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Immobili: Il mercato rallenta ma tengono le costruzioni


22 Maggio 2008 | postato da: redazione | Mercato Immobiliare | letto: 140

da www.guidamutui.it
 
Il 2007 è stato il nono anno di crescita per il settore delle costruzioni e ha registrato il livello di produzione più alto degli ultimi 40 anni. Lo rende noto l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) nell’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni, pubblicazione che fa il punto sulla situazione del settore immobiliare e creditizio in Italia.
 
Gli investimenti in costruzioni sono cresciuti dell’1% rispetto al 2006, per un investimento complessivo di 152.609 milioni di euro. Rallenta invece il mercato immobiliare: le valutazioni dei principali centri studi del settore rilevano infatti una flessione nel numero di compravendite. 
 
“Le famiglie continuano a cercare casa ma sperimentano una crescente difficoltà a causa della riduzione del potere di acquisto del proprio reddito” afferma Paolo Buzzetti, presidente dell’associazione. L’andamento crescente dell’Euribor da agosto in poi ha fiaccato la capacità di indebitamento degli acquirenti, limitandone le possibilità di spesa. Ha determinato poi un aumento del peso della rata sul reddito per coloro che avevano già sottoscritto un mutuo a tasso variabile. Questo in un Paese in cui il costo dei finanziamenti è più alto rispetto alla media europea. “A maggio dello scorso anno Banca d’Italia stimava il differenziale tra il costo di un mutuo a tasso fisso e uno a tasso variabile in Italia in termini di 0,8 punti percentuali, mentre nell’Area Euro ammontava a 0,3 - si legge nell’Osservatorio -. A marzo 2008 un finanziamento a tasso fisso in Italia costava mediamente lo 0,7% in più rispetto alla media dei Paesi europei”.
 
Per concludere ad aprile 2008 la Bce, a seguito di una indagine conoscitiva sulle politiche del credito delle principali banche europee, ha evidenziato una restrizione degli standard creditizi nei confronti degli acquirenti di immobili e delle imprese di costruzioni. Una previsione valida anche per l’Italia per l’anno in corso. “Un tale comportamento da parte della banche sarebbe totalmente ingiustificato, perché la rischiosità delle famiglie e delle imprese di costruzione è rimasta stabile rispetto al 2006, nonostante i ripetuti aumenti dei tassi di interesse a seguito della crisi dei mutui subprime” dichiara Buzzetti.
 
Il documento dell’Ance si sofferma infine sul disagio abitativo legato all’accesso al mercato degli affitti. L’aumento dei prezzi delle abitazioni e dei canoni negli ultimi anni ha messo in difficoltà alcune categorie di cittadini: anziani, immigrati, giovani e studenti fuori sede. Si pone dunque con urgenza il problema dell’edilizia sociale: “In Italia nel 2004 c’erano 4,5 abitazioni di edilizia sociale ogni 100. Una quota inferiore a quella di molti paesi europei, tra i quali i Paesi Bassi con un 34,6%, la Svezia con il 21% e la Francia e la Finlandia con il 17% - conclude Buzzetti -. Il fabbisogno delle fascie più deboli deve essere affrontato nella politica del welfare”. Per risolvere il problema, l’associazione propone la costruzione di nuovi alloggi che vedano la partecipazione integrata di pubblico e privato, programmi misti per la vendita e l’affitto sostenibile (con la costruzione di immobili che prevedano la vendita di una parte degli alloggi e l’affitto sostenibile per la quantità di abitazioni rimanente), e la tassazione separata dei redditi da locazione.

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