Articolo

Piano casa. Istruzioni per l’uso

marzo 16th, 2009 ¦ leggi altre proposte di: redazione
Piano casa. Istruzioni per l’uso

Piano casa. Istruzioni per l’uso

Una stanza in più, la sopraelevazione di un piano, l’allargamento del capannone per l’azienda, la pensilina per coprire l’auto Più metri quadrati e presto, magari entro un paio d’anni. La promessa del governo è chiara, le aziende delle costruzioni hanno già l’acquolina in bocca.

 Secondo il Cresme, uno dei centri studi sull’edilizia più accreditati, sarebbero 9,5 milioni gli immobili potenzialmente interessati, 490 milioni i metri quadrati aggiuntivi realizzabili e addirittura 60 i miliardi di euro che verrebbero investiti se tutti i proprietari decidessero di avvalersi delle semplificazioni previste dal piano per l’edilizia.

Le questioni aperte. Dal punto di vista del singolo cittadino, però, le domande sono ancora numerose. Quali procedure seguire? Quali costi bisognerà sostenere per balzelli, tasse e bolli vari? Quali approvazioni sarà necessario ottenere e quali limiti non dovranno comunque essere superati? Insomma, che cosa potrà fare davvero una famiglia? Per capirlo bisognerà verificare quali norme saranno approvate da ogni regione, perché è a queste amministrazioni che, sulla scia del progetto nazionale, spetterà il potere di decidere se e come tagliare lacci e lacciuoli che regolano l’attività edilizia dei privati.

Proprio per offrire queste informazioni Panorama ha svolto un lavoro di ricerca, raccogliendo esempi concreti di possibili interventi e delle relative procedure dai tecnici delle regioni favorevoli al provvedimento, come la Sardegna , la Lombardia e soprattutto il Veneto, dove la giunta del presidente Giancarlo Galan ha già approvato un disegno di legge che ora passa all’esame dell’assemblea.

Il primo capitolo riguarda gli ampliamenti per gli immobili destinati ad abitazione. Ma non tutti: sarà vietata qualunque iniziativa sugli edifici abusivi, costruiti su aree demaniali o destinate a uso pubblico. Per gli edifici vincolati per motivi storici, artistici, ambientali, e là dove vi siano limiti urbanistici più stringenti fissati dai piani dei Comuni, sarà invece necessario il benestare delle autorità competenti. Cioè non sarà vietato ampliare la cubatura, ma bisognerà ottenere l’autorizzazione.
In tutti gli altri casi in Veneto si potranno fare lavori per ampliare del 20 per cento la cubatura della propria abitazione con la semplice Dia, la denuncia di inizio attività redatta da un professionista.
Un esempio concreto: per una casa di 100 metri quadrati e con un soffitto a 3 metri di altezza, si potrà aggiungere una cubatura di 60 metri. Tradotta in superficie, significa circa 20 metri quadrati. Come dire: una stanza da 5 metri per 4. Gli esempi sono numerosi.

La chiusura del terrazzino. Tamponare un poggiolo, come si dice al Nord, e creare così una nuova stanzetta è uno degli interventi più diretti e meno difficili da eseguire. Oggi c’è bisogno della concessione edilizia del comune. Domani basterà la Dia (e che il condominio non si opponga). Se l’immobile funge da prima casa, la Regione Veneto propone di abbattere i costi di urbanizzazione del 60 per cento.

La sopraelevazione. Con le stesse modalità del terrazzino si potrà sopraelevare l’immobile, sempre che sia tecnicamente possibile. Nel caso di un condominio, la decisione sarà collettiva e la nuova cubatura apparterrà pro quota a tutti i condomini.
Allargamento casa unifamiliare. Nel caso di un villino, si potrà allargare la costruzione fino al 20 per cento in più di cubatura.

Costruzione separata. Se si ha un giardino, o comunque un’area annessa, si potrà realizzare la cubatura aggiuntiva separata dall’immobile principale, con una costruzione a parte.

Box e cantine. Là dove possibile dal punto di vista tecnico, si potrà ampliare del 20 per cento la cubatura anche di box e cantine. Ma ciò non cambierà la destinazione d’uso dell’immobile.

Un caso diverso riguarda l’ampliamento degli edifici con destinazione diversa dall’abitazione. I grandi centri commerciali non potranno fare alcunché. Tutti gli altri, fermi restando i limiti previsti anche per le abitazioni, potranno ampliare la superficie dell’immobile del 20 per cento.

Il capannone. A un edificio industriale di 1.000 metri quadrati se ne potranno aggiungere 200.
Il negozio o la bottega artigiana. Se c’è la possibilità tecnica, si potrà allargare la superficie dell’immobile del 20 per cento.

