Crisi mutui. Il piano d’azione lanciato dal G7
Con un piano in cinque punti, i Sette Grandi si impegnano a intraprendere “tutte le azioni” necessarie per arginare la crisi sui mercati che venerdì ha toccato un nuovo picco negativo, disegnando le linee guida da seguire fra le quali il garantire alle banche sia pubbliche che private l’accesso alla liquidità e compiere tutti i passi necessari per prevenire il fallimento delle maggiori istituzioni finanziarie.
L’obiettivo - spiega il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi - è “ristabilire fiducia nelle istituzioni finanziarie” dopo che la sua perdita sta causando i crolli dei mercati azionari mondiali.
“Sono state accolte le nostre richieste”, commenta, il ministro dell’economia Giulio Tremonti,
che, in precedenza, aveva espresso forti perplessità sull’accordo valutandolo debole e non rispondente all’attuale situazione di emergenza.
Lo schema elaborato dal G7, che non ha discusso di un possibile blocco dei mercati azionari, farà da sfondo alle decisioni che ogni singolo paese prenderà per fronteggiare la crisi in casa propria.
Il piano d’azione lanciato dal G7 si basa su cinque pilastri per “stabilizzare i mercati finanziari mantenendo la solidità delle banche e “prevenire il loro fallimento”, con tutti i mezzi disponibili.
Le istituzioni finanziarie potranno accedere “a fonti di capitale pubblico e privato”.
I Sette Grandi insistono sul fatto che i piani varati dai governi nazionali per garantire i depositi “sono robusti e adeguati”, in modo da rassicurare i risparmiatori sulla “sicurezza dei loro depositi”; affermado che verranno utlizzati “tutti i necessari passi per scongelare il mercato del credito e monetario e garantire alle banche e alle istituzioni finanziarie un ampio accesso alla liquidita’ e alla raccolta di finanziamenti”. Occorre inoltre far ripartire - secondo il G7 - i tartassati “mercati secondari dei mutui e delle altre attività collaterali”, il cui crollo è all’origine della crisi. “Useremo le politiche macroeconomiche necessarie e appropriate. Sosteniamo fermamente il ruolo cruciale del Fmi nell’assistere i paesi colpiti dalle turbolenze e accelereremo la piena applicazione delle raccomandazioni del Fsf”.
Il piano incassa anche il via libera e l’appoggio dell’Unione Europea. “Appoggiamo pienamente” quanto stabilito dal G7, afferma il commissario europeo agli affari Economici, Joaquin Almunia, secondo il quale l’azione del G7 “è in linea con le conclusioni dell’Ecofin”. “Nessuna banca sarà lasciata fallir” assicura il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, plaudendo anche al vertice che si terrà a Parigi domanica prossima.
Analoga la rassicurazione arrivata da Tremonti: l’obiettivo del governo italiano è quello di “salvare tutte le banche” e non solo quelle “sistemiche” come scritto nel comunicato finale.
Il segretario al Tesoro Usa, Henry Paulson afferma, l’accordo è una “cornice organica” entro la quale far scattare gli interventi dei vari paesi per fornire liquidità ai mercati e per proteggere i consumatori, sottolineando che gli Stati Uniti andranno avanti con il piano di acquisto di quote nelle istituzioni finanziarie e che lo faranno in tempi stretti, ma effettuando scelte oculate.
Dopo la disastrosa settimana in cui i listini hanno accusato perdite a due cifre, si attende la reazione di lunedì.
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