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Morosità in condominio, la Cassazione cancella la responsabilità solidale


16 Aprile 2008 | postato da: redazione | Condominio | letto: 970

da www.repubblica.it di Antonella Donati

Buone notizie per chi è sempre corretto con i pagamenti condominiali: da ora in poi non rischia più nulla se c’è qualcuno che fa il furbo e non paga. In caso di morosità nei confronti di fornitori, infatti, da ora in poi rischia il pignoramento e dovrà pagare tutte le eventuali spese aggiuntive chi non ha voluto versare le sue quote condominiali. Gli altri condomini, invece, saranno al riparo da qualunque sgradevole conseguenza. Lo ha stabilito al Cassazione a Sezioni unite con la sentenza 9148 del marzo scorso, nella quale si stabilisce la responsabilità dei singoli condomini per le obbligazioni assunte dal condominio verso terzi per non ha natura solidale. Un principio che ribalta decisioni precedenti, ma che ora diventa definitivo perché le sentenze emesse a Sezioni Unite non possono più essere rimesse in discussione. 

Mia più conseguenze per tutti - Prima di questa sentenza era prevalente l’indicazione del principio della responsabilità “solidale” in condominio - una sorta di “tutti per uno, uno per tutti”- principio in base al quale se anche uno solo dei proprietari si rifiutava di pagare il dovuto, in caso di morosità nei confronti dei fornitori o di ditte che avevano eseguito lavori, i creditori potevano rivalersi su tutto il condominio, fino ad arrivare a chiedere al giudice di pignorare un qualunque appartamento per ottenere il pagamento del dovuto. Ora, invece, questo non è più possibile e chi è in regola non può più essere chiamato a rispondere delle mancanze altrui. Con la nuova sentenza, infatti, la Cassazione ha respinto il ricorso presentato da un’impresa che reclamava il pagamento di 67 milioni di lire dal condominio e da sette condomini per opere eseguite e mai pagate, condannando a pagare solo i condomini che erano risultati inadempienti. E questo perchè - sottolinea la la Corte - non si può applicare al condominio il principio della responsabilità solidale, ma ciascun condomino deve rispondere dell’impegno preso collettivamente, nell’interesse del condominio, solo in proporzione alle rispettive quote. 

Niente solidarietà quando il debito è divisibile - In sostanza, secondo la Cassazione in tutti i casi in cui un obbligo preso dal condominio è divisibile, come accade quando si tratta di ripartire le spese per millesimi, il principio della solidarietà passiva va abbinato a quello della divisibilità, con la conseguenza che se ci sono più debitori ed è lo stesso per tutti l’obbligo di pagamento (i lavori condominiali fatti da una specifica ditta, ad esempio) ciascuno dei debitori è tenuto a pagare il debito solo per la sua parte. Per cui ogni volta che il debito, che non è altro che la somma di denaro dovuta, è divisibile, ciascuno dei condomini risponde solo per sé. D’altra parte, sottolinea ancora la Corte, quando gli altri condomini debbono far fronte ai debiti di chi non ha pagato le sue quote hanno poi la possibilità di rivalersi su di lui e ottenere il rimborso di quanto pagato in più: allora perché attendere e non prevedere, invece, che sia direttamente il creditore a prendersela con chi non paga? 

Con la sentenza finisce un’era - Con questa sentenza finisce davvero un’era, quella dei creditori che potevano “minacciare” di ritorsioni tutto il condominio di fronte alla scorrettezza di pochi. Da ora in poi, invece, chi non paga è responsabile in prima persona da subito, e se non paga rischia fin dal primo momento di ritrovarsi la casa, e solo la sua casa, pignorata.

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