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Crisi mutui:Pubblicato il decreto salva-depositi

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Arriva il decreto salva-depositi varato sera dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento  composto  da 5 articoli - è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Nella premessa si ribadisce “la straordinaria necessità ed urgenza di garantire la stabilità del sistema creditizio e la continuità nell’erogazione del credito alle imprese e ai consumatori, nell’attuale situazione di crisi dei mercati finanziari internazionali”.

Il decreto legge contiene “misure urgenti per garantire la stabilità del sistema creditizio e la continuità nell’erogazione del credito alle imprese e ai consumatori, nell’attuale situazione di crisi dei mercati finanziari”.

La garanzia statale a favore dei depositanti delle banche italiane è prevista “per un periodo di 36 mesi” a partire dal 10 ottobre 2008. Il Tesoro avrà tempo 30 giorni, sentita la Banca d’Italia, per stabilirne criteri, condizioni e modalità di sottoscrizione degli aumenti di capitale e di concessione della garanzia statale.

L’ingresso dello Stato nel capitale delle banche in crisi avverrebbe “a condizione che l’aumento di capitale non sia stato ancora perfezionato alla data di entrata in vigore del presente decreto, e che vi sia un programma di stabilizzazione e rafforzamento della banca interessata della durata minima di 36 mesi”.

Le risorse per fronteggiare il piano di salvataggio bancario saranno finanziate con il taglio dalla spesa pubblica, con l’utilizzo di contabilità speciali e con l’emissione di titoli di debito pubblico. Il ministero dell’ Economia, si legge nell’art. 1, “è autorizzato a sottoscrivere o garantire aumenti di capitale deliberati da banche italiane che presentano una situazione di inadeguatezza patrimoniale accertata dalla Banca d’Italia. Il provvedimento specifica che le “le azioni detenute dal Ministero dell’ economia e delle finanze, dalla data di sottoscrizione sino alla data di eventuale cessione, sono privilegiate nella distribuzione dei dividendi rispetto a tutte le altre categorie di azioni.

Leggi il decreto

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