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Per i mutui è il primo anno di crescita zero


24 Aprile 2008 | postato da: redazione | Osservatorio Mutui | letto: 143

da www.ilmattino.it di Alessandra Chello

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Casa dolce casa, sì ma con l’aria di crisi che tira il sogno più gettonato dagli italiani finisce nel freezer. Lo rivela il colpo di freno sulla domanda di mutui. Per la prima volta da cinque anni, il mercato è calato dello 0,23%. Uno stop che interrompe il ciclo di crescita continua a due cifre che durava dal 2002 con un aumento medio annuo del 16%. La regione maglia nera? La Campania. Il responso è dell’Osservatorio Unicredit: 62.728 milioni l’importo dei prestiti erogati nel 2007 contro i 62.873 milioni del 2006. 


La flessione era atteso: «Ci aspettavamo - dichiara l’ad di Unicredit Banca per la casa Pasquale Giamboi - i primi effetti del rallentamento della domanda a causa di un mercato delle transazioni immobiliari in flessione, della crescita dei tassi di interesse e della mutata situazione socio economica delle famiglie a medio basso reddito». Inoltre la forte concorrenza tra banche e l’atteggiamento più selettivo sulla valutazione della capacità di rimborso dei clienti richiede agli operatori di fissare spread e costo del mutuo per il cliente in misura sempre più correlata al rischio e al maggior costo del denaro interbancario. Il trimestre più nero è stato il secondo, con un calo del 3,42%, mentre tra ottobre e dicembre si è registrato un recupero del 3,20% a 17.784 milioni di euro, contro i 17.231 dell’analogo periodo del 2006. Tornando al 2007, segnali di rallentamento si registrano nella maggior parte delle regioni italiane. 
 
Come già detto la flessione maggiore c’è stata in Campania che registra un -8,47%, in Friuli con un -6,09%, in Veneto con -4,29% e nel Lazio che chiude l’anno con un -3,37%, sempre rispetto al 2006. In genere, comunque, quasi tutte le altre regioni segnano un calo tra il 2 e il 3% rispetto all’anno precedente. Unica a remare contro è la Lombardia che rappresenta da sola circa il 25% del mercato italiano. E mette a consuntivo un +5,18% che compensa, con l’ulteriore contributo di Puglia +4,22% e Sardegna +7,35%, i risultati negativi delle altre aree della Penisola. E le previsioni non sono delle migliori: gli effetti della crisi di liquidità sui mercati condizioneranno il mercato in Italia per buona parte del 2008 a meno di interventi di riduzione dei tassi di interesse da parte della Bce. E a proposito di Unicredit ieri l’allarme sulle svalutazioni lanciato da Hvb ha frenato la banca in Piazza Affari e ha perso fino al 5% per poi recuperare a meno 2,05%, a quota 4,64 euro. Il titolo ha cominciato a soffrire dopo le dichiarazioni di Wolfgang Sprissler, amministratore delegato di Hvb, sulle svalutazioni a seguito del deterioramento degli spread creditizi. Poi il recupero quando da Piazza Cordusio è giunta una rassicurazione sul risultato del primo trimestre atteso in utile per circa un miliardo di euro.

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