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	<title>Consulenza Immobiliare &#187; Osservatorio Mutui</title>
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	<description>fatti e misfatti del mercato immobiliare napoletano</description>
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		<title>Mutui casa. Indagine Abi: +8,2% nel quarto trimestre</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 14:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Osservatorio Mutui]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione bancaria dà il via a un rapporto trimestrale sulla situazione delle famiglie. Nello stesso periodo anche il credito al consumo è salito del 6,7%. In aumento però le sofferenze
Nell&#8217;ultimo trimestre 2009 le richieste di mutui per l&#8217;acquisto di abitazioni sono cresciute dell&#8217;8,2% rispetto al 2008, per un ammontare di circa 247 miliardi di euro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/05/02/mutui-casa-indagine-abi-82-nel-quarto-trimestre/"><img class="alignleft size-full wp-image-9886" title="casa112" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/05/casa112.jpg" alt="Mutui casa. Indagine Abi, +8,2% nel quarto trimestre" width="200" height="202" /></a>L&#8217;Associazione bancaria dà il via a un rapporto trimestrale sulla situazione delle famiglie. Nello stesso periodo anche il credito al consumo è salito del 6,7%. In aumento però le sofferenze</p>
<p>Nell&#8217;ultimo trimestre 2009 le richieste di mutui per l&#8217;acquisto di abitazioni sono cresciute dell&#8217;8,2% rispetto al 2008, per un ammontare di circa 247 miliardi di euro. Nello stesso periodo il credito al consumo ha avuto un incremento del 6,7% a quota 113 miliardi di euro. Per effetto della crisi, tuttavia, lo stato delle sofferenze ha raggiunto l&#8217;1,19% a fine 2009, in crescita dello 0,33% sul 2008.<span id="more-9885"></span></p>
<p>Questa l&#8217;analisi contenuta nel primo Report trimestrale &#8220;Indicatori di indebitamento, vulnerabilità e patologia finanziaria delle famiglie italiane&#8221; realizzato dall&#8217;Abi in collaborazione con il ministero del Lavoro e delle politiche sociali.</p>
<p>&#8220;Complessivamente emerge un buon livello di solidità delle famiglie italiane, anche se la crisi induce a monitorare con attenzione tutti i possibili fronti di vulnerabilità. Di fronte a questo, le sole politiche di credito non possono fornire una risposta globale, ma sono necessarie soluzioni più specifiche&#8221;, spiega il rapporto.</p>
<p>L&#8217;anno scorso il 58% delle famiglie italiane, circa 15 milioni di nuclei, disponeva di un reddito sufficiente per sostenere i costi di un mutuo. Il dato scende al 30% se si guarda alle famiglie giovani e senza una casa di proprietà, in particolare nelle grandi città.</p>
<p>Nella fase più recente, comunque, sia il dato nazionale che quello relativo alle grandi macroaree geografiche ed alle famiglie giovani registrano un relativo miglioramento a cui contribuisce soprattutto il basso livello dei tassi di interesse.</p>
<p>fonte: la repubblica</p>
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		<title>Consigli utile: come detrarre il mutuo di casa</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 15:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>costa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Osservatorio Mutui]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ tempo di dichiarazione dei redditi. E tra i documenti da presentare per ottenere le detrazioni ci sono sicuramente gli interessi passivi pagati nel 2009 per il mutuo di casa che deve essere adibita ad abitazione principale &#8211; quella nella quale il contribuente e\o i suoi familiari dimorano abitualmente &#8211; entro l’anno dall’acquisto.Riportando cosi’ nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/04/26/consigli-utile-come-detrarre-il-mutuo-di-casa/"><img class="alignleft size-full wp-image-9871" title="casa" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/04/casa.jpg" alt="Consigli utile: come detrarre il mutuo di casa" width="200" height="267" /></a>E’ tempo di dichiarazione dei redditi. E tra i documenti da presentare per ottenere le detrazioni ci sono sicuramente gli interessi passivi pagati nel 2009 per il mutuo di casa che deve essere adibita ad abitazione principale &#8211; quella nella quale il contribuente e\o i suoi familiari dimorano abitualmente &#8211; entro l’anno dall’acquisto.<br />Riportando cosi’ nel rigo E7 del modello 730 la somma spesa, sara’ possibile avere gia’ sulla busta paga di luglio il rimborso Irpef del 19%, pari a un importo non superiore ai 4.000 euro. Pertanto lo sconto complessivo non potra’ essere superiore a 760 euro.<br />In particolare, in caso di contitolarita’ del contratto di mutuo si puo’ detrarre un importo di 2mila euro ciascuno. Se invece il mutuo e l’immobile sono contestati con il coniuge fiscalmente a carico, chi sostiene interamente la spesa puo’ fruire della detrazione per entrambe le quote di interessi passivi.