Tettoie e pensiline. In tutti i casi, abitazione o no, ma anche semplice terreno, non saranno considerate cubatura le tettoie e le pensiline costruite o usate per impianti fotovoltaici per la produzione di energia fino a 6 chilowatt. Stando al parere dei tecnici del settore, si parla di una superficie che potrà arrivare a 45-50 metri quadrati. Così, per esempio, si potranno coprire i posti auto del villino senza che la struttura rientri nella cubatura della casa.

Rinnovamenti. Il secondo grande capitolo di questi interventi in edilizia riguarda il rinnovamento. Resta fermo il divieto di qualunque iniziativa su immobili costruiti abusivamente, su aree demaniali o destinate a uso pubblico. Per il resto le norme scritte in Veneto sono chiare: tutti gli immobili costruiti prima del 1989, in deroga alle previsioni comunali e regionali, ma che non presentino particolari vincoli storici, artistici o ambientali, potranno essere abbattuti e ricostruiti con un ampliamento della cubatura del 30 per cento se destinati ad abitazione (35 per cento se realizzati con la bioedilizia) o con il 30 per cento di superficie in più se destinati ad altri usi.

Ricostruzione nello stesso sito. Una palazzina di quattro piani, con una superficie per piano di 400 metri quadrati di appartamenti e soffitti alti 3 metri, se demolita e ricostruita, secondo un calcolo a spanne, potrà fruttare, aggiungendo alla cubatura scale e annessi, oltre 1.500 metri cubi, quindi ben più di un piano, se la costruzione sarà di tipo tradizionale. E quasi 1.800 metri cubi (per dare un’idea: 600 metri quadrati con un soffitto di 3 metri) nel caso siano usate per la ricostruzione tecniche di bioedilizia e sia previsto l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili: dallo scambio di energia con il terreno al fotovoltaico, al solare per l’acqua e così via. Qualora gli immobili siano interamente dedicati a prima casa, i contributi per urbanizzazione e costruzione vengono abbattuti del 50 per cento.

Ricostruzione in un sito diverso. Il nuovo edificio ampliato e rinnovato potrà essere costruito in un’area diversa da quella in cui sorgeva. In questo caso la nuova area dovrà essere già stata destinata a edilizia abitativa dal comune, mentre l’area dell’insediamento originario diventerà non edificabile. Anche nelle attività di rinnovamento per gli immobili con destinazione diversa dall’abitazione il bonus di ampliamento si calcola sulla superficie invece che sulla cubatura.
Capannone. Se la struttura industriale è di 1.000 metri quadrati, può essere abbattuta e ricostruita, sullo stesso sito o altrove, di 1.300 metri, o di 1.350 se viene usata la bioedilizia.

Il panorama dei possibili interventi è insomma vasto. Ma la vera libertà d’azione bisognerà verificarla alla fine del processo di approvazione delle norme regionali. Lo stesso disegno di legge veneto, il progetto con il migliore stato di avanzamento dei lavori, prevede che dopo l’entrata in vigore i Comuni abbiano 60 giorni per escludere la possibilità di ampliamenti o di ricostruzioni per specifici o zone del proprio territorio, sulla base di specifiche valutazioni o ragioni di carattere urbanistico, edilizio, paesaggistico, ambientale, come pure stabilire limiti differenziati in ordine alle possibilità di ampliamento, in relazione alle caratteristiche proprie delle singole zone e del diverso loro grado di saturazione edilizia.
Come dire: il limite imposto dalle leggi nazionali e le decisioni dei Comuni non scompariranno. Saranno il confine entro il quale si potrà operare. Basti pensare al Codice civile: sia l’altezza di un immobile, rispetto alla vista che avevano prima i vicini, sia la distanza dagli altri immobili dovranno essere rispettate in ogni caso.

fonte: panorama

Tags: , , , , , , , , ,

54 Commenti per “Piano casa. Istruzioni per l’uso”

  1. luigi scrive:

    Buon giorno

    Vorei sapere se chi sta al’estero puö suffruire la legge delle

    piano casa :

    grazie tanti saluti

    dalla svizzera

  2. redazione scrive:

    @luigi
    Sembrerebbe di si. Bisogna comunque aspettare, come al solito quì da noi le cose sono molto ingarbugliate ancora non è chiaro se e come verrà applicato il decreto legge sul piano casa.

  3. giuseppe scrive:

    Salve. Vorrei sapere se si può chiudere una veranda con muratura e finestre per consentire l’ampliamento di due vani che si affacciano sulla veranda stessa. si precisa che tale facciata non è lato strada ma cortile interno adibito a posti auto. si tratta di un appartamento sito in un piccolo condominio in provincia di cagliari. grazie

  4. redazione scrive:

    @giuseppe
    Al momento non può chiudere sarebbe un abuso edilizio.
    Diversamente se dovesse passare il piano casa.

