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	<title>Consulenza Immobiliare &#187; Osservatorio Urbanistico</title>
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		<title>Piano Casa regione Campania. Obiettivo edilizia sociale</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 10:47:43 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/08/05/piano-casa-regione-campania-obiettivo-edilizia-sociale/"><img class="alignleft size-full wp-image-9934" title="Borsa Immobiliare napoli" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/08/Borsa-Immobiliare-napoli.jpg" alt="" width="220" height="68" /></a> La crisi economica ha avuto un notevole impatto sul settore immobiliare: l&#8217;effetto più evidente è la riduzione del potere di acquisto delle famiglie che si riflette sull&#8217;impossibilità di acquistar casa per una sempre più ampia fascia di popolazione (oltre in particolare a studenti, single e giovani famiglie).<br />Tale tipologia di cittadini da un lato non riesce a proporsi all&#8217;acquisto dell&#8217;abitazione sul libero mercato, dall&#8217;altro non rientra nei programmi per l&#8217;edilizia sovvenzionata a totale carico pubblico e, infine, incontra serie difficoltà anche nel reperire una soddisfacente soluzione abitativa in locazione, in quanto, nel nostro mercato i proprietari nella maggior parte dei casi occupano per se stessi e/o famiglia l&#8217;immobile o lo conservano sfitto a causa dell&#8217;elevato prelievo fiscale o per il timore di non riuscire a liberarlo all&#8217;occorrenza.<span id="more-9933"></span><br />La fascia di incapienti, che non può permettersi né l&#8217;acquisto di una casa, né un affitto a causa dei valori assoluti, che sono ormai prossimi a quelli di uno stipendio, è aumentata, finendo per ricomprendere famiglie che in passato componevano anche il ceto medio, a maggior ragione se mono reddito.<br />Dopo molti anni di trend positivo relativo agli acquisti di appartamenti, che ha portato al 72 per cento la media degli italiani proprietari di casa, con un 50 per cento a Napoli, è iniziata una contrazione degli acquirenti per le crescenti difficoltà di coloro che non sono più in condizione di accedere a mutui e, dunque, si rivolgono al mercato locativo.<br />La riflessione del legislatore e degli amministratori di Enti locali, anche sulla base del confronto internazionale, si è dunque estesa alle modalità di sollecitazione degli investimenti in housing sociale, agli strumenti attivabili, alle tipologie di operatori e agli obiettivi delle politiche abitative, anche in chiave di capacità di sviluppo del territorio.<br />In questo scenario cresce l&#8217;attenzione per le politiche di promozione economica nel settore immobiliare: tra questi i cosiddetti &#8220;Piani casa&#8221;.<br />Il livello di edilizia residenziale sociale in Italia è tra i più bassi d&#8217;Europa.<br />Occorrono, dunque, una serie di strumenti finanziari e urbanistici che consentano di aumentare la capacità di risposta ad un fabbisogno abitativo sempre più complesso, che deve trovare fondamento nel riconoscimento della &#8220;moneta urbanistica&#8221; come funzione di scambio per attrarre capitali a servizio del bene comune, per ottenere casa a basso prezzo.<br />Per rispondere al problema abitativo occorrono risorse importanti e soluzioni urbanistiche &#8220;virtuose&#8221; che i Comuni possano adottare per sollecitare il partenariato pubblico – privato. Le modifiche al Piano Casa, varate recentemente dalla Giunta regionale, sembrano andare in questa direzione. In particolare:</p>
<p>1) per la riqualificazione delle aree urbane degradate, sparisce il termine di 60 giorni perché le amministrazioni comunali, con proprio atto, individuino ambiti la cui trasformazione urbanistica ed edilizia è subordinata alla cessione di appartamenti da destinare all&#8217;edilizia sociale;</p>
<p>2) se non sono disponibili aree da destinare a edilizia residenziale sociale, le amministrazioni comunali, anche in variante agli strumenti urbanistici, potranno individuare aree da utilizzare allo scopo e destinarle in prevalenza a giovani coppie e nuclei familiari con disagio abitativo;</p>
<p>3) i proprietari di case di dimensioni non superiori a tre piani fuori terra, oltre il sottotetto, potranno godere di un ampliamento volumetrico del 20 per cento rispetto all&#8217;esistente.</p>
<p>Le novità proposte rappresentano un valido supporto non solo al rilancio degli investimenti privati, fondamentali in un momento di crisi progressiva della finanza pubblica e di forti tensioni sui conti pubblici statali e regionali, ma anche, e soprattutto, alla riqualificazione del territorio ed alla risoluzione del disagio abitativo, unica via per un concreto sviluppo sociale della società campana.</p>
<p>Clemente m. Del Gaudio<br />presidente Borsa Immobiliare di Napoli</p>
