Come funziona la cedolare secca sugli affitti
agosto 22nd, 2010 di: redazione
Con l’avvento del federalismo fiscale la cedolare secca sugli affitti, diventa realtà, ponendosi come strumento privilegiato per la lotta all’evasione.
Con l’avvento del federalismo fiscale la cedolare secca sugli affitti, diventa realtà, ponendosi come strumento privilegiato per la lotta all’evasione.
I comuni italiani promuovono la “cedolare secca”, la nuova norma che fissa al 20 per cento la percentuale di tasse che i proprietari di immobili sono chiamati a versare nella casse dello Stato sui redditi da locazione di case di loro proprietà. Osvaldo Napoli, il numero due dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani giudica verosimile lo studio pubblicato dal Sole 24 Ore secondo cui la cedolare secca darà uno scossone al fenomeno dell’evasione dei redditi da locazione favorendo l’emersione fiscale. continua »
Dopo la pausa estiva, il testo approvato dal governo passerà all’esame della Conferenza Stato-Regioni e del Parlamento per poi tornare al Consiglio dei ministri per l’ok definitivo.
L’attuazione della fiscalità dei comuni si svilupperà in due fasi: la prima partirà dal prossimo 1° gennaio con la devoluzione in un fondo sperimentale di riequilibrio di una quota dei tributi applicati alla fiscalità immobiliare, cui si aggiungerà la cedolare secca sugli affitti.
La seconda fase prevede l’arrivo dal 2014 dell’imposta municipale propria e la municipale secondaria facoltativa in cui verranno assorbiti una serie di tributi erariali, inclusa l’Ici e una lunga serie di balzelli propri della fiscalità locale. Non solo. Viene espressamente previsto che la nuova municipale non potrà mai essere in nessun caso applicata alle abitazioni principali. continua »
Il 30 aprile il termine ultimo per mettersi in regola con la mini sanzione
Ultima chiamata per i lavoratori all’estero che non hanno dichiarato i redditi con il modello RW. Il 30 aprile prossimo scade, infatti, il termine per utilizzare il ravvedimento operoso e pagare le mini sanzioni. Chi non si metterà in regola entro questa data rischia gli accertamenti e le sanzioni ordinarie. Il punto su tutti gli obblighi nella circolare 11/E dell’Agenzia delle entrate. continua »
L’abrogazione delle norme attribuenti agli uffici il potere di rettificare la dichiarazione Iva e il reddito d’impresa del contribuente che avesse dichiarato, nella cessione di beni immobili, un corrispettivo inferiore al valore normale degli stessi, produce effetti, con riguardo alle situazioni non ancora definite, anche per il periodo precedente alla loro introduzione (Dl 223/2006).
Questo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 18/E del 14 aprile. L’intervento dell’Amministrazione fa così chiarezza sugli “effetti temporali” della modifica normativa, operata dalla legge comunitaria 2008. continua »
Cessione di casa e box? L’imposta deve essere unica
L’Agenzia delle Entrate mette ordine nella normativa riguardo le imposte ipocatastali e, al fine di cancellare le difformità di comportamento dei suoi uffici, con la circolare 10/E del 12 marzo, fornisce una direttiva cui adeguarsi: l’imposta di registro va pagata una volta sola e in misura fissa, a prescindere dalle pertinenze interessate da un atto di compravendita.
L’indicazione del Fisco
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Per il Sunia, il sindacato inquilini, l’evasione fiscale in ambito immobiliare riguarderebbe oltre un milione e mezzo di case.
Lo scorso anno dai controlli svolti dalla Guardia di Finanza è emerso che su 2.639 verifiche l’evasione fiscale complessiva ammonterebbe a circa 18 milioni di euro, di cui 13 milioni riguardano gli affitti. Numeri che danno un’idea precisa della grandezza del fenomeno, il quale, non riguarda soltanto i contratti di locazione ma anche i contratti di compravendita immobiliare. L’evasione totale accertata per questi ultimi ammonterebbe a 5,4 milioni di euro. continua »
Il pagamento è ancora dovuto da tutti coloro che possiedono immobili oltre la prima casa, da chi ha case di lusso o abitazioni accatastate come A/1, A/8 e A/9, da chi non abita nell’appartamento anche se non ne possiede altri. Imposta dovuta anche dai residenti all’estero, a meno che il Comune dove ha sede l’immobile non abbia esentato anche questa tipologia di abitazione.
La legge che ha abolito l’Ici e i poteri dei Comuni – Dal giugno 2008 non c’è più obbligo di pagamento dell’Ici solo per chi utilizza direttamente l’immobile che possiede come abitazione principale. In tutti gli altri casi, invece, fa testo solo ed esclusivamente quello che decide il Comune, e ciascun Comune è libero di riconoscere o meno l’esenzione senza che ci si possa appellare ad alcuna normativa nazionale contro questa decisione. continua »
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