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Piano anti-crisi: tagli alle rate dei mutui

novembre 24th, 2008 ¦ leggi altre proposte di: redazione
piano anticrisi

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Bonus per le famiglie a basso reddito, ma anche interventi su carburanti, bollette energetiche, tariffe autostradali.

 E mutui, la cui riduzione potrebbe rientrare negli impegni presi dalle banche in cambio dei nuovi finanziamenti offerti dallo Stato. È ad ampio raggio il pacchetto famiglie che il governo sta mettendo a punto e che verrà approvato venerdì 28.

Lo slittamento di due giorni, rispetto alla data prevista di mercoledì, è dovuto all’esigenza di coordinare i provvedimenti italiani con quelli che saranno proposti dalla Commissione europea proprio mercoledì; in particolare per quanto riguarda il rilancio degli investimenti in infrastrutture, che è al centro anche del piano di Bruxelles. Ieri il ministro dell’Economia ha illustrato al presidente Napolitano le grande linee del decreto.
 
L’obiettivo di tutti gli interventi destinati alle famiglie è naturalmente risollevare i consumi in particolare nel periodo natalizio. Dunque si punta a dare un po’ di soldi da spendere ai nuclei a reddito più basso, e allo stesso tempo a ridurre l’importo di alcune spese fisse sostenute da tutti. A partire da quelle energetiche. In questo, a dire la verità, la difficile fase economica paradossalmente aiuta. A causa delle prospettive di recessione il prezzo del barile è ormai arrivato intorno ai 50 dollari, e quello della benzina alla pompa si è adeguato scendendo a 1,17 euro al litro, il livello più basso dal novembre 2005. A partire dall’8 dicembre e fino al 6 gennaio, il governo potrebbe mettere di suo una riduzione temporanea delle accise, ottenendo quindi un prezzo ancora più basso. E di riduzione delle accise, piuttosto che di blocco delle tariffe, si parla anche relativamente alle bollette di elettricità e gas. In questo caso, dato il meccanismo ritardato di formazione dei prezzi, il calo del greggio avrebbe iniziato a farsi sentire nei prossimi mesi. L’ipotesi è che il governo lo anticipi con il proprio intervento fiscale, a partire dal mese di gennaio, per poi lasciare che il prezzo si stabilizzi ad aprile quando le accise sarebbero riportate al loro livello attuale.
 
Quanto alle tariffe autostradali, l’idea è invece un intervento diretto per congelare possibili aumenti futuri. Questa possibilità ha provocato ieri a Piazza Affari un tonfo di Atlantia, che controlla autostrade per l’Italia. Il blocco però non riguarderebbe l’incremento che la società ha in programma per il prossimo gennaio (pari a circa il 2,5 per cento). Nel mirino ci sono piuttosto aumenti più sensibili che sarebbero stati richiesti dal gruppo Gavio. La linea dell’esecutivo, enunciata dallo stesso ministro Tremonti, è legare qualsiasi incremento della tariffe agli investimenti effettivamente realizzati dal concessionario.
 
C’è poi la partita dei mutui. Anche in questo caso le famiglie italiane dovrebbero beneficiare a partire dai prossimi mesi della riduzione dei tassi Euribor in corso dalla metà di ottobre. In campo c’è anche la convenzione con l’Abi, che prevede la possibilità di ridurre le rate in cambio di un sostanziale allungamento della durata del prestito. Finora però questa formula non ha avuto troppo successo tra i risparmiatori. Siccome i tassi praticati dalle banche non si possono ridurre per legge, si è fatta strada l’ipotesi di inserire questo tema nelle nuove norme per il sostegno alle banche. Com’è noto, le banche le cui obbligazioni perpetue saranno sottoscritte dal Tesoro dovranno aderire ad un codice etico. Il quale dovrebbe prevedere, oltre alla garanzia di non far mancare in credito alle imprese, anche un impegno a ridurre gli spread a vantaggio delle famiglie, eventualmente anche adottando come base il tasso di riferimento della Bce invece che l’Euribor. Dalle banche per ora non arriva una conferma a questo scnario, mentre gli istituti avrebbero offerto al governo proprio una proroga della attuale convenzione.
 
Confermate le misure a favore delle imprese, anche se il taglio degli acconti dovrebbe riguardare Ires e Irap ma non l’Irpef.

fonte : www.ilmessaggero.it di Luca Cifoni

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