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		<title>I punti sul Piano Casa della Regione Campania</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 10:05:43 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dallo scorso dicembre, la Regione Campania ha previsto una serie di interventi in deroga agli strumenti urbanistici vigenti per rilanciare l&#8217;edilizia.<br /><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/04/25/i-punti-sul-piano-casa-della-regione-campania/"><img class="aligncenter size-full wp-image-9867" title="I punti sul Piano Casa della Regione Campania" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/04/I-punti-sul-Piano-Casa-della-Regione-Campania.jpg" alt="I punti sul Piano Casa della Regione Campania " width="370" height="208" /></a><br />Un Piano casa approvato dall&#8217;ex Consiglio all&#8217;epoca della gestione dell&#8217;ex governatore Antonio Bassolino dal quale restano esclusi gli immobili non accatastati, quelli abusivi o realizzati in difformità del titolo abitativo, collocati all&#8217;interno delle aree a rischio idrogeologico e pericolosità geomorfologia elevata o molto elevata, quelli collocati nella zona rossa a rischio Vesuvio.<br /><span id="more-9866"></span><br />Il provvedimento consente, tra l&#8217;altro, gli aumenti di cubatura entro il 20% sugli edifici esistenti a destinazione residenziale e sulle piccole palazzine fino a mille metri cubi composti al massimo da due piani fuori terra. E&#8217;, inoltre, ammesso l&#8217;aumento fino al 35% della volumetria esistente degli edifici residenziali per gli interventi di demolizione e ricostruzione all&#8217;interno della stessa unità immobiliare catastale e delle pertinenze esterne asservite al fabbricato.</p>
<p>Obbligatorie le tecniche costruttive che garantiscano prestazioni energetico-ambientali e in conformità alle norme tecniche per le costruzioni che regolano l&#8217;attività edilizia in zona sismica. In programma la riqualificazione delle aree urbane degradate per risolvere il problema del disagio abitativo. I Comuni, infatti, possono individuare le zone da destinare alla sostituzione edilizia con aumento volumetrico fino al 50%, zone che la Regione ha l&#8217;obbligo di inserire nella programmazione per l&#8217;edilizia economica e popolare.</p>
<p>Nei lotti superiori ai 15mila metri quadri con la sostituzione edilizia degli immobili esistenti è consentito il cambio di destinazione d&#8217;uso, con l&#8217;obbligo di riservare all&#8217;edilizia sociale una quota non inferiore al 30%. Il cambio di destinazione d&#8217;uso è possibile anche nelle aree produttive dismesse da almeno tre anni.</p>
<p>Le amministrazioni comunali possono individuare aree per le quali la trasformazione urbanistica ed edilizia è subordinata alla cessione da parte dei proprietari di aree o immobili da destinare a edilizia residenziale sociale, in aggiunta alla dotazione minima di spazi pubblici come verde e parcheggi. Alcuni ambiti possono anche essere destinati esclusivamente all&#8217; edilizia residenziale sociale per giovani coppie e a nuclei a basso reddito.</p>
<p>Ammessi gli interventi sugli immobili condonati che risultano come prima casa, a condizione che sia stata rilasciata la concessione in sanatoria o l&#8217;istanza di regolarizzazione sia stata presentata entro i termini previsti dalla normativa statale. Possono, inoltre, essere recuperati i sottotetti. Vietato, invece, realizzare interventi di ampliamento, demolizione e ricostruzione anche sugli edifici di valore storico, culturale e architettonico e nelle aree dichiarate di inedificabilità assoluta. Condizione per la realizzazione degli interventi è l&#8217;accertamento della sicurezza dell&#8217;edificio, da riportare nel fascicolo di fabbricato. Nelle aree ad alto rischio sismico è, infatti, obbligatoria l&#8217;autorizzazione del Genio civile.</p>
<p>fonte: Virgilio</p>
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		<title>Abusivismo edilizio in Campania, decreto per fermare le ruspe</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 09:33:22 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/04/21/abusivismo-edilizio-in-campania-decreto-per-fermare-le-ruspe/"><img class="alignleft size-full wp-image-9833" title="ruspe" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/04/ruspe.jpg" alt="Abusivismo edilizio in Campania, decreto per fermare le ruspe " width="250" height="281" /></a>Un decreto legge per sospendere le procedure di demolizione delle abitazioni abusive in Campania costruite fino al 2003: è quanto sta ipotizzando il Governo in attesa che il nuovo Consiglio regionale legiferi riaprendo i termini del condono edilizio di sette anni fa, i cui effetti furono bloccati sul territorio campano da provvedimenti della Giunta Bassolino, poi però dichiarati illegittimi dalla Corte Costituzionale.</p>
