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Mutui: criteri di assegnazione del finanziamento


12 Aprile 2008 | postato da: redazione | Osservatorio Mutui

 www.gazzettino.it

Le banche prima di erogare l’importo chiedono garanzie sulle possibilità di restituzione.
 
Come valutano le banche la richiesta di un mutuo? Ci sono dei requisiti infatti che vengono tenuti in considerazione, non appena viene inoltrata una richiesta. Chi richiede un mutuo deve dimostrare all’istituto finanziario cui si rivolge di essere in grado di poter restituire la somma ottenuta in prestito.
I requisiti legali sono invece minimi, è sufficiente infatti essere cittadini italiani residenti in Italia o cittadini di Stati membri della Unione europea, oppure stranieri non comunitari con residenza in Italia. Essere maggiorenni. Quanto all’età massima, questa è determinata di volta in volta dalla banca finanziatrice.
 
L’”istruttoria” è un’attività finalizzata a verificare che il richiedente possieda le caratteristiche per ottenere il mutuo richiesto, e che l’immobile possa costituire una adeguata garanzia. Affidabilità del richiedente e capacità di credito, ossia la sostenibilità da parte del reddito del richiedente delle rate da pagare. Punto fondante dell’istruttoria, infatti, è l’analisi del reddito presente, e di quello futuro.
 
Indicativamente, per le banche la rata mensile del mutuo non dovrebbe essere superiore ad un terzo del reddito familiare netto mensile del richiedente. Buona norma, è presentare una richiesta dopo aver valutato già l’importo che si è in grado di assolvere, l’ammontare del finanziamento da richiedere e che immobile si può concretamente acquistare.
 
Ogni Banca ha le sue procedure. In generale, comunque, i documenti da presentare sono i seguenti. Per i lavoratori dipendenti, una dichiarazione del datore di lavoro dell’anzianità di servizio, originali dell’ultimo cedolino dello stipendio e copia del modello CUD (in alternativa copia del mod.730 o “Unico”). Per i lavoratori autonomi o liberi professionisti, copie del modello “Unico” (ex. Modello 740), estratto della Camera di Commercio Industria e Artigianato (C.C.I.A.). I professionisti inoltre, devono presentare l’attestazione di iscrizione all’Albo cui si appartiene.
 
Per tutti, ovviamente, certificato di nascita, di stato civile o estratto dell’atto di matrimonio completo di tutte le annotazioni. L’estratto di matrimonio deve contenere tutte le eventuali convenzioni patrimoniali stipulate fra i coniugi. Nell’ipotesi di persone divorziate o separate legalmente, bisogna presentare copia della sentenza del tribunale; copia della “promessa di vendita” o “compromesso”, planimetria con l’indicazione delle proprietà confinanti sia dell’immobile che delle eventuali pertinenze (come cantine, solai, box per automobile, ecc.). Ovviamente, una copia del certificato di abitabilità, e dell’ultimo atto di acquisto dell’immobile.

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