<span id="more-9870"></span><br />Inoltre, va ricordato che la detrazione di imposta sugli interessi passivi e’ limitata alla parte di mutuo corrispondente al valore dell’immobile. Quindi se la somma presa a prestito eccede il costo sostenuto per l’acquisto della casa, possono essere portati in detrazione solo gli interessi relativi alla parte di mutuo che copre il costo <a href="  http://def.finanze.it/DocTribFrontend/getPrassiDetail.do?id={1F3BE176-5338-4A99-8071-B6968A53ED27}">(Circolare 26E/05</a>).<br />Mentre, nel caso di mutuo acceso per la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione, il limite massimo si abbassa a 2.582,28 euro.<br />Oltre agli interessi passivi, il mutuatario puo’ portare in detrazione anche l’onorario del notaio per la stipula del contratto di mutuo ipotecario, le spese di perizia, le spese di istruttoria, la commissione richiesta dagli istituti di credito per la loro attivita’ di intermediazione, la provvigione per scarto rateizzato nei mutui in contanti, la penalita’ per anticipata estinzione del mutuo, le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione, le perdite su cambio, per i mutui contratti in valuta estera, l’imposta per l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca e l’imposta sostitutiva sul capitale prestato.<br />Mentre, ricorda l’Agenzia delle Entrate, non sono ammesse alla detrazione le spese di assicurazione dell’immobile, le spese di mediazione immobiliare, l’onorario del notaio per il contratto di compravendita, le imposte di registro, l’Iva e le imposte ipotecarie e catastali.<br />Indicazioni a cui bisogna aggiungerne altre due, fornite dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 21/E del 23 aprile in cui ci sono due interessanti chiarimenti anche in materia di interessi passivi sui mutui. Vediamoli insieme.<br />L’Agenzia spiega che se un contratto di mutuo ipotecario stipulato da uno solo dei coniugi per l’acquisto in comproprieta’ dell’abitazione principale viene sostituito con un nuovo mutuo cointestato a tutti e due, entrambi i coniugi possono continuare a beneficiare della detrazione degli interessi passivi. Mentre se uno dei coniugi e’ fiscalmente a carico dell’altro, quest’ultimo potra’ fruire di entrambe le quote.<br />Altro caso riguarda la detrazione degli interessi passivi in caso di trasferimento per motivi di lavoro. Il contribuente puo’ continuare a godere dello sconto per l’acquisto dell’abitazione principale, anche se la residenza viene fissata in un comune limitrofo a quello in cui si trova la sede di lavoro, non soltanto, quindi, quando la nuova dimora abituale e’ nello stesso Comune in cui svolge la sua attivita’. Decadute le esigenze lavorative che hanno determinato lo spostamento, dovra’ essere nuovamente spostata la residenza altrimenti si perdera’ il diritto alla detrazione degli interessi.</p>
<p> </p>
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		<title>Mutui prima casa a confronto</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 16:44:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I tassi d&#8217;interesse dei mutui indicizzati Euribor o Bce sono scesi nuovamente al minimo storico. Le variazioni del mercato bancario e dei mercati internazionali influiscono notevolmente sulle oscillazioni che fanno fluttuare i tassi d&#8217;interesse. Come detto molte volte i tassi influiscono sulla rata del mutuo in larga parte, si stima circa per un valore pari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/04/24/mutui-prima-casa-a-confronto/"><img class="alignleft size-full wp-image-9863" title="Mutui prima casa a confronto" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/04/Mutui-prima-casa-a-confronto.jpg" alt="" width="200" height="244" /></a>I tassi d&#8217;interesse dei mutui indicizzati Euribor o Bce sono scesi nuovamente al minimo storico. Le variazioni del mercato bancario e dei mercati internazionali influiscono notevolmente sulle oscillazioni che fanno fluttuare i tassi d&#8217;interesse. Come detto molte volte i tassi influiscono sulla rata del mutuo in larga parte, si stima circa per un valore pari se non addirittura superiore al 60%. Per i mutui a tasso variabile naturalmente tali variazioni vengono percepite maggiormente dalle famiglie. Per i mutui a tasso fisso le variazioni del mercato non vengono percepite perché il tasso viene stabilito alla stipula del contratto.<span id="more-9862"></span></p>
<p>Abbiamo voluto provare a fare un confronto attraverso il sistema di comparazione di Supermoney.eu tra le diverse offerte di mutui a tasso fisso.</p>
<p>Si è preso in esame un profilo tipo di utente che accende un mutuo per un valore di 160 mila euro, per la durata di 20 anni, con rimborso mensile attraverso RID e addebito direttamente sul conto corrente. Per il profilo scelto emergono molti risultati, ve ne presentiamo tre.<br />Il primo mutuo in ordine di convenienza è il Mutuo Opzione Sicura di Unicredit Family Financing la soluzione a tasso misto che consente di seguire proattivamente nel tempo le esigenze del cliente garantendo la massima flessibilità. È possibile infatti scegliere il tipo di tasso, fisso o variabile, da applicare al mutuo e di variarlo periodicamente nel corso della durata del finanziamento semplicemente esercitando l&#8217;opzione sicura. Il tasso d&#8217;interesse applicato al mutuo di Unicredit è pari al 4,13% con indicizzazione I.R.S. a cinque anni. La rata che il cliente dovrà corrispondere è di 966 euro a cui vanno aggiunte le spese di istruttoria pratica e le spese di perizia.</p>
