici in rosso sugli ex rurali


20 Marzo 2008 | postato da: redazione | Osservatorio Tasse

Finanza. Pubblicate le stime sui proventi dell’imposta che hanno provocato la riduzione dei trasferimenti 
 
da www.ilsole24ore.com 
 
Sul sito del ministero dell’Interno, insieme alle spettanze per l’anno 2008, sono stati pubblicati i dati dell’agenzia del Territorio relativi alla base imponibile e all’ammontare dell’extragettito Ici sui fabbricati ex rurali, categorie E e B (articolo 2, commi 33-46, del Dl 262/2006). Ecco dunque un nuovo tassello che si inserisce nella tormentata vicenda dei «tagli-ombra» operati in sordina con il bilancio dello Stato dell’anno scorso che, prima ancora di dare avvio al complesso meccanismo di recupero dell’imposta, ha ridotto i trasferimenti statali di una misura pari alla stima fatta a tavolino. Ben 609 milioni di euro in meno nel 2007, lievitati a 768 nel 2008, che sono stati tolti a tutti i Comuni, piccoli e grandi, in proporzione ai fondi ordinari. La misura è stata modificata con l’articolo 3 del Dl 81/2007 che ha introdotto la novità, poi disattesa, della decurtazione determinata in misura proporzionale alla «maggior base imponibile per singolo ente», comunicata dal Territorio al Viminale entro il 30 settembre 2007. La conoscenza della base imponibile e, quindi, di un valore più vicino all’extragettito effettivo rappresenta un fatto positivo. Certamente il ritardo con cui questi dati vengono comunicati ha già prodotto conseguenze negative per il sistema. Il Viminale, infatti, a novembre dello scorso anno, per chiudere le erogazioni ai Comuni è stato costretto a imboccare la strada dei tagli proporzionali sul fondo ordinario (meno 8,6% a tutti). E contro quella operazione, che ha già incassato la condanna del Tar Veneto, ora si attende l’esito del ricorso collettivo presentato dall’Anci. I numeri dimostrano tutta l’iniquità dell’operazione, perché i nuovi valori stravolgono i tagli operati dal Viminale nel 2007. A Palermo, per fare un esempio, le nuove cifre fanno scendere l’extragettito Ici a 1,2 milioni di euro, il 91,6% rispetto al taglio operato. Frenata brusca, del l’81,9% anche a Napoli, dove si passa da 27,7 a 5 milioni, mentre Campobasso se la cava con meno 36% (224.370 euro). In totale, nei soli Comuni capoluogo mancano all’appello quasi il 70% delle risorse tagliate nel 2007, che fanno salire a 100 milioni i fondi da recuperare. Ma anche questi dati, è bene ricordarlo, hanno dei vizi. Essi sono semplici stime ottenute applicando l’aliquota ordinaria ai maggiori imponibili per le fattispecie previste dal Dl 262/2006: variazioni colturali non dichiarate, fabbricati rurali che hanno perso i requisiti, accertamento destinazioni commerciali e industriali presenti nelle categorie E, fabbricati non dichiarati in Catasto e, infine, adeguamento dei moltiplicatori per gli immobili in categoria B. L’iter per capire quanta parte del gettito sperato si tradurrà in un maggiori entrate reali è ancora lungo. Il Dl 248/2007 ha concesso ulteriore tempo per accatastare gli immobili ex rurali, rinviando il termine al 31 ottobre. Fino ad allora tutto è sospeso. La vicenda però, a mano a mano che invade più esercizi finanziari, continua a produrre effetti negativi, che si cumulano nel tempo. Per lo scorso anno, infatti, il Dl 81/2007 ha posto un parziale rimedio autorizzando i Comuni all’accertamento «convenzionale» del gettito Ici presunto per un importo pari al taglio operato sui trasferimenti ed ha parallelamente introdotto un vincolo di indisponibilità sull’avanzo. I residui convenzionalmente accertati incidono sulla determinazione del risultato di amministrazione, affluendo tra i fondi vincolati e, ove l’avanzo non sia sufficiente, è previsto l’obbligo di applicare nella parte passiva del bilancio un importo pari alla differenza. Peraltro, per il 2008 il ministero dell’Interno ha scelto di rinviare la determinazione dei trasferimenti ordinari spettanti ai singoli enti, in attesa delle certificazioni che dovranno essere rese dai Comuni. Ma arriveranno queste certificazioni? E nel frattempo quali saranno le conseguenze ai fini del Patto di stabilità? E mentre si infittiscono le incertezze per i bilanci comunali, è sempre più evidente che senza un aggiustamento del bilancio dello Stato con uno stanziamento aggiuntivo non si arriva da nessuna parte.
 

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