<p>La notizia fa scalpore, in una delle regioni simbolo dei danni prodotti dal cemento selvaggio e nella quale le demolizioni hanno prodotto, negli ultimi mesi, cortei e proteste di piazza da parte di chi invocava uno stop alle ruspe contro i cosiddetti abusi di necessità. <span id="more-9832"></span>A Torre del Greco, in 400 hanno sfilato per chiedere di fermare le demolizioni. Tre mesi fa, a Ischia, il movimento antiruspe si era manifestato anche con tensioni e scontri tra manifestanti e forze dell&#8217;ordine. Ora si profila una soluzione tecnico-politica, strada che vede da tempo tra i suoi fautori Carlo Sarro, senatore del Pdl, il quale aveva proposto in tal senso un emendamento da inserire già nel decreto milleproroghe, testo poi non ammesso dalla Commissione affari Costituzionali. Quell&#8217;emendamento è stato trasformato in una proposta di legge firmata dal senatori del Pdl in Campania. &#8220;Ma in questi giorni &#8211; riferisce Sarro &#8211; il presidente della Regione Caldoro ha sollecitato il governo a una soluzione più veloce rispetto alla via parlamentare&#8221;. Il neo governatore della Campania &#8211; spiega Sarro &#8211; avrebbe &#8220;interloquito con il presidente Berlusconi e con il sottosegretario Letta. Dalle notizie in mio possesso, l&#8217;ipotesi di decreto potrebbe essere in tempi brevi all&#8217;esame del consiglio dei ministri&#8221;. Secondo quanto si è appreso da fonti governative, l&#8217;ipotizzato stop per decreto alle demolizioni di abitazioni abusive sarebbe arrivato sul tavolo del pre-consiglio dei ministri di questa mattina su proposta del ministero delle Infrastutture. Ma i tecnici di alcuni dicasteri &#8211; in particolare dell&#8217;Ambiente e dell&#8217;Interno &#8211; avrebbero espresso alcune riserve, considerando il rischio di vanificare gli effetti delle sentenze penali di condanna a carico di chi costruisce abusivamente. Per questo il testo del decreto al momento non è stato reso noto e la questione potrebbe essere oggetto di altre riunioni. L&#8217;assessore all&#8217;Urbanistica della Provincia di Napoli, Nello Palumbo (Udc), definisce &#8220;condivisibile&#8221; l&#8217;ipotesi del decreto, precisando che i suoi effetti &#8220;non potrebbero assolutamente estendersi alle opere realizzate dopo il 2003&#8243;. Soddisfatto anche Franco Regine (Pd), sindaco di Forio d&#8217;Ischia, tra i leader della protesta istituzionale contro le demolizioni: &#8220;Sarebbe molto positivo attenuare l&#8217;impatto di quello che altrimenti risulterebbe un disastro&#8221;. Sull&#8217;isola sono 600 gli abbattimenti previsti in esecuzione di sentenze penali passate in giudicato, un decimo delle seimila demolizioni previste in tutta la provincia. No comment, per ora, del procuratore aggiunto di Napoli Aldo De Chiara, in prima linea nella lotta al cemento illegale: &#8220;Bisogna prima leggere l&#8217;eventuale provvedimento&#8221;. Si dice incredulo, invece, il leader regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli: &#8220;A questo punto manca solo il condono per gli abusi non ancora commessi. E cosa diranno i proprietari di immobili già demoliti? Bisognerebbe farglieli ricostruire&#8230;&#8221;.</p>
<p>fonte: Ansa</p>
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		<title>Catasto: Accolto il ricorso di Confedilizia dal Tar del Lazio</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 14:37:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Tar del lazio Accogle il ricorso di Confedilizia sul Decentramento delle funzioni catastali ai comuni, ai sensi dell&#8217;articolo 1, comma 197, della legge 27  dicembre 2006, n. 296.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/03/31/catasto-accolto-il-ricorso-di-confedilizia-dal-tar-del-lazio/#more-9733"><img class="alignleft size-full wp-image-9734" title="Catasto: Accolto il ricorso di Confedilizia dal Tar del Lazio" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/03/A5_118.jpg" alt="Catasto: Accolto il ricorso di Confedilizia dal Tar del Lazio" width="220" height="259" /></a>Il Tar del lazio Accogle il ricorso di Confedilizia sul Decentramento delle funzioni catastali ai comuni, ai sensi dell&#8217;articolo 1, comma 197, della legge 27  dicembre 2006, n. 296.</p>
<p>L&#8217; articolo del Prof. Mario Polelli, Ordinario di Estimo Rurale Università degli Studi di Milano e membro della Commissione Censuaria Centrale<span id="more-9733"></span></p>
<p>Per capire l’importanza della sentenza che ha accolto in linea di principio, ma in modo significativo il ricorso presentato dalla Confedilizia al TAR del Lazio, nei confronti del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM del 14 giugno 2007), occorre inquadrare tale sentenza alla luce dell’iter normativo che da tempo tenta di trasferire le procedure e le attività catastali verso gli enti locali.<br />La problematica rientra quindi nel processo di decentramento del catasto iniziato con la legge 59 del 15 marzo 1997, detta Bassanini, che aveva lo scopo di semplificare le procedure amministrative tra cui anche una materia così complessa e articolata come quella catastale. La legge aveva l’obiettivo di ottimizzare il sistema informativo e la fiscalità immobiliare, creando un meccanismo organizzativo attraverso il quale si assicurava che le risorse umane, tecnologiche e infrastrutturali fossero opportunamente pianificate e programmate a livello locale.