Mercato immobiliare; vistosa flessione degli scambi
 da www.ansa.itÂ
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In un mercato immobiliare europeo in grande affanno, l’Italia si difende bene e mette a segno a fine 2008 un incremento delle quotazioni del mattone residenziale del 2%. Lo afferma Scenari Immobiliari nel suo Focus Italia nell’ European Outlook 2009 presentato a Santa Margherita Ligure. E per il 2009 Scenari esprime ottimismo indicando prospettive “migliori” sulla spinta di un “modesto rimbalzo delle compravendite, ipotizzando condizioni esterne (economia e finanza) leggermente più positive”, anche se resta al di sotto della corsa ai rincari degli anni precedenti.Â
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NIENTE BOLLA - Non ci sarà la ‘bolla’. In Italia “la pressione sul mercato continua ad essere consistente e non fa ritenere probabile una discesa delle quotazioni”, assicura infatti il presidente di Si, Mario Breglia. Allo stato Scenari prevede un incremento dell’1% medio delle quotazioni nel 2009 sul 2008, risultato del calo più consistente (-2,5%) nelle grandi città , +0,5% negli altri capoluoghi, +1,7% nei piccoli centri. Tuttavia, si amplia la forbice tra prodotti di qualità e no, dove i primi potrebbero conoscere incrementi fino al 5%.Â
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CALO COMPRAVENDITE - Vistosa la flessione degli scambi: a fine anno il bilancio sarà pari a 700.000 compravendite, il 13% in meno rispetto al 2007. “E’ un effetto, iniziato nel quarto trimestre del 2007 - spiega Breglia - dell’abbinata aumento del costo dei mutui e maggiore severità nell’erogare il credito alle famiglie per l’acquisto di una casa. La discesa delle compravendite si concentra soprattutto nella fascia di mercato medio-bassa come capacità di spesa (entro i 250mila euro), riferita a lavoratori immigrati e giovani coppie. Due gruppi che negli ultimi anni, grazie a condizioni molto favorevoli di credito, avevano assunto una quota di scambi sino a un terzo del totale”. Le compravendite sono calate nelle grandi città , anche per diminuzione dell’offerta, mentre sono in lieve aumento nei comuni metropolitani. Nel primo semestre dell’anno è proseguita la realizzazione di nuove costruzioni che ormai rappresentano il 18% del totale offerto, e il rimbalzo ipotizzato nel corso del 2009 dovrebbe riguardare proprio il nuovo.Â
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PIU’ CASE SFITTE - I rendimenti da locazione sono in calo, dopo aver toccato il 5% nel corso dell’ultimo biennio. I canoni medi sono infatti elevati rispetto alla capacità di spesa degli inquilini e aumenta notevolmente il numero delle case sfitte, pur esistendo un’ampia domanda, sia di tipo sociale che normale. Si consolida una domanda verso i prodotti ad elevato contenuto di innovazione e con sostenibilità ambientale.Â
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MERCATO TIENE - Il fatturato immobiliare italiano tuttavia avrà segno positivo a fine 2008 (+0,9%), incremento certo inferiore a quello messo a segno nel 2007( +4,9%) ma comunque superiore a quanto sta accadendo in Francia e Germania, per non parlare degli Stati Uniti. In tutti i comparti sono calati gli scambi mentre prezzi e canoni sono stabili. “La ‘tenuta’ del mercato immobiliare in Italia, nonostante i marosi esterni, è un elemento importante. Sottolinea - secondo Si - la robustezza degli elementi base del mercato nazionale, quali forte domanda residenziale, richieste di immobili innovativi per il non residenziale, necessità di infrastrutture leggere di qualità per le città . Non è ancora conclusa la crescita qualitativa della filiera e mancano attori-chiave nel comparto finanziario”. Nel 2009 l’ incremento previsto del fatturato sarà dell’1,6%, quasi equamente suddiviso tra residenziale e altro. Le quotazioni medie sono salite un po’ meno dell’inflazione nel 2008 e sono attese stabili nel prossimo anno. Si amplia la forbice tra prodotti di qualità dove sono previsti incrementi fino al 5% e gli altri. Soprattutto nel settore residenziale usato, la qualità media del prodotto in vendita sta scendendo e quindi l’offerta incontra la domanda solo attuando una corretta riduzione del prezzo medio. Questo infatti fa riferimento a un prodotto di qualità standard e nel differenziale si monetizza la ristrutturazione.Â
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TERZIARIO E COMMERCIALE - Uffici e terziario sono stati i più dinamici del primo semestre: a fine anno si prevede un fatturato di 7,7 miliardi, in crescita del 2%. Dopo un quinquennio di crescita sostenuta (+4,1% nel 2007) segna invece il passo il comparto commerciale, +2,6% a fine anno ma con aspettative di calo per il 2009.
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