  5. matteo scrive:

    salve,vorrei sapere..ma la lombardia farà la sopraelevazione di un piano?
    non si capisce niente di cosa fanno o non fanno.
    grazie Matteo

  6. em scrive:

    dovrei mettere una casa in affitto ma nn so quanto kiedere cm faccio a sapere qual è la tariffa giusta? x valore catastale varrebbe sui 20.000€ ed a 3 camere un giardino, 1 bagno e una cucina. se potrei avere la risposta sul mio indirizzo email… graziee

  7. redazione scrive:

    @em
    la redazione non dà risposte private.
    Per sapere la tariffa giusta, le consiglio di chiedere ad un agenzia immobiliare di farle una stima ( questo no vuol dire dare un incarico)
    in modo da avere un idea.

  8. ilaria scrive:

    gentile redazione, abito in Veneto in una zona agricola dove ho un capannone artigianale di circa 100 metri costruito negli anni 70,
    posso demolirlo e costruirci un’abitazione? grazie

  9. redazione scrive:

    @Ilaria
    E’ necessario comprendere se il fabbricato è regolarmente condonato o costruito con regolare licenza edilizia.
    In questo caso bisogna poi verificare se il cambio di destinazione urbanistico da capannone artigianale a civile abitazione sia permesso secondo il decreto attuativo della legge “piano casa” applicato dalla regione veneto.

  10. Cristina scrive:

    Gentile redazione, vorrei sapere come si determina il limite di ampliamento in zona agricola previsto dal nuovo piano casa soprattutto in base all’indice di inderogabilità della densità edilizia. Nel mio caso sono proprietaria non imprenditore agricolo di una casetta già esistente ed un piccolo appezzamento di terreno con le seguenti dimensioni:
    cubatura esistente già utilizzata mc 620;
    terreno agricolo pertinenziale circa 3600 mq,
    c’è la possibilità di fruire dell’ampliamento del 20%, e soprattutto come si fa a determinarne l’ammontare in mq. in quanto vorrei ampliare la cucina al piano terra.
    Ringraziando anticipatamente porgo cordiali saluti. Cristina

  11. redazione scrive:

    @Cristina

    In teoria è possibile, bisogna comunque vedere cosa prevede il piano casa della sua regione.
    Riguardo ai mc, condiderando che 1mc corrisponde a 0,33mq, nel suo caso potrebbe essere possibile un ampliamento di 20mq

  12. mariano scrive:

    Gentile redazione, gradirei sapere a quanto ammonta in mq l’ampliamento consentito dal nuovo piano casa emanato dalla Regione Marche in zona agricola per una attività di turismo rurale – country house considerando che l’edificio esistente ha le seguenti caratteristiche:
    S.U.L. 340 mq;
    cubatura dell’edificio esistente: 750 mq.;
    terreno di proprietà circa 4000 mq.
    Ringraziando anticipatamente porgo cordiali saluti.
    Mariano

  13. redazione scrive:

    @mariano
    Gli interventi debbono rispettare la normativa vigente in materia di sicurezza del lavoro e non si possono effettuare nei centri storici, nelle aree definite di tutela integrale dai piani regolatori comunali ed in altre zone a tutela paesaggistica o demaniale. I progetti vanno presentati ai Comuni, con una relazione del tecnico abilitato che accerti il miglioramento delle prestazioni degli edifici.
    Le consiglio di informarsi all’ufficio tecnico del suo comune per avere informazioni dettagliate dal momento che l’attuazione dei piani casa sono gestiti dai comuni.

  14. veronica scrive:

    gentile redazione,sono proprietaria di un superattico al 6°piano e lastrico sovrastante (sito accanto alla torretta dell’ascensore) a cagliari.e’ possibile sopraelevare con un aumento volumetrico del 20%?e’ necessaria l’ autorizzazione del condominio?e’ richiesta l’approvazione con maggioranza semplice o no?ringraziando anticipatamente porgo i miei piu’ cordiali saluti.
    veronica

  15. costa scrive:

    @veronica
    Tenendo presente che il piano casa ancora non è legge, in linea di principio sarebbe richiesta l’autorizazione del condominio e sempre per ipotesi la maggioranza almeno dei due terzi del condominio.
    Ma siamo, comunque costretti ad aspettare… le elezini?

