Mutui: la rata dal volto umano
novembre 26th, 2008 ¦ leggi altre proposte di: redazioneIl presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ne ha dato conferma anche ieri: il Governo sta studiando un provvedimento per trasformare la possibilità di mantenere stabile la rata di mutui a tasso variabile «in un diritto esigibile di chi ha assunto il mutuo».
Dunque, non solo una proroga di qualche mese per la convenzione fra Abi e Tesoro in scadenza a fine novembre sulla rinegoziazione dei mutui, che finora è stata applicata a poco più di 32mila clienti (per un controvalore complessivo di 3 miliardi) a fronte di altri 100mila clienti che hanno scelto, invece, le alternative della rinegoziazione volontaria surroga o portabilità del mutuo, su un totale stimato di un milione e trecentomila titolari del mutuo prima casa potenzialmente interessati a questo tipo di operazioni.
Ma il progetto prevede qualcosa di più. L’idea, esposta lunedì sera alle parti sociali dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti è quella di introdurre una sorta di «principio giuridico» per rendere più vincolante il dispositivo della negoziazione su base volontaria del mutuo. Le aziende di credito sono molto preoccupate dal rischio che un intervento ope legis possa ridurre i margini della loro autonomia imprenditoriale e lo hanno fatto chiaramente intendere. Ma ieri il ministro è stato in visita a Palazzo Altieri, per intervenire alla presentazione di un indicatore del livello di educazione finanziaria dei risparmiatori. E non è da escludere che del provvedimento in gestazione si sia riparlato, cercando strade più concrete e praticabili. Per ottenere una maggiore propensione bancaria ad accettare il ricorso alla “rata dal volto umano” il Governo avrebbe messo sul tappeto la propria disponibilità a fare intervenire un fondo pubblico di garanzia, a fronte della disponibilità delle banche a cambiare. Il fondo di garanzia vedrebbe coinvolta la Cassa depositi e prestiti come erogatore dei finanziamenti temporanei, in primo luogo per la copertura delle rate non pagate ( si parla di non più di 3-4 mensilità) da famiglie in condizioni di reddito più critiche; tra l’altro, già la Finanziaria dello scorso anno prevedeva lo stanziamentodi 20 milioni per chi si trova in difficoltà a causa di avvenimenti avversi e improvvisi (morte del coniuge, disoccupazione etc.) ma il regolamento attuativo del Tesoro finora non era mai stato attivato.
Ma il Governo vorrebbe anche la disponibilità delle aziende di credito a modificare il tasso preso come base di riferimento per il mutuo a tasso variabile. Normalmente si usa l’euribor che è il tasso adottato sul mercato interbancario e in condizioni normali rappresenta il vero prezzo del credito all’ingrosso, ma durante la fase più acuta dell’attuale crisi finanziaria ha subito un’impennata e solo da poco tempo ha cominciato a ridursi. La moral suasion del Tesoro (che in questo segue l’invito al sistema già rivolto dal Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi) è perché si applichi l’Irs cioè il tasso di riferimento usato per la politica monetaria europea (e che già funziona da parametro di base per i mutui a tasso fisso). Quanto al “contratto morale” di modello francese per l’espansione dei prestiti, le banche sono state molto nette con il Governo: il solo modo per evitare che la recessione riduca la disponibilità effettiva del credito verso le imprese è concedere agli istituti un rinoscimento fiscale delle svalutazioni su crediti più elevato di quello attuale.
Fonte: www.ilsole24ore.com di Rossella Bocciarelli
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