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Piano Casa cercasi

novembre 18th, 2009 ¦ leggi altre proposte di: redazione
Piano casa cercasi

Piano casa cercasi

A venti mesi dall’avvio del primo provvedimento del governo per il lancio del Piano nazionale dell’edilizia abitativa e del successivo provvedimento per il rilancio dell’edilizia, ci chiediamo cosa ha impedito che gli obiettivi programmati trovassero attuazione.
Il Piano nazionale di edilizia abitativa, lanciato ad aprile del 2008 per risolvere l’emergenza abitativa, solo a luglio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e sono stati messi a disposizione, nel Dpcm, 200 milioni di euro sulla previsione di 350 , coprendo solo due delle sei fasce di azioni inserite nel Decreto; il risultato è che adesso non ci sono altri fondi per i piani complessi, project financing e sostegno alle cooperative di abitazione etc.
Gli stanziamenti per ora indicati, e per i quali mancano ancora alcuni passaggi operativi, riguardano per lo più la costituzione dei fondi immobiliari e sono 150 milioni di euro; gli altri 200 erano già stati destinati all’edilizia residenziale pubblica dal precedente governo. Per questi fondi dell’Erp alle Regioni si è ancora in attesa di definizione e ripartizione ed è difficile formulare i tempi di avvio. Per gli altri quattro punti previsti nel Dpcm non si riscontrano al momento indicazioni.
Quanto al Piano Casa cosiddetto due, finalizzato a dare impulso all’edilizia attraverso l’autorizzazione a micro espansioni del patrimonio esistente, si è fermi all’intesa Stato-Regioni dell’aprile scorso e manca un provvedimento legislativo organico sulla materia.
Nel frattempo tutte le regioni- tranne Campania, Calabria, Sicilia e Molise – hanno provveduto con proprie leggi regionali, pur trovando nelle attuazioni elementi di restrizioni e vincoli riferiti ai piani comunali.
La frammentazione dei provvedimenti regionali, abbinata all’oggettiva incertezza legislativa dovuta alla carenza di linee guida e di semplificazione delle procedure edilizie, contraddice al momento il manifestato ottimismo che ha accompagnato all’inizio l’auspicio di un rapido rilancio del settore.
Entrambi i provvedimenti, il Piano nazionale dell’edilizia abitativa e quello per il rilancio dell’edilizia, al loro annuncio sono stati salutati da tutti gli operatori con soddisfazione, si sono consumati convegni e approfondimenti, ma poi non si è riuscito ad aprire nessun cantiere in un particolare momento in cui il settore edilizio è fra i più colpiti dalla crisi e rischia un ulteriore peggioramento.
Il ciclo d’investimento degli anni precedenti ha tenuto in piedi l’occupazione fino all’inizio del 2009, ma già dall’inizio dell’anno le dinamiche della domanda e il crollo del mercato immobiliare hanno prodotto una considerevole riduzione delle nuove costruzioni. L’uscita dalla crisi, che taluni vedono, poco potrà incidere sui tempi del settore edilizio il cui trend negativo ancora in crescita probabilmente avrà ripercussioni negative anche per il 2010.
Le condizioni di ripresa degli investimenti nel settore sono inoltre strettamente legate alle posizioni che il sistema bancario vorrà tenere verso gli operatori. Ci auguriamo che vengano migliorate le attuali posizioni nelle concessioni di credito e di sostegno agli interventi.
L’Agci abitazione (Associazione generale cooperative italiane) , pur avendo espresso apprezzamento sul varo dei due provvedimenti relativi al Piano nazionale dell’edilizia abitativa ed al rilancio dell’edilizia, aveva già posto in rilievo quanto fosse urgente nel nostro Paese dare un’ accelerazione ai provvedimenti attuativi relativi all’edilizia sociale, previsti nel Dpcm. Oggi ancora di più, per le accentuate condizioni di crisi, è necessario dare priorità all’edilizia sociale con la realizzazione di alloggi in locazione ed in proprietà convenzionata, rispondendo alla consistente domanda di prima casa di fasce sociali che non possono accedere al libero mercato.
Inoltre, per il rilancio dell’edilizia, sosteniamo che, oltre ad attuare interventi monofunzionali, si debba agire strategicamente, intervenendo nei processi della riqualificazione urbana delle periferie, in particolare modo di quelle aree degradate e prive di servizi, progettando programmi integrati di rigenerazione urbana per la realizzazione di interventi edilizi e di infrastrutture primarie e secondarie. La crisi ci impone di affrontare questi problemi con una visione costruttiva e in tempi ristretti. E’ necessario provvedere all’immediata attuazione dei provvedimenti avviati affinché si creino condizioni di fiducia da parte degli operatori e dei cittadini, essenziali per la ripresa e lo sviluppo.
Aldo Carbone
presidenza nazionale
Agci-abitazione con delega per il Mezzogiorno

fonte: il Denaro

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