<p>Il secondo mutuo in ordine di convenienza è il Mutuo Fisso di CheBanca! pensato per coloro che preferiscono la sicurezza e la garanzia di una rata che rimanga costante per tutta la durata del finanziamento, senza spese e senza l&#8217;obbligo di aprire un nuovo conto corrente. Il tasso d&#8217;interesse applicato al mutuo di CheBanca! è pari al 5,21% e la rata che il cliente dovrà corrispondere mensilmente è pari a 1063 euro a cui non vanno aggiunte né spese di istruttoria pratica né spese di perizia. Il terzo mutuo in ordine di convenienza è Mutuo Arancio Fisso di Ing Direct che garantisce al consumatore la certezza della misura del tasso indipendentemente dalle variazioni di mercato. Questi mutui casa sono indicati per il cliente che voglia conoscere, fin dalla stipula del contratto, gli importi delle singole rate a scadere e l&#8217;ammontare complessivo del debito (capitale e interessi) da restituire. Il tasso applicato al mutuo di Ing Direct è pari al 5,21% e la rata che il cliente dovrà corrispondere è pari a 1063 euro a cui non vanno aggiunte né spese di istruttoria della pratica né spese di perizia. I mutui presentati sono stati presi ad esempio e sono significativi per quel tipo di profilo specifico, presentato qui sopra. Prima di scegliere un mutuo è bene effettuare un confronto tra le diverse possibilità offerte dal mercato bancario.</p>
<p>Per un confronto approfondito sui mutui casa visita il sito <a href=" http://www.supermoney.eu/">Supermoney.eu</a></p>
<p>fonte: helpconsumatori</p>
<p> </p>
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		<title>Mutui: Il tasso usurario a tasso fisso cala al 7,755%</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 11:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tasso soglia usurario per i mutui a tasso fisso per il secondo trimestre del 2010 cala al 7,755%, dal precedente 8,03%. Il tasso soglia per i mutui a tasso variabile scende al 3,945%, dal 4,38%. I dati si evincono dalla pubblicazione della nuova rilevazione dei tassi da parte della Banca d’Italia. Il relativo decreto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/04/07/mutui-il-tasso-usurario-a-tasso-fisso-cala-al-7755/"><img class="alignleft size-full wp-image-9772" title="usura" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/04/usura.jpg" alt="Mutui: Il tasso usurario a tasso fisso cala al 7,755%" width="250" height="250" /></a>Il tasso soglia usurario per i mutui a tasso fisso per il secondo trimestre del 2010 cala al 7,755%, dal precedente 8,03%. Il tasso soglia per i mutui a tasso variabile scende al 3,945%, dal 4,38%. I dati si evincono dalla pubblicazione della nuova rilevazione dei tassi da parte della Banca d’Italia. Il relativo decreto del Ministero dell’Economia e’ stato emanato il 26 marzo, con i tassi di interesse effettivi globali medi, in applicazione della legge sull’usura.</p>
<p>Secondo i dati resi noti dall’Abi all’inizio del 2010 prosegue la fase di ripresa dei prestiti bancari per l’acquisto di abitazioni, in un contesto in cui il mercato immobiliare italiano evidenzia diffusi segnali di miglioramento: lo dicono soprattutto le previsioni degli operatori del settore, meno pessimistiche e più fiduciose nel ritorno a una più elevata domanda.<span id="more-9771"></span> Alla fine di gennaio 2010, in Italia, lo stock di mutui per l’acquisto di immobili ha superato i 282 miliardi di euro, con un tasso annuo di crescita di quasi il +7%, rispetto ai livelli di due anni prima. La dinamica di tali finanziamenti, infatti, dopo aver manifestato andamenti negativi nella seconda parte del 2008 e nei primi mesi del 2009, dall’inizio del secondo trimestre del 2009 ha intrapreso una fase di costante, seppur lenta, accelerazione. D’altra parte, nell’anno passato il trend di tali finanziamenti aveva risentito della fase di rallentamento del mercato immobiliare italiano ma, da un confronto internazionale emerge come l’Italia risulti leader in Europa per quanto concerne i finanziamenti alle famiglie per l’acquisto di immobili: a gennaio il tasso annuo di crescita segnato dalle banche nazionali si posiziona, infatti, su un livello nettamente superiore a tutti i principali paesi europei. A fronte, infatti, di un incremento di quasi il +7% in Italia, si registra, sempre a gennaio 2010, una variazione pari a +1,8% nella media Area Euro (+1,3% l’anno prima). La quota dell’Italia sull’Area Euro per questo segmento di attività è, pertanto, cresciuta, passando nell’ultimo anno dal 7,6% a quasi l’8%. La sensibile riduzione dei tassi di interesse registrata negli ultimi mesi, unitamente alla maggiore propensione delle famiglie italiane verso il mattone – bene rifugio per antonomasia – ha verosimilmente rappresentato un fattore di stimolo per le famiglie ad attivare decisioni di spesa rivolte a beni immobili. Nell’ultimo anno, in particolare, il tasso di interesse applicato dalle banche per le nuove operazioni di acquisto di immobili (media fisso e variabile) è passato dal 4,79% di gennaio 2009 a 2,75% di gennaio 2010 (2,68% secondo prime stime a febbraio u.s.), segnando una contrazione di oltre due punti percentuali e collocando tale tasso al minimo storico mai raggiunto e su un livello inferiore a quello medio dell’Area Euro (3,57%).