  16. veronica scrive:

    vi ringrazio per la risposta ma vorrei informarvi che il piano casa sardegna e’ diventato legge regionale dalla fine di ottobre…saluti.veronica

  17. Anna scrive:

    Gentile Redazione, se la sopraelevazione con aumento di cubatura è consentita dalla legge, e sono proprietaria del lastrico solare sovrastante la mia prima e unica casa, per quale motivo il mio diritto deve essere avallato dall’ Assemblea del Condominio? Se potesse non mi darebbe l’autorizzazione neanche per la manutenzione ordinaria!
    Altro quesito. Se un attico comprende un ex abuso edilizio sanato prima dell’ acquisto da parte mia, posso demolirlo e ricostruirlo con bioedilizia miglioramento estetico e migliore coibentazione, con un aumento di cubatura del 35% ? Grazie per la cortese risposta

  18. redazione scrive:

    @Anna
    La risposta la trova nell’ interpretazione dell’art. 1127 c.c. dove si evince che il diritto del proprietario dell`ultimo piano alla sopraelevazione incontra tre limiti:

    * le condizioni statiche dell’edificio devono consentire la sopraelevazione: trattasi di divieto assoluto, cui è possibile ovviare se, con il consenso unanime dei condomini, il proprietario sia autorizzato all`esecuzione delle opere di rafforzamento e di consolidamento necessarie a rendere idoneo l`edificio a sopportare il peso della nuova costruzione;
    * non deve esserci pregiudizio dell’aspetto architettonico (inteso come stile architettonico dell’edificio) (5);
    * non deve determinarsi una notevole diminuzione di aria e di luce per i piani sottostanti: sia il limite precedente che il presente sono limiti per i quali è prevista l’opposizione facoltativa dei singoli condomini contro-interessati

    Se un attico comprende un ex abuso edilizio anche se sanato non può usufruire delle agevolazioni del piano casa.

  19. Anna scrive:

    @Anna.
    La prima risposta mi ha convinto, anche se per il pregiudizio architettonico, se ci fosse il progetto di un architetto, questo potrebbe essere contestato da un condomino, le cui motivazioni sono spesso dettate da invidia o dispetti o desiderio di avere una ingiusta contropartita in denaro?
    La seconda risposta mi vede perplesso posso sapere da quale articolo del nuovo piano casa Sardegna o altra disposizione è stata dedotta?
    Grazie per la risposta.

  20. redazione scrive:

    @Anna

    La Conferenza Stato-Regioni ed Enti Locali Intesa del 31 marzo 2009

    Recita:

    Per favorire iniziative volte al rilancio dell’economia, rispondere anche ai bisogni abitativi delle famiglie e per introdurre incisive misure di semplificazione procedurali dell’attività edilizia, lo Stato, le Regioni e le Autonomie Locali definiscono il seguente accordo. Le Regioni si impegnano ad approvare entro e non oltre 90 giorni proprie leggi ispirate preferibilmente ai seguenti obiettivi:
    a) regolamentare interventi — che possono realizzarsi attraverso piani/programmi definiti tra Regioni e Comuni — al fine di migliorare anche la qualità architettonica e/o energetica degli edifici entro il limite del 20% della volumetria esistente di edifici residenziali uni-bi familiari o comunque di volumetria non superiore ai 1000 metri cubi, per un incremento complessivo massimo di 200 metri cubi, fatte salve diverse determinazioni regionali che possono promuovere ulteriori forme di incentivazione volumetrica; b) disciplinare interventi straordinari di demolizione e ricostruzione con ampliamento per edifici a destinazione residenziale entro il limite del 35% della volumetria esistente, con finalità di miglioramento della qualità architettonica, dell’efficienza energetica ed utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e secondo criteri di sostenibilità ambientale, ferma restando l’autonomia legislativa regionale in riferimento ad altre tipologie di intervento; c) introdurre forme semplificate e celeri per l’attuazione degli interventi edilizi di cui alla lettera a) e b) in coerenza con i principi della legislazione urbanistica ed edilizia e della pianificazione comunale.
    Tali interventi edilizi non possono riferirsi ad edifici abusivi o nei centri storici o in aree di inedificabilità assoluta.

    Naturalmente se il piano casa della regione Sardegna , non tiene conto di tali disposizioni è probabile che si possa fare.
    Le consiglio di rivolgersi all’ufficio tecnico del suo comune per avere maggiori informazioni