<br />In tale contesto l’Agenzia del Territorio costituisce l’organismo tecnico che, oltre a custodire la banca dati centrale e periferica (livello regionale e provinciale), svolge un ruolo di controllo e di indirizzo a livello locale.<br />Con il decreto del 31 marzo 1998, n. 112, sono state definite le funzioni da attribuire allo Stato e ai comuni in materia di catasto. Più in particolare ai comuni è stato riconosciuto il ruolo di conservazione, utilizzazione ed aggiornamento dei dati catastali, la revisione degli estimi e del classamento e infine la rilevazione dei consorzi di bonifica e degli oneri consortili gravanti sugli immobili.<br />Allo Stato rimanevano le funzioni di predisporre lo studio e lo sviluppo di linee guida metodologiche e innovative per la classificazione censuaria, l’esecuzione di rilievi e aggiornamenti catastali e la determinazione dei redditi catastali.<br />Allo Stato inoltre veniva attribuito il controllo delle informazioni e il coordinamento per la gestione delle informazioni catastali.<br />In apparenza risultavano sufficientemente chiare le competenze dello Stato e quelle degli enti locali anche attraverso una sperimentazione sul territorio nazionale attuata dall’Agenzia del Territorio in alcuni comuni campione.<br />Successivamente la legge 296 del 27 dicembre 2006 ha ulteriormente modificato alcuni principi del decentramento. In particolare l’art. 66 prevede tra le funzioni conferite agli enti locali quali la conservazione, utilizzazione e aggiornamento degli atti, quelle relative al catasto terreni e al catasto edilizio urbano, nonché la partecipazione al processo di determinazione degli estimi catastali, fermo restando quanto previsto a carico dello Stato, dall’art. 65 del predetto decreto in materia di gestione unitaria e certificata della base dei dati catastali e dei flussi di aggiornamento delle informazioni e del coordinamento operativo.<br />L’art. 1, commi 194-200 della legge 296/2006 prevedeva l’emanazione di uno o più decreti del presidente del Consiglio, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze adottata previa intesa tra l’Agenzia del Territorio e l’ANCI.<br />Proprio in questo contesto è stato inquadrato il protocollo d’intesa tra l’Agenzia del Territorio e l’ANCi siglato il 4 giugno 2007 e recepito appunto dal DPCM del 14 giugno 2007. Con la suddetta norma si spostava ulteriormente l’attribuzione delle funzioni catastali verso gli enti locali, riconoscendo loro di fatto una gestione diretta autonoma del catasto sia sotto forma individuale che associativa (unioni di comuni, Comunità montane e altre forme associative).<br />All’Agenzia del Territorio veniva attribuito un ruolo di garanzia e dei processi di aggiornamento della banca dati catastale, nonché il miglioramento della qualità dell’informazione più altre funzioni piuttosto generiche.<br />Appare del tutto evidente che senza precise direttive e supporto di infrastrutture adeguate e di personale opportunamente aggiornato, gli enti locali non sono in grado di gestire autonomamente il sistema catastale così come previsto dal decreto del 2007. Il tentativo, attraverso il protocollo di supplire a tali carenze individuando precisi criteri e modalità appare il punto debole dell’accordo tra Agenzia del Territorio e ANCI.<br />Occorre quindi ripensare ad un sistema di controllo statale diverso attraverso linee guida, così come suggerito dalla sentenza del TAR, che in stretta collaborazione con l’Agenzia del Territorio consentano agli enti locali, che hanno le strutture idonee, di gestire le operazioni catastali sotto forma individuale e per i piccoli comuni in forma associativa.<br />Tali linee guida non possono che essere modulate e organizzate dalla Commissione Censuaria Centrale, di nomina del Ministro delle Finanze, unica struttura che ha tradizione e titoli per svolgere questo compito.<br />Tale Commissione è di nuovo operativa a partire proprio dall’inizio di marzo 2010, in quanto ripristinata, dopo oltre un anno e mezzo di blocco e riattivata nel recente decreto “mille proroghe”.<br />Mario Polelli*</p>
<p>*Ordinario di Estimo Rurale Università degli Studi di Milano e membro della Commissione Censuaria Centrale</p>
<p>Fonte:<a href=" http://instat.wordpress.com/2010/03/31/articolo-del-prof-mario-polelli-ordinario-di-estimo-rurale-universita-degli-studi-di-milano-e-membro-della-commissione-censuaria-centrale/"> Instat</a> (Istituto Nazionale di Studio e di Tutela dell&#8217;Ambiente e del Territorio)</p>
<p> </p>
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		<title>Piano Casa: Parzialmente incostituzionale</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 12:08:07 +0000</pubDate>
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Contro gli art. 11 e 13 del decreto avevano fatto ricorso alla Corte Costituzionale 12 Regioni: Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Liguria, Umbria, Toscana, Puglia, Campania, Valle d&#8217;Aosta, Sicilia, Lazio e Toscana. Non tutte le Regioni, però, avevano sollevato gli stessi aspetti di incostituzionalità. E non tutte hanno impugnato entrambi gli articoli.
