Iniziative adottate nel Lazio Per l’istallazioni di pannelli fotovoltaici o solari termici
21 Marzo 2008 | postato da: redazione | Osservatorio energie | letto: 78
da www.rinnovabili.it di Roberto Ballarotto*
Lo Sportello Kyoto, struttura di Sviluppo Lazio promossa dall’Assessorato all’Ambiente della Regione, ha dedicato molta attenzione a questo argomento, svolgendo sia lavoro di approfondimento che di elaborazione di proposte, anche a supporto dell’Assessorato, che sono diventate o diventeranno leggi, norme o linee guida.
Supporto alla elaborazione dell’art. 19 della Finanziaria Regionale, proposto dalla Cabina Interassessorile per Kyoto, che contiene diverse importanti semplificazioni procedurali;
Approfondimento delle novità normative introdotte dalla Finanziaria Nazionale e ripercussioni sul quadro normativo regionale;
Collaborazione e confronto con i diversi assessorati regionali * Interazione con la Direzione Regionale dei Beni Culturali, con la proposta di un gruppo di lavoro Ambiente-Urbanistica-Beni Culturali, per la soluzione dei problemi nelle zone soggette a vincolo paesistico;
Supporto e collaborazione con gli uffici VIA e Rete Natura 2000 della Direzione Regionale Ambiente e Territorio, per risolvere le criticità delle richieste di autorizzazioni soggette a VIA e VIC;
Partecipazione al gruppo di lavoro costituito presso la Direzione Regionale Attività della Presidenza per la elaborazione delle Linee Guida Regionali per l’autorizzazione unica di cui al D.lgs 387/03; tali linee guida potrebbero essere proposte alla Giunta nel mese di Aprile;
I risultati raggiunti attraverso le azioni sopra specificate delineano un quadro semplificato che, unitamente alle decisioni che verranno tra breve assunte, tra tutte le Linee guida per l’Autorizzazione unica di cui al D. Lgs 387/03, e agli ultimi provvedimenti adottati dal legislatore nazionale, consentirà una rapida diffusione delle fonti energetiche rinnovabili sul territorio regionale, nel rispetto dell’ambiente e delle sue peculiarità.
Con la Legge finanziaria regionale per l’anno 2008, la Regione Lazio ha definitivamente semplificato e liberalizzato i piccoli impianti solari termici, fino a 30 mq, fotovoltaici, fino a 20 kW posti sopra le coperture degli edifici, ed eolici fino a 5 kW. L’installazione di tali impianti infatti, viene oggi considerata sul territorio regionale come “attività libera” ai sensi della normativa edilizia e pertanto non necessita della DIA, Dichiarazione di Inizio Attività, rivolta al Comune.
Allo stato attuale il sistema delle autorizzazioni per gli impianti di produzione di energiada fonte rinnovabile è così delineato sulla base della normativa nazionale e regionale:
Le Linee Guida in corso di elaborazione avranno l’obiettivo di semplificare il processoautorizzativo, prevedendo una procedura snella, semplice e chiara nei suoi vari passaggi. Tra le ipotesi della Bozza vi è l’esonero dalla Autorizzazione unica per gli impianti fotovoltaici posti sopra le coperture degli edifici industriali e senza limiti di potenza.
Ciò incoraggerà fortemente la costruzione di tali impianti, già esonerati dalla procedura di Screening via, rivolti sopratutto ad assicurare la copertura dei fabbisogni energetici delle imprese laziali.











Marzo 22nd, 2008 at 18:23
[…] Bisogna sottolineare che il quadro normativo sta evolvendo verso una ovvia e naturale semplificazione. Nonostante ciò, nella struttura dello Sportello per Kyoto della Regione Lazio riceviamo numerose segnalazioni di privati che si scontrano con la complessità ed incertezza delle procedure autorizzative, e, purtroppo, a volte rinunciano all’impianto. In particolare, sono gli interventi nelle numerose zone coperte da un vincolo prevalente che trovano le maggiori incertezze e complessità, a causa di una normativa (e di funzionari tecnici) che non sa come rapportarsi, in particolare, con solare termico e fotovoltaico. E non sono interventi marginali. Il territorio Laziale è coperto da vincoli per il 46% del suo territorio, e la maggior parte dei comuni hanno ampie zone residenziali soggette a vincolo paesistico. Vincolo che riguarda non solo pregevoli centri storici, che offrono un’immagine di alta qualità architettonico-urbanistica e nei quali ogni intervento ha il dovere di conservarne le caratteristiche fondamentali, ma anche zone di espansione urbanizzate negli anni 70-80, contenute all’interno di perimetrazioni necessariamente a scala territoriale, dove le esigenze di conservazione sono veramente a livello molto più soft. Anche zone industriali ed artigianali sono comprese nel vincolo paesistico, e molto probabilmente l’istallazione di un impianto fotovoltaico sulla copertura di un edificio industriale non può deturpare un paesaggio. Solo per esemplificare, i vincoli che si sovrappongono al territorio ed a ciascuno dei quali corrisponde un interlocutore pubblico ed una procedura (quindi documenti) spesso diversa, possono essere: Vincoli paesaggistici, Archeologici, Idrogeologici, Storici, Monumentali, oppure derivanti da Parchi Nazionali e Regionali, Riserve Naturali, Zone ZPS, SIC, etc.. La predisposizione di questi documenti, molto spesso, è molto impegnativa e rappresenta un costo tecnico che non aggiunge alcun valore aggiunto al progetto, ma solamente una specie di pedaggio da pagare per poter agire. Ha ragione chi protesta per questo pedaggio (che esiste oggi in numerose attività rappresentando una zavorra sociale), e dovrebbero protestare anche i tecnici che, invece di fare un lavoro progettuale qualificato ed indispensabile per ottenere risultati, svolgono un ruolo di passacarte. La documentazione Solo per fare un esempio, riportiamo l’elenco dei documenti richiesti da un Comune per l’istallazione di un pannello solare termico familiare in una zona di completamento (fuori dal centro storico) rilevato da una ricerca di RESEDA-Ecoistituto. Leggi l’elenco […]