<br />Secondo il Crif a febbraio la domanda dei mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane registra, dopo mesi di costante crescita, un segno negativo, -2% rispetto allo stesso mese del 2009. Analizzando più nel dettaglio i dati, emerge come il numero di richieste di mutuo a febbraio 2010 sia sostanzialmente in linea con quello dello stesso mese del 2008, mentre fa registrare un +7% rispetto al mese precedente (gennaio 2010). Confrontando la domanda di mutui ipotecari aggregata per il primo bimestre dell’anno in corso con lo stesso periodo degli anni precedenti si evidenzia come il 2010 si prospetti come un anno positivo, registrando un +4% rispetto al 2009, un +2% rispetto al 2008 e un +5% rispetto al 2007. Tuttavia, nella valutazione del dato è necessario considerare la quota parte per surroghe e sostituzioni.<br />Dalla nota trimestrale dell’Agenzia del Territorio emerge che, per quanto riguarda i mutui ipotecari, nel 2009 il livello di compravendite di abitazioni acquistate mediante l’accensione di un mutuo con ipoteca sulla medesima casa acquistata, diminuisce del 10,8%, leggermente meno delle compravendite del settore residenziale che, come si è detto precedentemente, sono scese del -11,3%. È da tener presente che nel 2008 si era assistito al crollo del 27% circa di questo segmento di mercato, quando le compravendite totali di abitazioni scendevano intorno al -15%. E’ probabile che la forte riduzione dei tassi di interesse abbia contribuito al contenimento della discesa degli acquisti con mutuo. Si consideri che i tassi di interesse medi sulla prima rata dei mutui ipotecari, sono scesi di quasi 2 punti percentuali, passando dal 5,55% del 2008 al 3,68% del 2009.</p>
<p>fonte: Tecnoborsa</p>
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		<title>Mutui prima casa, arriva la sospensione di Stato</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 17:04:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>costa</dc:creator>
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Via libera al fondo di solidarietà.
Noto agli addetti ai lavori come Fondo Gasparrini (dal nome della parlamentare prima firmataria del Decreto di istituzione), fu varato con la Finanziaria 2008 dal governo Prodi, ma, in mancanza del decreto attuativo del ministero dell’Economia, se ne erano perse le tracce. All’epoca della sua concezione, prima di arenarsi nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><div id="attachment_9574" class="wp-caption alignleft" style="width: 234px"><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/02/22/mutui-prima-casa-arriva-la-sospensione-di-stato/"><img class="size-full wp-image-9574" title="sospensione del mutuo arriva" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/02/sospensione-del-mutuo-per-un-anno-per-le-famiglie-disagiate-arriva-il-piano-famiglia-dell-abi.jpg" alt=" " width="224" height="200" /></a><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p> </p>
<p><strong>Via libera al fondo di solidarietà.</strong></p>
<p>Noto agli addetti ai lavori come Fondo Gasparrini (dal nome della parlamentare prima firmataria del Decreto di istituzione), fu varato con la Finanziaria 2008 dal governo Prodi, ma, in mancanza del decreto attuativo del ministero dell’Economia, se ne erano perse le tracce. All’epoca della sua concezione, prima di arenarsi nei meandri della burocrazia, la misura prevedeva lo stanziamento di 20 milioni di euro (suddivisi in parti pari tra il 2008 e il 2009). Adesso, però, la bozza del decreto è finalmente arrivata in parlamento e, una volta esaminata dalle commissioni competenti,  potrebbe essere licenziata in breve tempo.<span id="more-9573"></span></p>
<p>I deputati hanno però sottolineato, che la dote di 20 milioni di euro con cui il fondo affronterà le richieste delle famiglie in difficoltà è insufficiente.</p>
<p>Inoltre, la commissione nel dare parere favorevole allo schema di decreto, invita il governo ad includere tra i possibili beneficiari del fondo anche i lavoratori in cassa integrazione o soggetti ad altri analoghi ammortizzatori sociali e quindi di non limitarlo solo alla perdita del posto di lavoro subordinato o al termine del contratto di lavoro parasubordinato o assimilato.</p>
<p>La differenza con il Piano Famiglie entrato da poco in vigore consiste nel fatto di essere destinato a tutti i soggetti con un indicatore della situazione economica equivalente (Isee) non superiore a 30mila euro e di essere sfruttabile sui mutui finalizzati all’acquisto della prima casa di importo non eccedente i 250mila euro.</p>