La sentenza della Corte sottolinea che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/03/27/piano-casa-parzialmente-incostituzionale/"><img class="aligncenter size-full wp-image-9717" title="Piano_Casa" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/03/Piano_Casa.jpg" alt="Piano Casa: Parzialmente incostituzionale " width="350" height="300" /></a></p>
<p>Contro gli art. 11 e 13 del decreto avevano fatto ricorso alla Corte Costituzionale 12 Regioni: Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Liguria, Umbria, Toscana, Puglia, Campania, Valle d&#8217;Aosta, Sicilia, Lazio e Toscana. Non tutte le Regioni, però, avevano sollevato gli stessi aspetti di incostituzionalità. E non tutte hanno impugnato entrambi gli articoli.<span id="more-9716"></span></p>
<p>La sentenza della Corte sottolinea che, per quanto riguarda l&#8217;art. 11 della legge, non può essere ammessa la censura integrale del testo, ma solo di commi specifici, anche sulla scorta di quanto previsto da precedenti sentenze in materia. La Consulta, per esempio, ha giudicato infondate le questioni di legittimità sul comma 1, ritenendo che la previsione di una piano nazionale di edilizia abitativa ricada nel &#8216;governo del territorio&#8217; e si inserisca nelle competenze dello Stato. Anche i rilievi mossi al comma 2 non sono state accolti: questa parte della normativa individua i destinatari degli interventi (famiglie a basso reddito, giovani coppie, anziani, ecc.). La Corte ha giudicato non fondati sotto il profilo della legittimità costituzionale anche le questione sollevate sui commi n. 5, 8, 9 dell&#8217;art. 11. Inoltre il ricorso del Lazio è stato giudicato inammissibile perché notificato oltre i termini prescritti, mentre per la questione promossa dalla Regione Toscana la Consulta rileva che è cessata la materia del contendere, superata in fase di conversione in legge del decreto.</p>
<p>fonte: Ansa</p>
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		<title>Emergenza abitativa nella Regione Campania</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 13:02:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roberta Regnano, intervista Marcello D&#8217;Aponte(foto), assessore al patrimonio del Comune di Napoli
Creazione di nuovi alloggi a canone agevolato e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Ma non solo. Costruzione di alberghi, realizzazione di residenze studentesche e sperimentazione di progetti di cohousing , è la ricetta di Marcello D&#8217;Aponte, assessore al patrimonio del Comune di Napoli, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roberta Regnano, intervista Marcello D&#8217;Aponte(foto), assessore al patrimonio del Comune di Napoli</p>
<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/03/25/emergenza-abitativa-nella-regione-campania/"><img class="alignleft size-full wp-image-9704" title="Marcello D'Aponte" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/03/Marcello-DAponte.jpg" alt="" width="200" height="154" /></a>Creazione di nuovi alloggi a canone agevolato e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Ma non solo. Costruzione di alberghi, realizzazione di residenze studentesche e sperimentazione di progetti di cohousing , è la ricetta di Marcello D&#8217;Aponte, assessore al patrimonio del Comune di Napoli, per far fronte all&#8217;emergenza abitativa della Regione Campania.</p>
<p>Quali sono i programmi del Comune di Napoli per l&#8217;edilizia residenziale pubblica?<br /><span id="more-9703"></span><br />Intendiamo costruire nuove residenze a canoni agevolati per andare incontro alle esigenze delle fasce più deboli. Unitamente a questo abbiamo attivato un processo di riqualificazione e di dismissione che riguarda sia il patrimonio storico, sia gli edifici costruiti negli anni cinquanta e sessanta. Inoltre, dalla vendita dell&#8217;Erp (edilizia residenziale pubblica), un terzo delle risorse vanno al Comune, mentre due terzi devono essere reinvestiti in nuova edilizia residenziale pubblica.</p>
<p>L&#8217;amministrazione comunale intende attivare dei bandi?</p>
<p>Lo sorso 25 febbraio è scaduto un progetto finalizzato a favorire l&#8217;autonomia abitativa dei giovani in città. Il Comune di Napoli, attraverso la sinergia degli Assessorati alle Politiche Giovanili e al Patrimonio e con il finanziamento del Ministero per la Gioventù, ha cercato di fornire una risposta innovativa e congrua alle necessità crescenti dei giovani ai quali viene dato oggi un contributo concreto per poter accedere al mercato degli alloggi L&#8217;iniziativa, si rivolge a giovani che intendono avviare un processo di emancipazione dalla famiglia di origine in età compresa tra i 18 ed i 35 anni, per i quali è previsto un contributo di 2.000 euro annui e non potrà superare l&#8217;ammontare del canone di locazione.</p>
<p>Quanti i fondi a disposizione?</p>
<p>Sono stati stanziati complessivamente 1,150 milioni di euro, dei quali 750.000 per il bando del 2010 e 400.000 euro per i successivi interventi, finanziati con i fondi del Ministero per la Gioventù per progetti in favore dell&#8217;autonomia abitativa nelle città metropolitane.</p>