  21. Roberto scrive:

    Sono proprietario in Assemini (CA) di un attico con lastrico solare sovrastante il mio appartamento e sono proprietario anche del lastrico solare sovrastante l’ appartamento a fianco di proprietà di altri. I 2 lastrici solari non hanno rendita catastale e hanno accatastamenti autonomi in categoria F/5, separati dall’ appartamento. Ho comprato l’ appartamento con un abuso edilizio orribile effettuato dal precedente proprietario, ma al momento del rogito era tutto regolarmente sanato e quando ho chiesto informazioni al Catasto e al Comune mi è stato detto che la voumetria abitabile era quella compresa dell’ abuso edilizio di 40 m quadri sanati.
    Ora chiedo se posso ulteriormente ampliare sul lastrico solare sovrastante l’appartamento a fianco al mio e poi fare dopo l’accatastamento unico (in sostanza unire le due unità immobiliari.
    Posso eventualmente costruire su entrambi i lastrici solari che sono comunicanti? Quanto costa una perizia con certificazione della sopportabilità della nuova costruzione sul sottostante edificio?
    I condomini, sopratutto quello sottostante uno dei miei lastrici solari, possono opporsi visto che la nuova legge sul piano casa recita spesso:” in deroga alle precedenti leggi viggenti” , se un architetto fa un progetto che migliori l’estetica di tutta la palazzina?
    Ancora, a quanto ammontano le spese di indennizzo se dovute?
    Non e’ che alla fine è meglio comprarsi un’ altro appartamento e lasciar perdere il piano casa?
    Grazie per le risposte (che penso possano interessare altri proprietari)

  22. redazione scrive:

    @Roberto
    Il piano casa della Regione Sardegna sembra non prevendere limitazioni alle agevolazioni del piano casa nazionale sugli immobili sanati.
    Per usufruire delle agevolazioni sul piano casa, bisogna comunque chiedere la Dia, quindi l’ipotesi di ampliare e poi accatastare è fattibile, previa presentazione Dia.
    Per sapere se può o meno costruire su entrambi i lastrici solari bisogna, capire come ha recepito le normative sul piano casa il suo comune.
    Visto che alla fine a pronunciarsi sul piano casa, saranno i comuni le consiglio di rivolgersi all’ufficio tecnico del suo comune.
    Il costo di una perizia certificata, dipende da molteplici fattori, non ultimo i piani del condominio e i metri cubi dello stabile, anche per le spese di indennizzo che sono sicuramente dovute i costi dipendono da vari fattori.
    Sicuramente non sono spese che conviene affrontare da solo.I condomini posso opporsi sempre dal momento che l’assemblea condominiale è sovrana sulle spese condominiali.
    Comprare o meno un’altro appartamento bisogna capire, il costa delle varie perizie tecniche al quale aggiungere i costi del piano casa.
    La domanda nasce spontanea diceva il buon Lubrano
    Qual’è il valore di mercato di un immobile con le stesse carateristiche?

  23. Emanuele scrive:

    Allarme! I tecnici che fanno i sopraluoghi non hanno le idee chiare su cosa si possa fare col piano casa. In seguito ho scoperto che anche i tecnici del Comune brancolano nel buio. Tutti tendono a dire che si puo far poco e a scoraggiare a causa dei problemi condominiali. Sono proprietario di un lastrico solare al 6 piano in zona ospedale Brotzu a Cagliari. Sostengono tutti cose molto diverse e in contrasto tra loro. Ma è possibile che le leggi , anzichè essere chiare anche con degli esempi, devono essere sempre interpretate e sempre in maniera diversa. Non si può fare un manuale chiaro per poter usufruire di questo piano casa?

  24. costa scrive:

    @Emanuele

    L’attuazione del piano casa sembra il gioco delle tre carte.
    Nel piano casa nazionale accordo regioni stato in realtà il governo delega le regioni, le quali a loro volta delegano i comuni.
    Da quello che ho capito se il suo comune non ha recepito il piano casa per lei son dolori.

  25. giac scrive:

    scrivo anche io dalla sardegna e sono anche io proprietario di lastrico solare; le vostre considerazioni sono tutte molto interessanti.
    Vorrei capire meglio se secondo voi con il piano casa x poter sopraelevare posso saltare l’autorizzazione condominiale (in caso contrario, quanti millesimi servono? …spero non il 100%, viste ch si fanno modifiche al profilo architettonico del palazzo), visto che la legge dice che mi basta la DIA.
    inoltre vorrei chiedere questo: nell’atto di acquisto e nel regolamento condominiale c’è scritto che “nulla è dovuto a terzi” nel caso che io decida di sopraelevare (nei termini di legge); questo mi può mettere al riparo dalla richiesta di indennità di sopraelevazione dei vicini?
    grazie a tutti

  26. VALENTINO scrive:

    salve, sono residente a Madone (BG) ed ho chiesto ad un geometra di verificare la possibilità di un ampliamento della mia villetta, sfruttando un sottotetto posizionato sopra il garage. Il geometra si è informato in comune dicendomi che il mio comune non ha adottato il piano casa e che non posso fare niente. Io ho letto che i comuni non possono opporsi al piano casa della regione Lombardia, ma potevano definire entro il 15.10.2009 le aree (centri storici, aree paesaggistiche) soggette a restrizioni. La cosa non mi convince e vorrei sapere se è vero cio’ che mi hanno detto e se posso fare qualcosa per far valere i miei diritti.

