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Crolla il settore immobiliare, ma i prezzi restano stabili

da rossodisera di TOMMASO VACCARO 
   
«Nessun rischio di tracollo come in Usa e in Spagna», ma la situazione del mercato immobiliare italiano è ormai in fase di netta frenata. Secondo lo studio presentato ieri da Nomisma gli italiani sono sempre meno propensi ad acquistare casa, dato questo registrato in un decremento delle vendite nel 2007 di circa 40 mila abitazione rispetto al 2006 (-4,6%) ed una diminuzione dell’erogazione di mutui dell’1,2% . Le proiezioni del centro studi affermano inoltre che la flessione dovrebbe protrarsi nel tempo, se è vero che le famiglie italiane intenzionate nei prossimi dodici mesi a comprare un’abitazione sono soltanto l’1,8% contro il 7% di inizio anni 2000.
Un mercato, quello immobiliare, che risentirebbe della situazione di crisi generale e dell’allarme inflazione, tanto che l’osservatorio economico bolognese prevede per il 2008 una riduzione di compravendite di ben 80 mila unità (-10%).
 Ma se da una parte diminuiscono i mutui accesi, aumentano i tempi di vendita e si riduce il numero degli acquisti (il valore totale delle case vendute nel 2007 è stato pari 123 miliardi di euro, mentre nel 2008 dovrebbe attestarsi attorno ai 110 miliardi), dall’altra i prezzi delle case restano più o meno stabili. E’ quanto afferma anche il presidente Nomisma Gualtiero Tamburini, il quale ha dichiarato che sarà «difficile immaginare una riduzione dei prezzi, se non quella veicolata dall’inflazione», aggiungendo poi che, nonostante la crisi del settore sia consistente, l’esplosione della cosiddetta “bolla immobiliare” italiana non è in grado di produrre gli stessi effetti devastanti di quella americana e di quella spagnola. «Le situazioni di insolvenza, - ha detto Tamburini – stanti le politiche prudenti delle banche e delle famiglie, fanno sì che il fenomeno sia sotto controllo». Tanto che su cinque milioni di famiglie alle prese con un mutuo, «solo il 2% è in difficoltà nei pagamenti delle rate». 
 Ma se nell’immediato futuro i costi degli appartamenti rimarranno stabili «non è da escludere, nella seconda metà dell’anno, una flessione dei prezzi», dichiara Luca Dondi, analista di Nomisma Real Estate. Secondo il responsabile del settore immobiliare del centro studi, queste riduzioni dovrebbero riguardare principalmente «le periferie delle grandi città come Roma, Bologna e Milano» con una diminuzione «dal 3 al 5%», mentre la situazione dovrebbe restare stabile «nei centri delle metropoli, dove le quotazioni rimarranno uguali».
   Ed il momento è pesante anche per i titoli immobiliari, che negli ultimi dodici mesi hanno perso addirittura il 58,1%. Una dato che preoccupa particolarmente il presidente di Nomisma Tamburini, il quale ha lanciato un appello: «Il mercato immobiliare - ha detto- è un mercato strategico, e bene farebbe il governo a metterlo in sicurezza con interventi ad esempio sulle imposte di registro, sull’Iva, affinché inoltre i fondi immobiliari e le società quotate possano lavorare più largamente anche importando capitali all’estero».
   Ma le esperienze americane e spagnole indicano chiaramente dove risiedono le responsabilità di questa drammatica crisi e quali siano gli “agnelli sacrificali” dello scoppio di questo settore. Speculazione edilizia ed una gestione selvaggia dell’erogazione di mutui da parte delle banche, spesso ai danni della povera gente, sono elementi centrali su cui non è più possibile soprassedere in nome di una commistione tra la politica, le società immobiliari e gli istituti di credito.

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