<p>Per il futuro?</p>
<p>Sto lavorando sulla possibile riapertura del bando per l&#8217;assegnazione Erp bloccato nel 1995, erano quattro le fasce destinatarie della misura, l&#8217;obiettivo sarebbe quello di ampliare i destinatari dell&#8217;agevolazione.</p>
<p>Come il Comune intende procedere vista la temporanea assenza del Piano Casa?</p>
<p>Abbiamo un ottimo piano regolatore che consente di individuare gli spazi, gli ambiti e gli interventi da realizzare. Vorrei precisare però, che è improprio parlare di Piano Casa, perché la legge regionale 19/2009 è un piano di edilizia più ampio. La legge regionale ha lasciato ai Comuni sessanta giorni per fissare limiti o estensioni connessi con le specificità territoriali, rendendo possibile la presentazione delle domande a partire dal primo marzo. Ma gli enti locali, chiedono di poter deliberare con maggiore tranquillità su questioni delicate come gli interventi straordinari di ampliamento e riqualificazione.</p>
<p>Come saranno tutelati gli assegnatari degli alloggi rispetto agli abusivi?</p>
<p>Il controllo non può essere una responsabilità solo dell&#8217;amministrazione comunale, ma anche le forze dell&#8217;ordine devono dare il loro contributo. Infatti, intendiamo ricostituire il Nucleo Operativo di Tutela degli Immobili dei vigili urbani, inattivo da alcuni anni a causa di episodi di corruzione, per questo pensiamo di far ruotare il personale ogni sei mesi.</p>
<p>In che modo il Comune pensa di incassare gli affitti dell&#8217;edilizia pubblica residenziale, viste le difficoltà dei tempi passati?</p>
<p>Ci siamo premuniti attivando un processo di recupero delle morosità attraverso un piano di rateizzazione, che prevede 120 mesi per i locali ad uso abitativo e 60 mesi invece, per i locali commerciali.</p>
<p>fonte : il denaro</p>
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		<title>Il Piano Casa. Positivo ma incompleto</title>
		<link>http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/03/23/il-piano-casa-positivo-ma-incompleto/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 19:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>costa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo il commento di Roberto Tricarico, delegato ANCI per le Politiche abitative, in merito al varo, da parte dei Ministeri del Tesoro e delle Infrastrutture, del  Piano Casa.
Nel sottolineare che il lavoro della SGR &#8216;&#8217;sara&#8217; prezioso per dare ossigeno finanziario alle migliori iniziative che il territorio riuscira&#8217; a proporre&#8221;, Tricarico ricorda che &#8221;l&#8217;ANCI e&#8217; in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/03/23/il-piano-casa-positivo-ma-incompleto/"><img class="alignleft size-full wp-image-9694" title="Piano Casa: Positivo ma incompleto " src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/03/100020.jpg" alt="Piano Casa: Positivo ma incompleto " width="250" height="184" /></a>Questo il commento di Roberto Tricarico, delegato ANCI per le Politiche abitative, in merito al varo, da parte dei Ministeri del Tesoro e delle Infrastrutture, del  Piano Casa.</p>
<p>Nel sottolineare che il lavoro della SGR &#8216;&#8217;sara&#8217; prezioso per dare ossigeno finanziario alle migliori iniziative che il territorio riuscira&#8217; a proporre&#8221;, Tricarico ricorda che &#8221;l&#8217;ANCI e&#8217; in prima linea per sostenere i Comuni nella definizione dei progetti e delle procedure amministrative necessarie alla buona riuscita dei progetti di housing sociale&#8221;.<span id="more-9693"></span> &#8221;Ma tutto questo &#8211; ha aggiunto &#8211; non basta. Al Piano varato oggi e&#8217; infatti necessario che si affianchi la riforma del mercato privato della locazione che, con incentivi ai proprietari e contributi agli inquilini, riduca il peso del canone sul reddito degli italiani. Ricordo infatti che oltre il 60% dello stipendio e&#8217; oggi mangiato dalle spese per la abitazione, al punto da aver portato la morosita&#8217; al 90% come causa del totale degli sfratti. I quattro milioni di italiani che vivono in affitto, cosi&#8217; come i proprietari &#8211; prosegue Tricarico &#8211; meritano una riforma fiscale che favorisca l&#8217;incontro fra la domanda e l&#8217;offerta nel mercato privato della locazione: riforma che il Governo ha piu&#8217; volte annunciato e mai realizzato. Che fine ha fatto la cosiddetta cedolare secca?&#8221;.</p>
<p>&#8221;Ma non basta &#8211; incalza il rappresentante ANCI -. Cosa rispondiamo alle 650.000 famiglie in attesa di assegnazione di una casa popolare a fronte di un investimento che lo scorso anno ha portato alla costruzione di soli 1.900 alloggi sull&#8217;intero territorio nazionale? Chiediamo di essere ricevuti dal Governo, come richiesto nella terza Conferenza nazionale sulla casa organizzata dall&#8217;ANCI a Venezia il mese scorso, assieme agli operatori del settore, ai sindacati degli inquilini ed alle associazioni delle proprieta&#8217;, per presentare le nostre proposte, vero volano per il rilancio del mercato dell&#8217;affitto in Italia&#8221;.</p>