  27. Anna scrive:

    Se il comune di Cagliari rispondesse ufficialmente alle domande in un blog come questo sul proprio sito, farebbe una cosa gradita a molti; si eviterebbe di intasare il traffico per andare all’ufficio preposto e incontrare ”tecnici e laureati” che non ti sanno rispondere e ti dicono di rivolgerti a un geometra o a un ingegnere i quali ne sanno meno di loro; La DIA per il piano casa si può già presentare?

  28. redazione scrive:

    @giac

    L’autorizzazione condominiale è indispensabile, servono almeno i due terzi del condominio.

    No; tale obbligo è previsto dall’ultimo comma dell’art. 1127 c.c., il quale recita: “Chi fa la sopraelevazione deve corrispondere agli altri condomini un’indennità pari al valore attuale dell’area da occuparsi con la nuova fabbrica, diviso
    per il numero dei piani, ivi compreso quello da edificare, e detratto l’importo della quota a lui spettante. Egli è inoltre
    tenuto a ricostruire il lastrico solare di cui tutti o parte dei condomini avevano il diritto di usare”.

  29. redazione scrive:

    @Valentino
    Nelle regioni in cui è scaduto il termine assegnato ai comuni e gli stessi non hanno approvato in consiglio comunale le delibere attuative delle leggi regionali, valgono le norme regionali.

  30. redazione scrive:

    @Anna

    In attesa delle delibere comunali, che entro 60 giorni possono modificare l’applicazione della norma, il Piano Casa della Sardegna sarà operativo dal primo gennaio 2010. Data a partire dalla quale sarà possibile la presentazione delle domande.

  31. giac scrive:

    grazie alla redazione x la risposta. Chiedo 2 chiarimenti:
    1) in base a quale motivazione mi possono bastare i 2/3 dei millesimi, invece che il 100%, come dice un mio vicino (sua motivazione: modifica del profilo archittettonico del palazzo)?
    2) il motivo x cui devo pagare cmq l’indennità di sopraelevazione poichè il codice civile “sovrasta” il regolamento condominiale, giusto?

    E’ interessante l’ultima annotazione sull’entrata in vigore il 01/01/2010, in attesa dei 60 gg x le deilibere comunali, ma ne siete sicuri sicuri? alcuni tecnici del comune di ss hanno confermato che invece è in vigore dal 02/11/09, data dalla quale partono i 18 mesi.

  32. mario scrive:

    Circa 10 anni fa a Quartu SE (Sardegna) ho tolto (a norma di legge) una copertura in eternit di circa 15 metri quadri sanata, da una terrazza annessa al mio appartamento all’ultimo piano, in quanto pericolosa e brutta esteticamente.
    Posso oggi costruirne una più funzionale e bella ed eventualmente ampliare su un lastrico solare sovrastante di mia proprietà considerando per la percentuale di cubatura in più la vecchia cubatura totale che è quella risultante al catasto (cioè compresa quella non più presente sotto la pregressa non attualmente esistente copertura sanata)?
    A me sembrerebbe giusto così, visto che avevo comprato l’ appartamento con quella cubatura abusiva, ma sanata dal vecchio proprietario.

  33. redazione scrive:

    @giac
    Se si tratta di modifiche archittettoniche ritengo bastino i 2/3 degli aventi diritto al voto.
    Giusto, il codice civile “sovrasta” il regolamento condominiale.
    L’ accordo Stato Regioni prevedeva appunto che i comuni avvessero 60 giorni di tempo per deliberare se il comune di Sassari lo ha già fatto, i tecnici hanno ragione.

  34. redazione scrive:

    @mario

    Alcune Regioni hanno posto dei limiti per la richiesta delle agevolazioni del piano casa agli appartamenti sanati,
    visto che, la regione Sardegna non ha posto questi limiti , bisogna vedere come è stato interpretato dal comne di Quartu.
    Le consiglio di chiedere all’ufficio tecnico del comune chiarimenti in merito.

  35. giac scrive:

    grazie ancora alla redazione x le risposte;
    1) putroppo ho paura che abbia regione il mio vicino, ho trovato in tutti i regolamenti condominali che le modifiche architt. richiedono il 100%… aiuto, non lo otterrò mai!
    2) un geometra mi ha detto di verificare se il mio regolamento è “contrattuale” o “assembleare”, cioè normativo; in questo secondo caso varrebbe ciò che c’è scritto e nn sarebbe sovrastato dal cod.civile; chiedo conferma di questo, e chiedo come faccio a riconoscere di che tipo è il mio regolamento, poichè ce l’ho davanti agli occhi ma nn c’è scritto; fu redatto da un geometra che fu il 1° amministratore del palazzo.
    grazie ancora

  36. Andrea0075 scrive:

    Buongirono,
    sono proprietario di un attico a Roma – Ostia, in un condominio.
    Vorrei chiedere se, con l’eventuale approvazione della legge piano casa, potrei chiudere una parte del mio terrazzo che e’ di circa 75 mq, creando una veranda in legno , senza pero’ chiedere il consenso al condominio, perche’ gia’ conosco la risposta.

    grazie

    Andrea.

