Ici, in caso di errore si può pagare entro un mese senza multa e interessi
21 Luglio 2008 | postato da: redazione | Osservatorio Tasse
 da www.repubblica.it di Antonella Donati
Â
C’è tempo fino alla seconda metà di agosto per mettersi in regola con l’Ici se per caso si sono fatti errori e l’imposta dovuta non è stata versata, o se si è pagato meno del dovuto. E per chi corregge l’errore non ci sono sanzioni né interessi da pagare. Lo prevede il provvedimento che ha abolito l’Ici che è stato definitivamente convertito in legge il 17 luglio. E per chi invece ha pagato anche se non doveva, è possibile presentare la domanda di rimborso al Comune.
Â
 Le case escluse per legge - Il decreto ora convertito, ha escluso per legge dal pagamento dell’Ici tutti gli immobili adibita ad abitazione principale da parte del contribuente (proprietario o titolare del diritto di usufrutto o del diritto di abitazione), più gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibiti ad abitazione principale dai soci assegnatari e gli immobili degli Iacp regolarmente assegnati. Esclusi dal pagamento anche i proprietari di appartamenti assegnati al coniuge separato o divorziato, purché non proprietari di altra abitazione principale nello stesso Comune. Escluse dall’abolizione dell’Ici, invece Restano escluse dal taglio dell’Ici le abitazioni signorili (A1), le ville (A8) e i castelli (A9). Per questo immobili è rimasta però in vigore la detrazione per abitazione principale di 103 euro.
Â
 Le abitazioni “assimilate” - L’abolizione dell’Ici, ha poi riguardato anche gli immobili “assimilati” all’abitazione principale. La legge, infatti, riconosce ai Comuni il diritto di prevedere altre esenzioni, rendendo simili alle abitazioni principali, dal punto di vista del pagamento dell’imposta, quelle concesse in uso gratuito ai parenti, stabilendo il grado di parentela; le case possedute a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscano la residenza in istituti di ricovero a condizione che le abitazioni non risultino locate; gli immobili posseduti dai residenti all’estero. Libertà ai Comuni di decidere, quindi, e obbligo di informarsi presso il Comune stesso per sapere se si doveva pagare o no, dato che ciascun ente locale poteva scegliere senza alcun tipo di vincolo se riconoscere o meno l’agevolazione, e, ovviamente, senza che si potesse accampare un criterio unico valido per tutti. Possibile aver sbagliato, dunque, anche per la fretta dovuta alla scadenza ravvicinata del pagamento della prima rata. Facile sbagliare, poi, anche per le pertinenze.
Â
 Libertà di scelta anche sulle pertinenze - Anche per garage, posti auto, soffitte e cantine, infatti, la legge ha lasciato la scelta ai Comuni. E quindi ciascuno si è comportato nel modo giudicato più opportuno. Così ci sono Comuni che hanno abolito l’Ici per tutte le pertinenze dell’abitazione principale, quelli che l’hanno fatto solo per una o due pertinenze, quelli che hanno limitato l’abolizione alle pertinenze situate nello steso immobile. E chi non si è informato o non a fatto in tempo a chiedere ulteriori indicazioni potrebbe aver sbagliato a pagare.
Â
 Correzioni senza oneri - In questo caso, però, al danno non si aggiunge la beffa. Infatti nel provvedimento è stato inserito un nuovo comma nell’articolo 1 in base al quale non saranno applicate sanzioni “nei casi di omesso o insufficiente versamento della prima rata dell’imposta comunale sugli immobili, relativa all’anno 2008″, a patto che il contribuente versi l’importo entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione. Poiché il provvedimento è stato definitivamente approvato il 17 luglio è prevedibile che non entri in vigore prima di lunedì, e quindi c’è tempo almeno fino al 20 agosto per pagare senza penali. Ovviamente si dovrà verificare con il Comune se si è pagato il giusto.










Lascia un commento