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		<title>Ristrutturazioni più facili, la Dia non serve più</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 11:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sostituire gli impianti o i servizi sanitari, rifare i pavimenti, installare i pannelli solari: tutti interventi più semplici da ora in poi e anche meno cari. Il governo, con il decreto sugli incentivi varato venerdì 19 marzo, ha infatti deciso anche di abolire la Dia per tutti gli interventi che non riguardano le parti strutturali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/03/21/ristrutturazioni-piu-facili-la-dia-non-serve-piu/"><img class="alignleft size-full wp-image-9682" title="Ristrutturazioni la Dia non serve  " src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/03/lavori-di-ristrutturazione.jpg" alt="Ristrutturazioni la Dia non serve" width="250" height="226" /></a>Sostituire gli impianti o i servizi sanitari, rifare i pavimenti, installare i pannelli solari: tutti interventi più semplici da ora in poi e anche meno cari. Il governo, con il decreto sugli incentivi varato venerdì 19 marzo, ha infatti deciso anche di abolire la Dia per tutti gli interventi che non riguardano le parti strutturali delle abitazioni, e per quelli volti al risparmio energetico.</p>
<p>Niente più attese e nessun obbligo di ricorrere ad un tecnico &#8211; Un intervento, quello del governo, motivato con la necessità di accelerare per gli interventi previsti dal piano casa, esclusi quelli che riguardano l&#8217;ampliamento degli immobili. <span id="more-9681"></span>A meno che non ci siano vincoli specifici a livello regionale, quindi, vengono totalmente liberalizzati gli interventi in caso, a patto che, però, non si modifichi la struttura interna dell&#8217;appartamento. Questo comporta un deciso risparmio dei costi, perché non è più necessario ricorrere ad un tecnico per il progetto e per la firma sulla Dia.<br />Gli interventi liberalizzati &#8211; Le norme sono operative fin da subito, dato che si tratta di un decreto legge destinato ad entrare in vigore non appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Tra gli interventi per i quali non occorre più la comunicazione preventiva al comune ci sono tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, e quelli relativi all&#8217;eliminazione delle di barriere architettoniche. Salvo casi particolari, quali ad esempio l&#8217;installazione di un ascensore esterno al palazzo, predisporre scivoli e monta scale o ascensori interni richiede, quindi, assai meno tempo. Analogo discorso per l&#8217;installazione di pannelli fotovoltaici e per i pannelli solari termici, per i quali non occorre attendere i 30 giorni di scadenza della Dia. Installazione libera anche per le aree ludiche senza fini di lucro, compresi, quindi, i giochi per bambini, e per le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, come, ad esempio il rifacimento della la pavimentazione dei cortili condominiali.</p>
<p>Per i controlli comunicazioni dalle ditte &#8211; Questo nuovo sistema, però, non dovrebbe diminuire i controlli dei Comuni sulla correttezza degli interventi effettuati e sulla sicurezza dei cantieri di lavoro. E&#8217; prevista, infatti, una comunicazione telematica sui lavori che si stanno eseguendo, comunicazione che sarà a cura dell&#8217;impresa alla quale è affidato il lavoro.<br />Antonella Donati</p>
<p>fonte: la repubblica</p>
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		<title>Il governo accellera sul piano casa.</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 15:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>costa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto incentivi che prevede un pacchetto di misure a sostegno dell&#8217;economia per 420 milioni.Nel dl e&#8217; stata inserita una norma per velocizzare il &#8216;piano casa&#8217;. Per &#8220;interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria&#8221;, ha spiegato il presidente Berlusconi, non sarà più necessario chiedere l&#8217;autorizzazione al Comune, ma basterà &#8220;indicare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/03/20/il-governo-accellera-sul-piano-casa/"><img class="alignleft size-full wp-image-9675" title="Il governo accellera sul piano casa." src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/03/case_popolari_medium-4a685ddeb4b25.jpg" alt="Il governo accellera sul piano casa." width="250" height="147" /></a>Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto incentivi che prevede un pacchetto di misure a sostegno dell&#8217;economia per 420 milioni.<br />Nel dl e&#8217; stata inserita una norma per velocizzare il &#8216;piano casa&#8217;. Per &#8220;interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria&#8221;, ha spiegato il presidente Berlusconi, non sarà più necessario chiedere l&#8217;autorizzazione al Comune, ma basterà &#8220;indicare la ditta che effettuerà gli interventi&#8221;.<span id="more-9674"></span> Potranno essere eseguiti &#8211; afferma il presidente del Consiglio &#8211; tutti gli interventi di manutenzione ordinaria nelle case e gli interventi di natura straordinaria che non riguardino parti strutturali dell&#8217;edificio e l&#8217;aumento dei parametri urbanistici&#8221;.</p>
