Casa lenta casa
da www.ilfglio.it di Stefano Feltri
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E’ difficile abituarsi, anche se continua così da mesi. Ogni giorno, o quasi, dagli Stati Uniti arriva qualche dato sull’economia che fa pensare, alternativamente, che la crisi è finita o che il peggio deve ancora venire.ÂÂ
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Mentre i giganti dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac sembrano di nuovo sull’orlo di un disastroso tracollo e l’intervento pubblico appare ormai inevitabile, il Dipartimento del Commercio americano ha diffuso oggi i dati sul settore delle costruzioni.ÂÂ
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Erano 17 anni che non si costruivano così poche case negli Stati Uniti. A luglio i nuovi cantieri erano l’undici per cento in meno di dodici mesi fa, un dato che annualizzato (cioè proiettato sull’intero 2008) significa 965 mila nuove abitazioni per quest’anno, comunque cinquemila più di quanto si aspettavano gli analisti. Scendono anche le licenze edilizie concesse, anche sotto le aspettative, e questo lascia supporre che i cantieri nei prossimi mesi saranno anche meno.ÂÂ
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E’ normale che quando scoppia una bolla immobiliare, come quella alimentata dal credito facile e dai mutui subprime, il settore edilizio rallenti. Il punto è capire quando tocca il fondo, quando cioè i prezzi raggiungono il livello più basso (e quindi conviene comprare o cominciare a costruire). E visto che l’edilizia è un termometro, oltre che una parte importante, dell’economia di un paese, quando riparte quel settore si rimette in moto tutta l’economia.ÂÂ
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Secondo Alan Greenspan, l’ex presidente della Federal Reserve, i prezzi delle case raggiungeranno il minimo a metàdel 2009. Solo quando vedranno i valori degli immobili risalire, i costruttori ritroveranno l’entusiasmo per l’investimento. Il dato di oggi potrebbe quindi essere superato in negativo da quelli dei prossimi mesi. Non è facile capire come si muovano i prezzi delle case negli States, perché ci sono vari indici che li misurano, spesso in contraddizione tra loro.ÂÂ
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Una cosa però è certa. Se continuano i fallimenti delle famiglie che non riescono a pagare il mutuo, le banche dovranno riprendersi le case che garantivano il prestito e rivenderle sul mercato. Risultato: duri colpi ai bilanci bancari (le banche non ci guadagnano) e un eccesso di offerta sul mercato immobiliare. I prezzi scendono ancora e i costruttori restano a guardare chiedendosi quando finirà.ÂÂ
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Nessuna sorpresa, quindi, che con tutta questa incertezza, l’edilizia vada a rilento. Il problema è che nessuno sa dire con certezza quando le cose miglioreranno. Se ha ragione Greenspan dobbiamo aspettare pochi mesi. Ma potrebbe essere solo l’ultima della sua recente lista di previsioni sbagliate.
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