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Mutui. Misure anti-crisi, tasso variabile non superiore al 4%

novembre 28th, 2008 ¦ leggi altre proposte di: redazione
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il pacchetto con le misure anti-crisi: molti gli interventi contenuti nel provvedimento (36 articoli in tutto) tra cui spiccano il bonus straordinario per le famiglie fino a 1.000 euro e gli interventi per ‘calmierare’ i mutui a tasso variabile.

Tra gli interventi piu’ significativi del pacchetto, per i mutui prima casa in corso le rate variabili per il 2009 non possono superare il 4% e lo stato si fara’ carico dell’eventuale eccedenza. Per i nuovi mutui il tasso di base su cui si calcola lo spread sara’ costituito dal tasso stabilito dalla Banca Centrale Europea.

E’ questa la norma che, a quanto si apprende, e’ stata inserita nella bozza di decreto legge che il governo si appresta a varare sulle misure anticrisi.
L’importo delle rate, a carico del mutuatario, dei mutui a tasso non fisso da corrispondere nel corso del 2009 – recita la bozza dell’art. 2 – e’ calcolato con riferimento al maggiore tra il 4% senza spread, spese varie o altro tipo di maggiorazione e il tasso contrattuale alla data di sottoscrizione del contratto. Tale criterio di calcolo non si applica nel caso in cui le condizioni contrattuali determinano una rata di importo inferiore.
Questa previsione si applica esclusivamente ai mutui per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell’abitazione principale sottoscritti da persone fisiche fino al 31 ottobre 2008. Il comma si applica anche ai mutui rinegoziati entro la stessa data. La bozza prevede comunque un tetto al capitale mutuato destinatario dell’agevolazione che non e’ ancora stato fissato.
La differenza tra gli importi delle rate e quelli derivanti dall’applicazione delle condizioni contrattuali dei mutui e’ a carico dello Stato. I contratti di mutuo a tasso variabile sottoscritti a partire dal 1° gennaio 2009 sono indicizzati al tasso di rifinanziamento principale della Banca Centrale, piu’ favorevole del tasso fin qui applicato riferito all’euribor, cosi’ come per i mutui a tasso variabile sottoscritti prima della predetta data, le banche dovranno indicare, a fini di trasparenza il tasso equivalente riferito al tasso di rifinanziamento principale della Bce.

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