<p>Il fondo, con personalità giuridica e amministrato dal dipartimento del tesoro con una società a capitale interamente pubblico rimborserà alle banche per le rate sospese sia gli onorari notarili sostenuti dal beneficiario e anticipati dalla banca, sia gli oneri finanziari, pari alla quota interessi maturata durante la sospensione delle rate.</p>
<p>Una volta che il decreto sarà approvato, per accedere al fondo, la domanda dovrà essere presentata alla banca con cui il cittadino ha contratto il mutuo. Lo schema di domanda e le &#8220;istruzioni per l&#8217;uso&#8221; saranno presto disponibili su un sito internet creato ad hoc dal Tesoro</p>
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		<title>Mutui. Tasso sotto l&#8217;1%, attenzione alle commissioni degli intermediari</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 10:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>costa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Euribor (il tasso più significativo che misura il costo del denaro) è crollato sotto l’1% annuo. Non era mai successo, ed è sicuramente una bella notizia per coloro che hanno un mutuo da rimborsare, perché la rata scende in maniera vistosa rispetto a due anni fa (quando il tasso superava il 4%). È una bella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Euribor (il tasso più significativo che misura il costo del denaro) è crollato sotto l’1% annuo. Non era mai successo, ed è sicuramente una bella notizia per coloro che hanno un mutuo da rimborsare, perché la rata scende in maniera vistosa rispetto a due anni fa (quando il tasso superava il 4%). È una bella notizia anche per chi preferisce il mutuo a tasso fisso e che oggi può trovare facilmente un prestito per l’acquisto della casa a non più del 5% annuo (come ai tempi dei nostri padri e dei nostri nonni…).<span id="more-9474"></span></p>
<p>Sotto il profilo puramente finanziario, è un momento ideale per chi vuole comprare casa (specie se si tratta della prima casa, che gode di agevolazioni particolari sui finanziamenti e sull’imposizione fiscale); conviene quindi esaminare le varie forme di mutui. La scelta iniziale è quella del tasso, che può essere fisso (quando la rata è predeterminata per tutta la durata del contratto), variabile (quando la rata varia in dipendenza di un parametro, in genere l’Euribor, maggiorato di uno &#8220;spread&#8221;), misto (quando la rata è inizialmente fissa e successivamente può diventare, a scelta del debitore, variabile). La scelta non è facile e non è priva di rischi. Se si opta per il variabile, si potrebbero pagare rate crescenti (magari oltre le proprie possibilità finanziarie) se i tassi dovessero salire; se si opta per il fisso, per contro, si corre il rischio di pagare rate eccessive se i tassi dovessero scendere.</p>
<p>Qualche consiglio è d&#8217;obbligo, per evitare spiacevoli sorprese. Il primo riguarda la maggiorazione del tasso rispetto al parametro: un conto è pagare Euribor più 2%, altro conto è pagare Euribor +2,5%. Il tasso iniziale (che spesso è un semplice &#8220;specchietto per le allodole&#8221; per richiamare i clienti) è a volte molto conveniente, ma finito il periodo d’avvio (in genere 6 mesi) ci si può trovare di colpo a pagare una rata ben superiore.</p>
<p>Il secondo riguarda i pericoli che si possono annidare nei mutui negoziati attraverso un mediatore o una società finanziaria. Spesso l’agenzia immobiliare che si occupa della compravendita si offre di impostare la pratica, seguirla, presentarla alla banca, gestirla nei vari aspetti burocratici.</p>
<p>Ottima idea per chi non vuole perdere tempo, ma che si presta ad un inconveniente immediato: il mutuo costa di più! Non c’è niente da fare, l’intermediazione costa in tutti i settori e gli intermediari del settore mobiliare sono pagati con una commissione fissa anticipata, calcolata sul valore del mutuo richiesto: se si chiedono 200 mila euro, potrebbero incassare da 3-4 mila euro fino a 10 mila. L’importo non si vede, perché è inglobato nel contratto di mutuo, ma bisogna sapere che non si pagheranno in realtà rate commisurate a 200 mila euro, ma a 203 mila o 210 mila euro. Su una durata ventennale la differenza magari si nota poco, ma c’è; e sono sempre costi aggiuntivi di cui bisogna tener conto. È buona norma chiedere di indicare con precisione l’importo della commissione da pagare.</p>
<p>Se poi si passa attraverso una finanziaria, è bene verificare che sia iscritta ad Assofin, l’associazione di categoria delle società iscritte all’Albo degli intermediari finanziari. In tutti i casi, infine, è indispensabile chiedere il foglio informativo con l’indicazione precisa del Taeg, cioè il tasso annuo effettivo globale, che indica in maniera sintetica e precisa il costo del mutuo, compreso tutto (tasso d’interesse, commissioni, spese, costi d’istruttoria, perizie). È l’unico mezzo per fare comparazioni esatte e scegliere la soluzione migliore.<br />
Gianluigi De Marchi</p>
<p>fonte:la stampa</p>
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		<title>Conviene davvero la moratoria sui mutui?</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 10:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>costa</dc:creator>
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Come restituire le rate non pagate?
