Napoli: taglio Ici, il comune perde 35 ml
26 Maggio 2008 | postato da: redazione | Osservatorio Tasse
Dal condono 40 milioni ma i fondi sono vincolati
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 da www.ilmattino.it di Luigi Roano
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Ieri sera in un Palazzo San Giacomo semideserto l’allarme dell’assessore al Bilancio Enrico Cardillo. Il taglio dell’Ici sulla prima casa vale una perdita secca per il Comune di 35 milioni di euro. Una enormità per le casse semidissestate dell’amministrazione. E Cardillo non ha nascosto le sue preoccupazioni. Una domenica particolare per assessori e maggioranza, il sindaco li ha messi tutti nella sala giunta e ha cominciato a svelare il bilancio, la manovra dovrebbe arrivare in aula in settimana, forse venerdì, e la Iervolino vuole piena condivisione. Oggi, invece in sala giunta la Iervolino riunirà solo i suoi assessori per una discussione soprattutto tecnica. Perché il pressing del sindaco? C’è la volontà di coinvolgere l’assemblea cittadina nelle scelte, ma anche la necessità di non avere «più scherzi» sul numero legale dal centrosinistra. Stop al fuoco amico, questo il messaggio dell’ex ministro dell’Interno. E poiché la schiera degli insoddisfatti cresce sempre di più il sindaco sta giocando di anticipo. La Iervolino ha chiarito a tutti che sarà il classico bilancio di lacrime e sangue, poche le speranze che dal governo arrivi qualche misura che riequilibri le perdite derivate dal mancato introito dell’Ici. La buona notizia è che dal condono sono arrivati la bellezza di 40 milioni di euro, soldi però che sono vincolati, sono utilizzabili, lo stabilisce la legge, per riqualificare i quartieri che hanno subito la piaga dell’abusivismo edilizio e per le opere di urbanizzazione negli stessi siti. Non potranno essere spostati sulla voce che più interessa Cardillo, ovvero quella delle spese correnti. I soldi cash che servono per gli investimenti e per far galleggiare la barca amministrativa di Palazzo san Giacomo. L’abolizione dell’Ici sulla prima casa si potrebbe tradurre per il Comune in un tracollo economico. Tanto per avere un’idea di come stanno le cose, nel bilancio previsionale 2007 alla voce Ici sono stati appostati 175 milioni e 800mila euro. Pur considerando che la somma si compone anche di quanto versano i proprietari di più case e di quelle considerate di lusso o di pregio che non sono esentate, e dei negozi, è chiaro che Palazzo San Giacomo avrebbe una stangata significativa. Valutabile - secondo i tecnici - appunto in circa 35 milioni. Logico che la Iervolino sia molto preoccupata. Sostanzialmente si dovranno fare sacrifici e in silenzio. Ma cosa in particolare verrà tagliato? Si partirà dalla voce manutenzione straordinaria delle strade. Si lavorerà solo sull’ordinario. Il neoassessore Agostino Nuzzolo ha accolto la notizia certo senza fare salti di gioia. Ma del resto è stato proprio lui all’atto dell’insediamento a dire che ci sono in città troppi cantieri aperti e che bisogna a cominciare a chiuderne qualcuno. In queste ore Nuzzolo è al lavoro per capire i pochi fondi a disposizione, eredità del precedente bilancio, come possono essere spesi. Naturalmente continuerà la lotta agli sprechi. Mano ferma e tagli con la cesoia per le consulenze che saranno utilizzate col contagocce. Poi le spese vive, a cominciare da quelle telefoniche per finire alle auto di servizio. Tutti dovranno stringere la cinghia per evitare che i tagli si abbattano in settori più strategici della vita amministrativa. Nella malaugurata ipotesi che il conti non tornassero neanche con questa robusta cura dimagrante si passerebbe all’opzione alternativa. Ovvero gli aumenti delle tariffe per i servizi. Nessuno però vuole pensare a questa eventualità . Perché chiedere alla gente di pagare di più in una città afflitta da mille emergenze sarebbe davvero una beffa per tutti i napoletani.






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