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		<title>Piano casa regione Campania, a Napoli il sindaco blinda il Prg</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 12:23:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Iervolino : La legge andrà applicata tenendo conto del piano regolatore
Il giorno dopo la mancata proroga regionale per l&#8217;approvazione del Piano Casa da parte dei Comuni, a Palazzo San Giacomo si cerca di correre ai ripari rispetto a una normativa, quella approvata a suo tempo dalla Regione, meno stringente rispetto a quella che il sindaco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Iervolino : La legge andrà applicata tenendo conto del piano regolatore</strong></p>
<div id="attachment_9618" class="wp-caption aligncenter" style="width: 390px"><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/03/04/piano-casa-regione-campania-a-napoli-il-sindaco-blinda-il-prg/"><img class="size-full wp-image-9618" title="napolimotus 025" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/03/napolimotus-025.jpg" alt="Napoli panorama " width="380" height="285" /></a><p class="wp-caption-text">Napoli panorama </p></div>
<p>Il giorno dopo la mancata proroga regionale per l&#8217;approvazione del Piano Casa da parte dei Comuni, a Palazzo San Giacomo si cerca di correre ai ripari rispetto a una normativa, quella approvata a suo tempo dalla Regione, meno stringente rispetto a quella che il sindaco Rosa Russo Iervolino e la sua giunta avevano varato con una delibera che individuava aree ben precise sulle quali si poteva intervenire. &#8220;La legge sul Piano Casa &#8211; afferma ieri Iervolino &#8211; dovrà essere attuata tenendo conto che esiste un Piano regolatore della città che resta per noi un punto irrinunciabile&#8221;.<span id="more-9615"></span></p>
<p>I pericoli per la città derivanti dalla mancata approvazione in Consiglio comunale del Piano casa li aveva evidenziati a botta calda due giorni fa Tino Santangelo (che in verità li aveva definiti &#8220;danni irreparabili&#8221;): &#8220;Si rischia &#8211; aveva detto il viecsindaco &#8211; di lasciare nelle mani della speculazione le poche aree pregiate ancora esistenti in città; si impedisce la rapida trasformazione urbanistica di ambiti degradati meritevoli di recupero ed infine riduce enormemente la possibilità di produrre edilizia residenziale sociale ed edilizia residenziale pubblica&#8221;. Santangelo aveva concluso con una promessa: &#8220;Vigileremo, non si illudano, faremo rispettare il Prg&#8221;.</p>
<p>Una posizione ribadita ieri anche dal sindaco Rosa Russo Iervolino:?&#8221;Ci sono una legge nazionale e una regionale sul piano casa e il Comune dovrà attuarle al meglio. La legge sul piano casa &#8211; dichiara il sindaco &#8211; dovrà essere attuata tenendo conto che esiste un Piano regolatore che per noi resta un punto irrinunciabile&#8221;.</p>
<p>Scende in campo anche il governatore Antonio Bassolino: &#8220;Sarebbe stato meglio se si fosse arrivati a una suddivisione in zone &#8211; dice &#8211; e sarebbe stato meglio se il Consiglio regionale avesse approvato una proroga&#8221; , in modo da consentire ai Comuni di adottare proprie norme attuative. La proroga però non è arrivata perché in Consiglio regionale è mancato il numero legale. A chi gli chiede ora cosa può succedere, Bassolino risponde: &#8220;La legge sul piano casa c&#8217;è &#8211; afferma -. Io sono fiducioso che il Comune, dotato di un ottimo piano regolatore, sarà in grado di evitare rischi in alcune zone delicate della città&#8221;.</p>
<p>Se il piano casa, precisa poi, sarà portato avanti &#8220;di intesa con le forze sociali e sindacali&#8221;, allora non si correranno rischi. Dalla Provincia, invece, arrivano accuse a Comune e Regione.<br />
&#8220;E&#8217; gravissimo &#8211; afferma il presidente del Consiglio provinciale Luigi Rispoli &#8211; che questo Consiglio regionale abbia concluso la sua triste esperienza non concedendo la proroga. Questo, in particolare a Napoli, espone il territorio a un saccheggio indiscriminato senza alcuna garanzia di fornire risposte sul fronte del disagio abitativo. Del resto &#8211; ha continuato Rispoli &#8211; anche il Consiglio comunale di Napoli ha enormi responsabilità per non avere approvato il provvedimento che dava il via libera all&#8217;attuazione del Piano elaborato dalla Giunta. Piano sul quale molto ci sarebbe da eccepire ma che comunque era meglio del nulla di oggi. Lo scenario che si apre ora &#8211; conclude Rispoli &#8211; desta enormi preoccupazioni soprattutto per le mire di eventuali speculatori&#8221;.</p>
<p>La pensa così anche il capogruppo del Pdl in consiglio comunale, Carlo Lamura: &#8220;La Regione &#8211; dice &#8211; ha imposto, inspiegabilmente, termini di approvazione troppo stringenti ai comuni , mentre la giunta Iervolino è responsabile del &#8216;flop&#8217; in Consiglio Comunale con ben tre sedute andate a vuoto o revocate all&#8217;ultimo istante.</p>
<p>fonte: il denaro</p>
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