Housing sociale a Roma per unire quantità e qualità
27 Giugno 2008 | postato da: info | Mercato Immobiliare, Osservatorio Urbanistico | letto: 108
L’emergenza casa è tornata di pressante attualità. Oggi, oltre ai ceti più bisognosi, destabilizza larghi strati del ceto medio, che non riescono più ad acquistare la proprietà della casa e stentano a sostenere canoni di locazione.
All’inizio del 2007, Gianni Alemanno ha costituito un gruppo tecnico per affrontare il problema casa e l’housing sociale in particolare.
L’idea è di lanciare una nuova politica di welfare abitativo che attragga investitori privati e istituzionali, con l’obbiettivo di fornire sul mercato, per 20 anni, alloggi in affitto a canone moderato. Questo progetto può essere realizzato valorizzando il rapporto di sussidiarietà fra gli operatori privati/etici, disposti a lavorare a condizioni non speculative con profitti ragionevolmente contenuti e la pubblica amministrazione che deve individuare aree a costi inferiori a quelli di mercato.
Altro oggetto di studi è la determinazione di nuovi standard abitativi di qualità, relativi a caratteristiche generali di eco sostenibilità. Anche il mix abitativo di varie categorie è uno degli aspetti più importanti per il successo dell’housing sociale. Un’iniziativa poco diversificata potrebbe dar luogo all’effetto «ghetto», una troppo diversificata può complicare la formazione di una vera comunità. Tutto ciò deve essere definito nelle fasi iniziali della progettazione assieme al soggetto che rende disponibili le aree su cui intervenire.
Il reperimento delle aree è uno dei punti critici dell’intera operazione. Occorre quindi dare una definizione legislativa volta a fissare il principio secondo cui l’edilizia residenziale sociale è un’opera pubblica e, come tale, si possa realizzare su aree destinate a standard urbanistici. L’offerta casa va inquadrata nell’ambito di politiche urbanistiche sostenibili che favoriscano coesione sociale, qualità dell’abitare, integrazione urbana, contenimento del consumo di territorio non urbanizzato. Lo scopo finale è di realizzare alloggi sostenibili da tre punti di vista: ambientale, economico, sociale. Il mio sogno è che si apra una fase di rinascimento urbano che coinvolga urbanisti e artisti.
Un modello che ci auguriamo possa arginare questo annoso problema diventando quindi un modello applicabile in generale a tutti i grandi centri urbani.










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