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Caro-mutui, la famiglia torna in affitto

caro mutuida www.ilsole24ore.com di Chiara Di Michele  
 
Se finora la categoria dell’inquilino-tipo era rappresentata soprattutto da studenti, single, divorziati e lavoratori fuori sede, per il 2008 le agenzie immobiliari si aspettano un ritorno della famiglia al mercato della locazione.
 
Secondo Tecnocasa, la domanda di chi cerca immobili in affitto è aumentata negli ultimi due semestri. In particolare è cresciuto il numero delle famiglie che optano per la locazione perché non riescono ad accedere al mutuo o che decidono di andare in affitto per un periodo di transizione. Tuttavia, «i segnali di spostamento dall’acquisto alla locazione sono ancora tiepidi e i contratti tra il 2004 e il 2007 non hanno registrato grandi variazioni », spiega Luca Dondi di Nomisma, che dal secondo rapporto del 2008 sul mercato immobiliare realizzato dalla società bolognese si aspettava dati più evidenti.
 
Tra le principali città della Penisola, inoltre, ci sono delle differenze: se a Roma la domanda di abitazioni in affitto è in crescita, a Cagliari rimane stabile, mentre a Bologna e a Torino è in calo ed è più problematica che altrove. L’erosione della redditività lorda da locazione perdura ovunque, attestandosi al 4,9%, perdendo un punto in dieci anni, a eccezione di Milano, dove rimane stazionaria al 4,5 per cento. Mediamente, inoltre, si sono allungati i tempi per concludere un contratto locativo: ora occorrono 3,2 mesi, il doppio rispetto a inizio 2000, con picchi di 4 mesi a Milano; soltanto a Catania e a Firenze si sono ridotti.
 
Sul fronte dei prezzi gli inquilini possono tirare un leggero sospiro di sollievo in quanto l’aumento dei canoni si è ridotto e lo scorso anno è stato pari al 2,7%, il più contenuto dal 2000; i primi sei mesi del 2008 hanno seguito la scia con un +1,7% rispetto allo stesso periodo del 2007 (anche se il Sunia, il sindacato degli inquilini, parla del 5,2%, ndr). La città più economica d’Italia è Catania, con un canone medio di 77 euro al metro quadro l’anno, mentre Bari è la più costosa del Meridione (in media 112 euro al metro quadro l’anno).
 
Affittare una casa è ancora troppo caro. Da un’analisi della Banca d’Italia risulta che il reddito medio dei nuclei in locazione è circa il 40% in meno rispetto a quello di chi è proprietario. Un allarme arriva dalla Cgil che denuncia come su oltre 4 milioni di nuclei in affitto, la maggior parte, pari a 3 milioni, vive con un reddito sotto i 25mila euro l’anno e la metà di questi è addirittura sotto i 15mila euro.
 
In Italia, la quota di patrimonio abitato in affitto sfiora il 19% ed è nettamente inferiore rispetto agli altri Paesi europei, primo fra tutti la Germania con il 57,3% di abitazioni locate, seguita da Olanda (47,3%), Svezia (41%) e Francia (40,7%). Le sperimentazioni in corso in Lombardia, in particolare nel Comune di Milano, per l’uso di aree inutilizzate, destinate dal Piano regolatore a servizi collettivi, tramite il coinvolgimento di operatori privati, potrebbero essere estese anche ad altri contesti urbani.
 
Intanto un avvertimento arriva dalle associazioni dei consumatori che prevedono un aumento di 732 euro l’anno per le famiglie che vivono in affitto. Causa: il caro prezzi, che purtroppo negli ultimi tempi ha colpito un po’ tutti i settori, costringendo i cittadini ad abbassare il tenore di vita.
Qualche segnale di speranza potrebbe arrivare dal Piano casa del Governo, che tuttavia non piace all’Anci (l’associazione dei Comuni) e ai sindacati inquilini Sunia, Sicet, Uniat-Uil che denunciano la scomparsa, dal nuovo testo contenuto nella Finanziaria, dei 550 milioni di euro destinati a sostenere gli oltre 12mila nuovi alloggi individuati dalle amministrazioni locali.
 
Positiva invece la valutazione dei costruttori: «Dopo trent’anni commenta l’Ance si decide di lanciare un nuovo Piano casa nazionale e con istituti innovativi come i programmi integrati per la riqualificazione urbana e la possibilità di utilizzare strumenti approvativi accelerati come l’articolo 81 del decreto 616/77 o la legge obiettivo».

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