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Mutui: come abbattere i costi di gestione


15 Aprile 2008 | postato da: redazione | Guida all'acquisto | letto: 139

portabilita-mutui.jpg Le nuove regole introdotte dalla legge Bersani per tutelare maggiormente i consumatori e abbattere i costi di gestione

da www.gazzettino.it

Garantita la portabilità del mutuo da un istituto di credito a un altro: non sono previste spese aggiuntive
 
L’obiettivo è quello di ottenere una sempre maggior trasparenza nel settore dei mutui, e pare che qualche passo avanti sia stato fatto. La recente richiesta di una vera protezione dei consumatori da parte dell’Antitrust deriva proprio dall’osservazione, assieme ad associazioni di tutela dei consumatori e di alcuni esponenti di partiti politici, l’allineamento dei tassi di riferimento dei mutui alla media europea, e la standardizzazione dei metodi di calcolo di rate e interessi, come pure delle clausole relative ai mutui bancari. Costituirebbero, infatti, la prova dell’esistenza di un supposto cartello bancario e di un’assenza di vera libera concorrenza nel settore.
Antonio Catricalà, presidente dell’Antitrust, in un convegno organizzato da Altroconsumo, ha infatti rilevato che sempre più famiglie italiane si trovano oggi in difficoltà per pagare la rata del mutuo.Nonostante la constatazione che l’Italia sia un paese poco indebitato rispetto ad altre realtà europee e i risparmiatori tra i più attenti, risulta più che mai necessario un chiarimento rispetto a quanto la legge Bersani prevede sulla portabilità del mutuo: quando non viene applicata da parte di alcuni istituiti, infatti, raramente porta a conseguenti sanzioni verso gli stessi. La richiesta, pertanto, è quella di far rispettare la normativa vigente, evitando anche alcune pubblicità ingannevoli che, nel settore, danneggiano chi opera con la massima correttezza.

La portabilità dei mutui, infatti, deve avvenire a costo zero per il cliente. Ben altro problema si pone sulla disponibilità di una banca ad accettare una richiesta di surroga, cioè di mutuo da parte di un cliente che l’aveva precedentemente contratto con un’altra banca. Se c’è un dovere di uscita e a costo zero infatti, non vi è di entrata: una banca non può trattenere un mutuatario che desidera uscire, ma non ha nessun obbligo ad accogliere la richiesta di spostamento nel proprio istituto.

Richieste di trasparenza e concorrenza sono giunte anche dall’associazione Altroconsumo: necessiterebbe l’applicazione di un documento, voluto dall’Unione europea (il modello Esis), che renderebbe possibile il confronto dei mutui a livello europeo. In tale modellino verrebbe indicato il cosiddetto Isc (l’indicatore sintetico del costo del finanziamento), che comprende tutte le spese, e che risulterebbe fondamentale per poter confrontare le diverse offerte sul mercato. Ma la normativa Ue che risale al 2001 non è mai stata recepita, se non in minima parte, e le aziende di credito non hanno nessun obbligo a consegnare il modello Esis. Una mancanza che l’Unione europea ha ricordato all’Italia nel Libro bianco sui mutui pubblicato nello scorso dicembre.

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