  37. costa scrive:

    @Andrea0075
    Credo proprio di si! Naturalmente rispettando le normative vigenti.

  38. tonio scrive:

    A Cagliari si sono inventati la storia dei parcheggi. Chi non costruisce un posto auto non può aumentare la volumetria (Legge Tognoli per ogni 10 mc serve 1 mq di parcheggio). Forse però si potrà ovviare pagando un numerario (cosa sara mai?) ce lo spiegano nel Giornale di Sardegna: sara una tassa sugli stalli (così abbiamo capito tutto). I tecnici del Comune di Cagliari interpellati non ne sanno nulla (come 15 giorni fa), anzi sapevano che le domande potevano essere accettate solo nel 2010, ma pare che a Cagliari ne sia già arrivata una regolare.
    A me pare aver letto nella legge che gli ampliamenti si possono fare secondo quanto prescritto nella Legge e in deroga alle altre Leggi vigenti. Ecco uno spezzone della Legge:
    Art. 1
    Finalità
    1. La Regione autonoma della Sardegna promuove
    il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore
    edilizio favorendo interventi diretti alla riqualificazione
    ed al miglioramento della qualità architettonica e
    abitativa, della sicurezza strutturale, della compatibilità
    paesaggistica e dell’efficienza energetica del patrimonio
    edilizio esistente nel territorio regionale, anche
    attraverso la semplificazione delle procedure.
    Art. 2
    Interventi di adeguamento e ampliamento
    del patrimonio edilizio esistente
    1. È consentito, anche mediante il superamento
    degli indici massimi di edificabilità previsti dagli strumenti
    urbanistici ed in deroga alle vigenti disposizioni
    normative regionali, l’adeguamento e l’incremento
    volumetrico dei fabbricati ad uso residenziale, di quelli
    destinati a servizi connessi alla residenza e di quelli
    relativi ad attività produttive, nella misura massima,
    per ciascuna unità immobiliare, del 20 per cento della
    volumetria esistente, nel rispetto delle previsioni di cui
    al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione
    della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento
    energetico nell’edilizia) e successive modifiche ed integrazioni.
    Per volumetria esistente si intende quella realizzata
    alla data del 31 marzo 2009. Quindi mi spiegate perchè viene citato il consenso del assemblea condominiale che negherebbe se potesse qualsiasi richiesta, e perchè venono citate leggi che impedirebbero gli ampliamenti? Anche voi della Redazione che gentilmente rispondete non siete molto chiari in proposito perchè dite che bisogna rispettare le leggi vigenti (ma c’è o non c’è questa deroga?) Penso che di questo passo non amplierà neanche l’unico proprietario che a Cagliari ha già fatto pervenire la DIA.
    L’ art.1 è il primo a non essere rispettato si sta rendendo tutto più difficile, altro che semplificazione delle procedure!
    Vorrei che Voi della Redazione vi faceste promotori di una richiesta di chiarezza da parte dell’ amministrazione comunale di Cagliari.

  39. Davide scrive:

    Grazie redazione per l’opportunita’:
    Insieme a mio padre siamo proprietari, sulla medesima area di 240 m2 di un edificio composto da due unita abitative distinte ,la prima composta da seminterrato+pianoterra,la seconda quella a me intestata composta da 1°piano+lastrico solare il tutto per una volumetria di 700 m3 l’edificio ricade nelcomune di Monserrato Prov di Ca.La domanda e’ la seguente:
    Potro’ col piano casa aumentare la cubatura del 20%di entrambe le unita’ abitative ponendo entrambi gli incrementi sull’unico lastrico solare unicamente intestato a me?
    Laddove il comune non legiferasse in autonomia, escludendo la cessione dei diritti di edificazione, potro quindi cubare per intero sulla mia terrazza realizzando quindi una copertura coibentata al f,ne della migliore resa termica di tutto l’edificio?
    Un notaio mi ha detto che la cessione del diritto di edificare una determinata volumetria si puo’ cedere con un “atto d’obbligo ” registrato al comune o eventualme registrato con atto notarile.
    Bastera’ questo al mio scopo?
    Vi ringrazio anticipatamente per la risposta

  40. costa scrive:

    @Davide
    L’idea del notaio è fattibile, tuttavia le consiglio di chiedere maggiori informazioni all’ufficio tecnico del suo comune per l’effettiva realizzazione.