L&#8217;inizio della sospensione delle rate dei mutui, conosciuta come &#8220;Piano famiglie&#8221; è attesa per il primo febbraio 2010 e a beneficiare di questa iniziativa, voluta da un accordo fra l&#8217;Associazione bancaria italiana (Abi) e le associazioni dei consumatori, saranno le famiglie con disagi economici che nel 2009 e nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p> </p>
<p><div id="attachment_9437" class="wp-caption alignleft" style="width: 257px"><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/01/23/conviene-davvero-la-moratoria-sui-mutui/"><strong><img class="size-full wp-image-9437" title="casa112" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/01/casa112.jpg" alt="Conviene davvero la moratoria sui mutui? " width="247" height="250" /></strong></a><p class="wp-caption-text">Conviene davvero la moratoria sui mutui? </p></div>
<p> </p>
<p><strong>Come restituire le rate non pagate?</strong></p>
<p>L&#8217;inizio della sospensione delle rate dei mutui, conosciuta come &#8220;Piano famiglie&#8221; è attesa per il primo febbraio 2010 e a beneficiare di questa iniziativa, voluta da un accordo fra l&#8217;Associazione bancaria italiana (Abi) e le associazioni dei consumatori, saranno le famiglie con disagi economici che nel 2009 e nel 2010 hanno subito (o subiranno) eventi sfavorevoli quali la perdita del lavoro, l&#8217;ingresso in cassa integrazione, la morte o l&#8217;insorgenza di condizioni di non autosufficienza del sottoscrittore del prestito.<br /> Pare però che ci siano già degli intoppi sulla data di inizio della sospensione: sembra infatti che il termine di inizio slitterà a questa primavera in quanto occorrono i tempi tecnici per permettere alle banche di adeguarsi all&#8217;iniziativa e quindi di verificare i requisiti di chi ha fatto domanda per godere della moratoria.</p>
<p><strong>Come funziona</strong><br /> <span id="more-9436"></span><br /> Chi rientra nei requisiti godrà della sospensione e il piano di ammortamento originale subisce uno spostamento in avanti nel tempo pari al periodo di sospensione: un mutuo ventennale bloccato per 12 mesi, ad esempio, si protrarrà fino al 21esimo anno.<br /> Per ottenere il beneficio basta fare domanda alla propria banca compilando dei moduli appositi dove vengono richiesti dei requisiti. Se la famiglia rientra nei parametri richiesti, allora verrà accettata la richiesta.</p>
<p><strong>Le banche&#8230;</strong></p>
<p>Ogni banca ha un margine di libertà nell&#8217;accettare le condizioni della sospensione delle rate: infatti spetta loro decidere se la sospensione riguarderà la sola quota interessi, in analogia con quanto stabilito per la moratoria sui mutui delle imprese, o l&#8217;intero ammontare della rata.<br /> Fino ad ora sono 25 gli istituti di credito che hanno aderito all&#8217;iniziativa del Abi: sono istituiti di credito cooperativo e quelle più legate al territorio.<br /> Va detto inoltre che molti istituti di credito offrono addirittura condizioni migliori rispetto alle linee-guida elaborate dall&#8217;Abi. Infatti se il &#8220;Piano famiglie&#8221; prevede la sospensione del pagamento della rete dei mutui per almeno 12 mesi per i mutui di importo fino a 150.000 euro e nei confronti dei clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui, alcuni istituti hanno invece previsto delle condizioni migliorative offerte alla clientela. Per esempio, la Banca padovana di Credito Cooperativo non prevede alcun limite al valore del mutuo erogato. Altri istituti migliorano le condizioni dell&#8217;avviso comune, non prevedendo tetti neppure per il reddito dell&#8217;intestatario del mutuo.</p>
<p><strong>&#8230;e gli interessi</strong></p>
<p>L&#8217;accordo tra Abi e Banche prevede anche che gli interessi continuino a maturare nel periodo di moratoria e questo rende gli oneri complessivi più alti. Come verranno restituiti gli interessi maturati? Dipende dalle banche. Alcuni istituti di credito sospendono solo il pagamento della quota capitale e quindi il mutuatario dovrà comunque continuare a pagare gli interessi anche per il periodo di sospensione. In questo caso, ad esempio se una famiglia si trova ai primi anni del pagamento del mutuo, le rate di soli interessi sono così elevate fino a coprire gran parte della rata originaria per il mutuo. Se invece la banca decide di sospendere oltre alle rate del mutuo anche la quota di interessi, le famiglie non dovranno pagare nulla per i mesi di sospensione, ma devono tenere a mente che durante i mesi di stop comunque gli interessi maturano e dovranno essere restituiti una volta che il periodo di sospensione abbia fine. Pertanto, alla ripresa del pagamento delle rate dal pagamento della prima il mutuatario riprenderà a pagare la quota di capitale del mutuo + quella degli interessi maturati nel periodo di sospensione. Il rischio è che le rate subiranno un importo maggiore mettendo di nuovo in difficoltà le famiglie. Ogni banca pertanto dovrà pensare ad un piano di rientro clemente.<br /> V.P.</p>
<p>fonte: La Stampa</p>
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		<title>Cala l&#8217; Euribor, salgono i tassi sui mutui</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 12:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>costa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Risalgono i tassi bancari sui mutui. A dicembre i prestiti alle famiglie per l&#8217;acquisto di abitazioni, secondo le elaborazioni mensili del centro studi dell&#8217;Associazione bancaria italiana (Abi), hanno pagato in media interessi del 2,95 per cento, dal 2,90 per cento di novembre. Era da quasi un anno e mezzo che non si vedeva una ripresa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9429" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/01/22/cala-l-euribor-salgono-i-tassi-sui-mutui/"><img class="size-full wp-image-9429" title="Cala l' Euribor, salgono i tassi sui mutui" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/01/1a7ac_aiuto_mutui-792346.jpg" alt="Cala l' Euribor, salgono i tassi sui mutui" width="200" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Cala l&#39; Euribor, salgono i tassi sui mutui</p></div>
