Il mercato immobiliare a Napoli comincia a camminare
luglio 8th, 2010 ¦ leggi altre proposte di: redazione
Mercoledì 7 luglio, presso l’Hotel Excelsior (via Partenope, 48 – Napoli) si è svolta la conferenza stampa per la presentazione del nuovo numero di “Quotazioni Immobiliari”. Semestrale realizzato dal settimanale Il Mattone in collaborazione con le associazioni provinciali di categoria, Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) e Fimaa (Federazione italiana mmediatori agenti d’affari).
Napoli, la casa riprende a camminare
Per seguire le vicende, o l’altalena, del mercato immobiliare, si può far ricorso alla “metafora del bicchiere” nel senso che possiamo chiederci: ma la casa è mezzo piena o mezzo vuota?. La risposta viene da due, solo apparentemente differenti, scuole di pensiero. Mario Condò de Satriano (uno dei maggiori esperti del settore) rileva che “il primo semestre del 2010 fa registrare un significativo risveglio del mercato del mattone ormai avviato, sia pure lentamente, verso la normalizzazione”. Saverio Iaccarino, presidente dei mediatori agenti di affari, parla di una “gradevole inversione di tendenza”; però subito avverte di stare attenti “ai facili entusiasmi”. Eppure la casa non solo resta il bene primario di tutti, in Campania come nelle altre regioni, ma è anche il primo settore produttivo e il primo contribuente per le casse dello Stato. “La casa serve, ma manca”, riassume il presidente Condò de Satriano (agenti immobiliari professionali) ed è un buon segno che più del settanta per cento delle famiglie siano ora proprietarie della propria abitazione.
Certamente non è questo un limite insuperabile. Tutte le politiche sociali dovrebbero puntare all’obiettivo del cento per cento.
Ma gran parte di questa riforma è nelle mani del Governo, delle Istituzioni locali e delle Banche. Il nuovo numero di “Quotazioni immobiliari” descrive, con dati difficilmente contestabili, le luci e le ombre di una attività fatta di compravendite molto delicate, dove vanno capite non estemporaneamente le ragioni della domanda e quelle dell’offerta.
Il semestrale distribuito in edicola e realizzato dal settimanale “Il Mattone” di cui ricorre il decennale della nascita, è per questo una garanzia e un efficace strumento di analisi (vi sono impegnati, con varia responsabilità, Roberto Esse, Fabrizio Walter Fazzi, Giorgio Gradogna, Gustavo Gentile, Gabriele Scarpa, Pasquale Amato, Carlo D’Argenzio e Gianfranco Passarelli).
Le luci e le ombre danno subito l’idea di un film molto movimentato. Il mattone fra Napoli e Provincia si rimette in moto, ma l’invenduto complessivo (edilizia vecchia e nuova) resta alto: oltre la metà. Il segno più 16,2 per cento che compare nella fotografia di “Quotazioni Immobiliari” almeno per le compravendite residenziali, si accompagna a una “riduzione media dei prezzi”. A questo dato sfugge però Capri. “L’isola azzurra, spiega il presidente Condò de Satriano, si conferma ancora una volta come la terra con i prezzi delle case più alti d’Italia. E’ sempre la fascia vip quella che fa la parte del leone”. A Marina Piccola e in centro o nelle altre zone più appetite, è facile andare sui 21 mila euro a metro quadro. “Una casa che affaccia sui Faraglioni o sul Golfo – precisa Condò de Satriano – può costare come a Montecarlo”. Capri tira ma anche Ischia e Procida non stanno a guardare. Nell’isola verde tutte le vicende degli ultimi mesi (frane, dissesti idrogeologici, manomissione del territorio, deficit dei servizi) non hanno scalfito minimamente il valore degli immobili (“anche perché, fa notare Saverio Iaccarino – tutto ciò che è abusivismo edilizio non entra nel mercato”).
I segni di ripresa vanno incoraggiati. Occorre però una convergenza di impegni e di operatività. La manovra finanziaria da 24 mila miliardi non deve porsi come un macigno sulla strada della ripresa. Il legislatore – prima la legge Bersani del 2006, adesso la manovra Tremonti – deve comportarsi in maniera meno schizofrenica. Anche le istituzioni locali hanno il dovere di mostrarsi più avvertite dei problemi che incombono, prigioniere, come spesso appaiono, di una impostazione urbanistica troppo ideologizzata (si impedisce perfino di demolire un edificio fatiscente). Il sistema dei controlli (anagrafe immobiliare, agenzia del territorio, catasto) non possono diventare punitivi e scoraggiare gli operatori. Il notaio Diomede Falconio è molto chiaro nell’illustrare le novità della nuova finanziaria. E le banche? Sono ancora “eduardiane” nel senso che portano il denaro là dove già c’è?. Leonardo Tintori si sofferma sui requisiti di onorabilità e di professionalità legati al ruolo stesso dell’intermediazione immobiliare. Come dire: le banche si aprono, ma molto dipende dal nuovo ruolo dell’agente immobiliare. Non più persone fisiche, ma persone giuridiche sul mercato del credito.
Gli agenti immobiliari diventano sempre più figure centrali. Più peso, ma anche più responsabilità e rischi. Per loro una domanda: se non c’è “cassa integrazione”, si deve parlare di “casa integrazione?”. La domanda è accolta con un ampio sorriso. E’ un segno di fiducia nel futuro a noi più vicino.
Ermanno Corsi
fonte : il denaro
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