Rapporto Banca d’Italia e Tecnoborsa sul mercato residenziale di giugno 2009
giugno 27th, 2009 ¦ leggi altre proposte di: redazioneIniziativa volta al fine di arricchire la disponibilità di informazioni tempestive e sistematiche circa lo stato e le prospettive del settore immobiliare, che negli anni recenti ha assunto un peso rilevante per l’analisi del ciclo economico e delle condizioni per la stabilità finanziaria è svolta da Banca d’Italia e Tecnoborsa.
Il Rapporto sul mercato residenziale di giugno 2009 (relativo al trimestre gennaio-marzo 2009) è basato su un campione rappresentativo di agenti immobiliari, i cui risultati sono pubblicati sul nuovo Supplemento al Bollettino Statistico della Banca d’Italia.
Nel primo trimestre del 2009 ha trovato conferma la fase di debolezza del mercato immobiliare, con indicazioni di più frequenti riduzioni dei prezzi, anche in rapporto alle richieste iniziali dei venditori, oltre che del numero delle compravendite; gli incarichi a vendere ancora da evadere crescerebbero allo stesso ritmo del periodo precedente.
Si attenua il pessimismo degli operatori circa le prospettive a breve termine del mercato di riferimento e di quello nazionale. Per il medio periodo, le attese degli agenti relative al mercato nazionale registrano un miglioramento rispetto alla precedente rilevazione.
Nel corso del primo trimestre del 2009 circa due terzi degli operatori hanno venduto almeno un immobile, una quota pressoché invariata rispetto alla fine dello scorso anno, con una incidenza che si conferma superiore nelle regioni del Nord Est (79,1 per cento, contro circa 60 nelle altre ripartizioni geografiche; Tavola 3). Nel complesso il numero delle compravendite effettuate tramite l’intermediazione degli agenti è stimabile intorno alle 135 mila unità , con un calo dell’ordine del 5 per cento rispetto al trimestre precedente.
Incarichi a vendere: Il saldo tra le risposte in aumento e in diminuzione del numero di incarichi a vendere ancora da evadere alla fine del trimestre è rimasto pressoché invariato rispetto alla precedente rilevazione (32,6 punti percentuali contro 34,7).
La percentuale di agenti indicano un aumento del numero di nuovi incarichi del 42 per cento (38,5 nel quarto trimestre del 2008). L’assenza di proposte di acquisto a causa di prezzi di offerta ritenuti troppo elevati rimane la motivazione principale di cessazione dell’incarico a vendere, seguita da proposte di acquisto a prezzi ritenuti troppo bassi dal venditore e da difficoltà dell’acquirente a reperire il mutuo.
Trattative e tempi di vendita: Nel primo trimestre del 2009 il prezzo effettivo di vendita è risultato inferiore dell’12 per cento alla richiesta iniziale del venditore; tale percentuale è lievemente più elevata nelle ripartizioni del Centro-Sud, in particolare per le transazioni effettuate all’interno delle aree urbane).
Rimangono stabili i tempi che intercorrono in media tra il conferimento dell’incarico e quello della vendita effettiva, pari a quasi 7 mesi.
Modalità di finanziamento degli acquisti: L’acquisto di abitazioni è stato effettuato per il 70 per cento delle transazioni con accensione di un mutuo ipotecario; tale quota sale al 73 per cento nelle aree urbane e si riduce al 67 in quelle non urbane.
A livello geografico, tale divario è massimo al Sud e trascurabile al Centro. Il rapporto tra il prestito erogato e il valore dell’immobile è in media pari al 71 per cento.
Le prospettive del mercato in cui operano le agenzie: Si attenua il pessimismo degli operatori circa le prospettive del proprio mercato. Con riferimento al trimestre in corso, oltre metà degli agenti segnala condizioni di mercato normali contro una quota del 18 per cento riscontrata nella precedente rilevazione; il saldo tra giudizi sfavorevoli e favorevoli sulla situazione del mercato si è ridotto a circa 7 punti percentuali. La differenza tra attese di aumento e di riduzione del numero di nuovi incarichi a vendere rimane positiva. Sempre per il trimestre in corso, quasi il 48 per cento degli agenti anticipa un calo dei prezzi, mentre solo il 2,7 ne indica un aumento; il saldo tra le due risposte è tuttavia inferiore di quasi 15 punti percentuali a quello relativo alle variazioni dei prezzi nel primo trimestre.
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