<p>Risalgono i tassi bancari sui mutui. A dicembre i prestiti alle famiglie per l&#8217;acquisto di abitazioni, secondo le elaborazioni mensili del centro studi dell&#8217;Associazione bancaria italiana (Abi), hanno pagato in media interessi del 2,95 per cento, dal 2,90 per cento di novembre. Era da quasi un anno e mezzo che non si vedeva una ripresa dei tassi sui mutui. L&#8217;ufficio studi dell&#8217;Abi parla di un dato elaborato come composizione tra i tassi nei mutui a tasso fisso e variabile, da leggersi come in tenuta sostanziale. Resta il fatto che una crescita mancava dall&#8217;agosto del 2008, quando l&#8217;interesse era salito al 5,95 per cento (dal 5,92 per cento del luglio 2008). Sempre a dicembre 2009, poi, il tasso interbancario Euribor, parametro tipico di indicizzazione almeno per i mutui a tasso variabile, ha avuto un andamento opposto, con un calo allo 0,71 per cento (0,72 per cento a novembre).<span id="more-9428"></span> E mentre a dicembre riprendeva la crescita dei tassi sui mutui, l&#8217;Euribor ha proseguito la sua discesa, fino al 0,674 per cento di ieri. Guardando più in generale all&#8217;attività delle banche italiane, nell&#8217;ultima parte del 2009 i finanziamenti bancari hanno ripreso quota. A novembre la crescita degli impieghi è stata dell&#8217;1,7 per cento a 1.350,7 miliardi a novembre, dopo i minimi dello 0,5 per cento di ottobre, e il dato tendenziale per dicembre è dell&#8217;1,6 per cento. I finanziamenti alle imprese segnano però ancora il passo, con un calo dello 0,5 per cento a novembre, dal valore minimo negativo dell&#8217;1,6 per cento a ottobre. La situazione appare comunque nettamente migliore del resto dell&#8217;Area euro, dove gli impieghi vedono in media un calo dell&#8217;1,03 per cento, con quelli verso le imprese in discesa del 2,6 per cento.</p>
<p>fonte: Ildenaro</p>
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		<title>Mutui: dal 1 febbraio, possibile la sospensione</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 18:22:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>costa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scatta per gli italiani in difficoltà la possibilità (fino al 31 gennaio 2011) di presentare presso la propria banca la domanda per la sospensione delle rate mutuo per un periodo fino a 12 mesi.
Il progetto, prende il nome di Piano Famiglie, è rivolto alle famiglie in cui almeno uno dei componenti abbia perso il posto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9411" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/01/18/mutui-dal-1-febbraio-possibile-la-sospensione/"><img class="size-full wp-image-9411" title="Mutui dal 1 febbraio, possibile la sospensione" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/01/Mutui-dal-1-febbraio-possibile-la-sospensione.jpg" alt="Mutui dal 1 febbraio, possibile la sospensione" width="250" height="255" /></a><p class="wp-caption-text">Mutui dal 1 febbraio, possibile la sospensione</p></div>
<p>Scatta per gli italiani in difficoltà la possibilità (fino al 31 gennaio 2011) di presentare presso la propria banca la domanda per la sospensione delle rate mutuo per un periodo fino a 12 mesi.</p>
<p>Il progetto, prende il nome di Piano Famiglie, è rivolto alle famiglie in cui almeno uno dei componenti abbia perso il posto di lavoro dipendente a tempo indeterminato o si trovi al termine del contratto di lavoro dipendente a tempo determinato, parasubordinato o assimilato.</p>
<p>L’iniziativa, nasce da un accordo fra l’Associazione bancaria italiana (Abi) e le associazioni dei consumatori, allo scopo di venire incontro alle famiglie che nel 2009 e nel 2010 abbiano subìto o subiranno eventi sfavorevoli quali la perdita del lavoro, cassa integrazione, morte o altre cause che rendano impossibile il pagamento del mutuo.<span id="more-9410"></span></p>
<p>Autonomamente gli istituti potranno decidere se sospendere la sola quota capitale (il mutuatario non potrà comunque astenersi dal versare la quota interessi che potrà essere relativamente elevate), la sola quota interessi (il mutuatario quindi pagherà la quota capitale, rendendo così quasi inutile l’adesione alla moratoria) o l’intero ammontare della rata.</p>
<p>Qualora la banca permetta la sospensione totale della rata (quota capitale + interessi) il mututario non verserà nessuna cifra durante il periodo della moratoria ma dovrà pagare gli interessi maturati durante lo stop a partire dalla prima rata successiva alla ripresa dell’ammortamento. Occorre analizzare bene i pro e contro, quanto convenga realmente aderire o meno.</p>
<p>La sospensione delle rate dei mutui alle famiglie sarà limitata ai prestiti non superiori a 120 mila Euro e non potrà essere applicata ai mutui in cui ci sia stata morosità.<br />
Saranno esclusi i finanziamenti con durata inferiore ai 5 anni.<br />
Ancora non è stato deciso se spalmare gli importi sui 5 o sui 10 anni successivi. Naturalmente se fosse spalmato sui 10 anni l’ agevolazione per le famiglie sarebbe maggiore.</p>
