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Ulteriore stagnazione futura del mercato immobiliare italiano

da www.fondionline.it a cura di Stefania Delucchi 
 
-Venerdì 21 verrà pubblicata dalla ISAE la fiducia del consumatore italiano a marzo. Il dato dell’ultima pubblicazione era 103,0, in rialzo dal precedente 102,2, anche se questo era il dato più basso dall’agosto del 2005. Il calo della fiducia del consumatore è stato guidato dall’assottigliarsi del reddito reale (l’inflazione headline era pari al 3,1% anno su anno a febbraio rispetto al 2,1% dell’anno precedente) e dal rallentamento dell’economia, che stanno aumentando l’insicurezza finanziaria del consumatore e del lavoro.
 
-La riluttanza della Banca Centrale Europea di favorire il taglio dei tassi di interesse in questo momento si sta anche dimostrando come la causa negativa del sentiment al consumo. La grande maggioranza dei mutui è allineata molto da da vicino alla fine della curva dei rendimenti, che è strettamente ancorata al tasso di rifinanziamento della banca centrale. A causa di ciò, il calo dei rendimenti dei bond governativi decennali dal 4,65% al 4,36% dall’inizio del 2008 ha avuto poca influenza sui tassi dei mutui.
 
-La combinazione tra l’indebolimento dell’economia italiana e una politica monetaria poco accomodante non gioca a favore del mercato immobiliare. Con il sentiment al consumo che forse scenderà ulteriormente nei prossimi mesi, crediamo che la stagnazione dei prezzi immobiliari persisterà. Difatti, è notevole considerare come il sondaggio della EC sulla fiducia al consumo riveli che l’intenzione dei consumatori di acquistare una casa nei prossimi dodici mesi sia vicina al livello minimo nella storia stessa del sondaggio (dal primo trimestre del 1990).

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