  41. gabriele scrive:

    sono proprietario di un attico a roma-periferia- ho un terrazzo di 160m2 e abitazione di 100m2–Domanda … visto il piano_casa posso chiudere circa 20m2 del mio terrazzo per farci una camera in più , tutto in muratura rispettando la facciata del palazzo con i piani inferiori?

  42. costa scrive:

    @gabriele
    In teoria può farlo. Dipende però da come è stato recepito dal comune dove insiste l’immobile.

  43. Graziano scrive:

    salve io ho da porre delle domande, sto comprando casa di circa 70 mq su un terreno demaniale volevo sapere quanto è il costo del terreno demaniale da pagare allo stato e come viene calcolato il tutto. grazie

  44. costa scrive:

    Graziano
    Mi scusi ma ho dei dubbi!
    Da chi starebbe comprando il terreno? Non mi sembra normale che lo stato venda ad un privato un terreno.
    Se sta comprando una casa su un terreno demaniale le consiglio di farsi seguire da un consulente possibilmente amico.
    Per una risposta sodisfacente ci sarebbe bisogno di conoscere bene la situazione.

  45. carlo scrive:

    Salve
    Sapreste dirmi come evolve la situazione a Cagliari. Qualcuno ha già iniziato a presentare le DIA? Come si è risolta la questione dei parcheggi (legge Tognoli)?

  46. Marco scrive:

    Salve,una domanda,i miei genitori possiedono in sardegna un deposito agricolo,tuttora è in corso una sanatoria,mi chiedo se con il piano casa si può usufruire di un ampliamento e del cambio di destinazione d,uso.Vi ringrazio

  47. costa scrive:

    @Marco
    Non ricordo se la reegione sardegna consente l’applicazione del piano casa su immobili che hanno usufruito della sanatoria.
    Anche per il cambio di destinazione deve informarsi se è possibile. Le consiglio di chiedere informazioni all’ufficio tecnico del suo comune.

  48. giac scrive:

    salve, anche io volevo sapere se c’erano sviluppi sulla legge tognoli, che è il vero ostacolo x chi vuole usufruire del p.casa nei condomini….

    volevo chiedere un’interpretazione sulla possibilità di incremento ulteriore della volumetria in caso di “migioramenti energetici almeno del 15% rispetto al fabbisogno primario”: secondo voi intende:
    a) calcolo il mio attuale fabbisogno di energia in base alla situazione attuale della mia, ormai vecchiotta, casa (trasmittanza su pareti laterali e solaio, infissi, efficenza caldaia, utilizzo di lampadine ad alto consumo e futura sostituzione con quelle a basso consumo, etc…) e lo devo ridurre del 15%
    b) devo scendere sotto di almeno il 15% agli attuali parametri 2010 (molto restrittivi) di certificazione energetica prevista x il mio comune (Sassari), considerando dunque i vari coefficenti di trasmittanza delle pareti, infissi, efficenza caldaia, etc…tutti molto restrittivi….

    grazie x l’aiuto!

  49. costa scrive:

    @giac

    “migioramenti energetici almeno del 15% rispetto al fabbisogno primario”
    Credo si intende, scendere di almeno il 15% considerando gli attuali parametri.
    Non mi risulta ci siano sviluppi sulla legge Tognoli.

  50. giac scrive:

    @costa
    mi perdoni, non mi è chiaro cosa si intende per “attuali paramentri”: il consumo energetico attuale della mia abitazione, o i parametri 2010 di certificazione energetica riferiti alla zona in cui abito?
    Grazie

  51. costa scrive:

    @giac
    I parametri 2010 di certificazione energetica riferiti alla zona in cui abita

  52. antonio scrive:

    avrei un quesito da porvi di notevole importanza.
    i genitori della mia fidanzata devono donare a lei il lastrico solare. Noi volevamo chiedere un mutuo a nome di entrambi (in quanto servono 2 stipendi) e volevo sapere se una volta costruita la casa, questa andava intestata a nome della mia fidanzata oppure partecipando anche io alla sua costruzione con il mutuo divento automaticamente proprietario.
    Parlando con varie persone mi dicono che il lastrico non può essere intestato a nome di uno e poi la casa ad entrambi.
    grazie1000

  53. Gennaro scrive:

    Salve vorrei conoscere le normative per istallare dei pannelli fotovoltaici sul tetto della mia villetta a schiera nel Comune di Cecina (LI), in particolare sè occorre il parere dei rimanenti condomini

  54. Nicola scrive:

    Buongiorno a tutti, mia moglie ha ereditato un immobile costruito nel 2003 ad uso artigianale.. visto che lo stesso non serve più e sopratutto non centra più niente con l’attività di sua mamma. chiedevo se si può e sopratutto come , il cambio d’uso a immobile abitativo ? vi ringrazio.

Scrivi un commento

I link nei commenti potrebbero essere liberi dal nofollow.