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		<title>Mutui italiani a una svolta</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 18:51:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>costa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una mini-rivoluzione nel mercato dei mutui. A detta di operatori e broker che operano nel settore immobiliare sta arrivando una ventata di nuovi prodotti destinati a cambiare le vecchie regole e a rilanciare in Italia il concetto anglosassone di sostenibilità della rata, facendo perdere, allo stesso tempo appeal all’àncora del tasso. In che modo? Prendendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9378" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/01/11/mutui-italiani-a-una-svolta/"><img class="size-full wp-image-9378" title="A5_015" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/01/A5_015.jpg" alt="Mutui italiani a una svolta" width="200" height="285" /></a><p class="wp-caption-text">Mutui italiani a una svolta</p></div>
<p>Una mini-rivoluzione nel mercato dei mutui. A detta di operatori e broker che operano nel settore immobiliare sta arrivando una ventata di nuovi prodotti destinati a cambiare le vecchie regole e a rilanciare in Italia il concetto anglosassone di sostenibilità della rata, facendo perdere, allo stesso tempo appeal all’àncora del tasso. In che modo? Prendendo le distanze dal canonico piano di rimborso alla francese (basato sul pagamento di una rata costante al netto di eventuali variazioni sui tassi) che fino ad oggi ha dominato l’offerta di prestiti ipotecari finalizzati all’acquisto della casa.<br />
<span id="more-9377"></span><br />
Il risultato? Le rate si riducono e il mutuatario beneficia di una maggiore flessibilità nell’adeguare il finanziamento nel corso degli anni alle soluzioni più aggressivo del momento. Perché, in sostanza, fissare in un giorno qualunque le caratteristiche di un impegno finanziario pluriennale, soggetto alla variabilità degli eventi? Perché non considerare il mutuo alla pari di un investimento finanziario, e come tale ricalibrarlo nel tempo, ostinandosi invece a seguire la stessa rotta per 20 o 30 anni?</p>
<p>E’ questo il principio che sta spingendo negli ultimi mesi l’offerta di soluzioni personalizzate e dinamiche – spiega Edoardo Merenda, responsabile divisione finanziamenti di Frimm holding -.  Stiamo notando un incremento delle richieste verso pacchetti meno rigidi che meglio si adattano alle esigenze mutevoli delle famiglie. Tra i più in voga in questo momento segnaliamo quelli che hanno un cap sulla durata, oppure prodotti a tasso fisso che permettono di agganciare le rate a Irs da 2 a 5 anni (da rinegoziare successivamente, ndr), anziché a quello del periodo corrispondente alla durata complessiva del prestito che è, certo, più costoso. Vi sono poi mutui a rata crescente oppure finanziamenti le cui rate inglobano solo interessi mentre il cliente concorda con la banca alcune tranche a distanza di anni in cui versare a blocchi la quota capitale”. Un esempio? “Chi stipula oggi un mutuo a 25 anni a tasso fisso paga, nella migliore delle ipotesi, una rata di 870 euro con un comune piano di ammortamento alla francese (rata costante basato su un Irs a 25 anni, ndr). Se invece sceglie una soluzione più innovativa, come può essere un mutuo con Irs a 5 anni per la prima fase da rinegoziare in seguito, ne paga 762. Se opta per il meccanismo delle rate crescenti può cominciare pagandone 807. Così come, scegliendo la soluzione solo interessi, e rimandando quindi l’appuntamento con la quota capitale, ne paga 337,5”.</p>
<p>Ovviamente quelli che possono sembrare i punti di forza di questi prodotti (rate differenti nel corso del tempo, un maggior coinvolgimento emotivo del cliente che deve essere pronto a rinegoziare il finanziamento a distanza di qualche anno per agganciarsi alle offerte via via più convenienti) possono, per alcune tipologie di soggetti, essere visti come punti di debolezza ma in ogni caso, conservano il pregio della flessibilità. Flessibilità che non ha, ad esempio, un prodotto a tasso fisso standard. Ne sanno qualcosa le famiglie che hanno stipulato questa tipologia di contratto tra ottobre e dicembre 2008 (quando il variabile viaggiava sui massimi storici trascinato dal picco oltre quota 5% degli indici Euribor) bloccando, nel timore di nuove schizofrenie dei tassi interbancari,  l’intero arco del finanziamento al 6 per cento.</p>
<p>A distanza di un anno, con la discesa dei tassi di interesse ai minimi storici (l’Euribor a 1 mese viaggia intorno allo 0,47% mentre il parametro trimestrale allo 0,7%), queste famiglie non stanno prendendo parte – a patto che non abbiamo surrogato/rinegoziato il contratto con un mutuo a tasso variabile – ai festeggiamenti di chi, 12 mesi fa, invece ha optato per la scelta anticiclica (si veda grafico in basso) del variabile. Per questi ultimi, la tredicesima in arrivo non sarà probabilmente utilizzata, come spesso accade, per dare linfa al mutuo. Il risparmio accumulato è, infatti, non trascurabile: per un mutuo di 100mila euro da estinguere in 20 anni le rate costano ora, in media, 250 euro in meno dell’anno scorso. Le proporzioni aumentano, ovviamente, per mutui di importi e durate maggiori. Allo stesso tempo, però, questa categoria di mutuatari dovrà fare molta attenzione al probabile rialzo dei tassi che seguirà nei prossimi anni. Ipotizzando che nel 2011 i tassi europei salgano al 2%, una rata variabile oggi di 492 euro aumenterebbe a 636 euro. Con un ritocco di altri 50 punti base superebbe (662 euro) l’attuale miglior fisso (642). “Questi esempi dimostrano che una famiglia ha bisogno di essere seguita non solo nella fase pre-vendita ma durante tutta la vita del mutuo – spiega Renato Landoni, presidente di Kiron Partner -. Ecco perché riteniamo che è in atto un processo di rafforzamento della consulenza nel campo immobiliare. In futuro vinceranno gli istituti che seguiranno passo dopo passo il finanziamento proponendo adeguamenti ai vecchi contratti, al pari di quanto oggi fa un buon promotore finanziario”.<br />
Vito Lops</p>
<p>fonte: nova24</p>
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