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	<title>Consulenza Immobiliare &#187; Redazione</title>
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	<description>fatti e misfatti del mercato immobiliare napoletano</description>
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		<title>Eco incentivi per l&#8217;acquisto della prima casa</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 10:11:09 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/04/03/eco-incentivi-per-lacquisto-della-prima-casa/"><img class="alignleft size-full wp-image-9753" title="Eco incentivi per l'acquisto della casa " src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/04/foto_sorgenia_efficienza_domestica.jpg" alt="Eco incentivi per l'acquisto della casa " width="250" height="250" /></a>Il decreto incentivi destina complessivamente 60 milioni di euro quale contributo per l&#8217;acquisto di immobili ad alta efficienza energetica. Si tratta del contributo di: &#8211; 83 euro per metro quadrato di superficie utile acquistato, con un massimo di 5mila euro (e quindi il contributo finanzia l&#8217;acquisto dei primi 60 metri quadrati), per «l&#8217;acquisto di immobili di nuova costruzione, come prima abitazione della famiglia, con fabbisogno di energia primaria migliore almeno del 30% rispetto ai valori di cui all&#8217;allegato C, n. 1, della Tabella 1.3 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192»; &#8211; 116 euro per metro quadrato di superficie utile acquistato, con un massimo di 7mila euro (e quindi anche qui il contributo finanzia l&#8217;acquisto dei primi 60 metri quadrati), per «l&#8217;acquisto di immobile con fabbisogno di energia primaria migliore almeno del 50% rispetto ai valori» di cui al predetto allegato C. <span id="more-9752"></span>Scendendo nel dettaglio, va innanzitutto notato che il contributo è concesso «per l&#8217;acquisto di immobili di nuova costruzione, come prima abitazione della famiglia». L&#8217;utilizzo del concetto di immobile «di nuova costruzione», anche se non azzeccatissimo, non dovrebbe però dar luogo a eccessivi problemi, in quanto: a)si tratta, evidentemente, dell&#8217;immobile che venga acquistato senza esser stato utilizzato da nessuno dopo la sua costruzione: quindi per immobile «di nuova costruzione» si intende, probabilmente, sia un immobile recentemente finito di costruire sia un immobile di vecchia costruzione ma che sia rimasto invenduto per lungo tempo, senza mai esser stato usato da nessuno (se si trattasse invece di un immobile concesso in uso dal costruttore a soggetti diversi dall&#8217;acquirente, in attesa di essere ceduto a quest&#8217;ultimo, si dovrebbe essere al di fuori del perimetro di applicazione del contributo; b)è probabilmente da ritenere «di nuova costruzione» anche un edificio venduto dopo esser stato oggetto di ristrutturazione o, a maggior ragione, di riedificazione dopo la demolizione di una preesistente struttura: al riguardo si veda il dossier pubblicato sul «Sole-24 Ore» del 29 marzo, con la possibilità di cumulare il beneficicio del 36% sulle spese; al di fuori del campo di applicazione del contributo in esame dovrebbero invece restare fuori gli edifici ceduti dopo esser stati oggetto di lavori &#8220;minori&#8221;, quali quelli di manutenzione, ordinaria e straordinaria, di restauro e di &#8220;risanamento conservativo&#8221;. Denso di problemi interpretativi appare il riferimento che la legge opera all&#8217;acquisto effettuato «come prima abitazione della famiglia». Se è chiaro infatti che oggetto del contributo è l&#8217;acquisto di «abitazioni», e quindi di nessun altra tipologia immobiliare diversa da quella abitativa, non è ben chiaro il riferimento alla «prima abitazione della famiglia». Infatti, di solito si parla di «prima casa» e non di «prima abitazione»; inoltre, il concetto di «prima casa» è, di solito, riferito al soggetto acquirente, e non alla sua famiglia. L&#8217;unica interpretazione plausibile pare dunque quella di ritenere la norma in esame riferita, sia pure tecnicamente, al concetto di acquisto agevolato ai sensi della Nota II-bis della Tariffa, parte prima, annessa al Dpr 131/86), che reca appunto i presupposti per effettuare l&#8217;acquisto di abitazioni con la cosiddetta agevolazione prima casa, che consente l&#8217;abbattimento delle aliquote dell&#8217;Iva e dell&#8217;imposta di registro rispettivamente al 4 e al 3 per cento e la riduzione delle imposte ipotecaria e catastale a lla misura fissa. Occorre poi notare che il concetto di &#8220;acquisto&#8221; effettuato &#8220;come prima abitazione della famiglia&#8221; è usato nel testo del decreto con riferimento al contributo di 83 euro e non ripetuto per il contributo di 116 euro. Ebbene, delle due l&#8217;una: o si tratta di una svista (cosicch é l in entrambi i casi deve ritenersi necessario il presupposto dell&#8217;acquisto della &#8220;prima casa&#8221;) o si tratta di un effetto voluto, con il risultato di beneficiare: &#8211; con un contributo inferiore, l&#8217;acquisto della &#8220;prima casa&#8221; a minor efficienza energetica; &#8211; lcon un contributo superiore, l&#8217;acquisto di una qualsiasi casa, perché di maggior efficienza energetica. Va inoltre osservato che la normativa in esame attribuisce il contributo all&#8217;acquisto del « lmetro quadrato di superficie utile » l. Ora, quanto al concetto di &#8220;superficie utile&#8221; occorre sottolineare che: a) lessa di certo non è, anzitutto, la cosiddetta «superficie catastale» e cioè quella risultante dal calcolo di cui all&#8217;allegato C del Dpr 138/98, da effettuarsi per l&#8217;attribuzione della rendita catastale; b) lcon il concetto di «superficie utile», di solito, nel gergo commerciale, si allude semplicemente alla superficie di calpestio (e quindi &#8220;al netto&#8221; dei muri, sia interni che perimetrali); c) lcon una riflessione dotata di maggiore tecnicità, va però notato che, ad esempio, negli articoli 5 e 6 del Dm del 2 agosto 1969 (recante le caratteristiche delle abitazioni &#8220;di lusso&#8221;), vengono esclusi dal computo della &#8220;superficie utile&#8221; «i balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e posti macchine»; che nella legislazione per l&#8217;edilizia residenziale pubblica, e precisamente nell&#8217;articolo 1 del Dm. 26 aprile 1991, e nell&#8217;articolo 6 del Dm del 5 agosto 1994, si sancisce che si intende «per superficie utile abitabile la superficie di pavimento degli alloggi misurata al netto dei muri perimetrali e di quelli interni, delle soglie di passaggio da un vano all&#8217;altro e degli sguinci di porte e finestre»; e che infine nell&#8217;articolo 3 del Dm del 10 maggio 1977 è disposto che «per superficie utile abitabile si intende la superficie di pavimento degli alloggi misurata al netto di murature, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e finestre, di eventuali scale interne, di logge e balconi». d) lin presenza di pertinenze, la superficie utile da considerare è solo quella del bene principale, e quindi al netto della superficie della pertinenza, come si desume dai predetti articoli 5 e 6 del Dm del 2 agosto 1969. Chi potrà dunque beneficiare del contributo? La norma in questione ammette al contributo (il cui beneficio potrà essere goduto anche da chi possa contemporaneamente approfittare delle detrazioni del 36% per acquisto di immobile da impresa che lo ha ristrutturato) chi abbia stipulato il contratto preliminare con atto di data certa posteriore all&#8217;entrata in vigore del decreto attuativo e stipuli il contratto definitivo non oltre il 31 dicembre 2010. In altri termini, dovrebbe restare escluso chi abbia già stipulato il contratto preliminare prima dell&#8217;entrata in vigore del decreto, pur se stipuli il rogito entro il 31 dicembre prossimo. Le formalità da compiere saranno le seguenti: a) lventi giorni prima della stipula del rogito di compravendita, il venditore, che deve già essere in possesso dell&#8217; attestato di certificazione energetica, deve curare la pratica di &#8220;prenotazione della misura&#8221; (con ciò il decreto pare alludere alla prenotazione del contributo) presso l&#8217; «organismo» di cui al Dm (probabilmente le Poste); b) lla &#8220;stessa&#8221; (dovrebbe trattarsi della predetta &#8220;misura&#8221; o della sua &#8220;prenotazione&#8221;) deve essere &#8220;confermata&#8221; nel rogito; c) lal rogito va obbligatoriamente allegato l&#8217;attestato di certificazione energetica dell&#8217;appartamento; d) lentro 45 giorni dal rogito, l&#8217;acquirente deve trasmettere alle Poste la copia autentica del rogito munita degli estremi di registrazione. Dovrebbe conseguirne che l&#8217;acquirente corrisponde al venditore un prezzo decurtato dell&#8217;importo del contributo; e che le Poste accreditano al venditore l&#8217;importo del contributo, una volta verificata la conclusione dell&#8217;iter procedimentale sopra descritto e la sussistenza dei presupposti per la concessione del contributo.<br /> <strong><br />Le linee guida</strong></p>
<p>I requisiti</p>
<p>La casa deve avere un fabbisogno di energia primaria migliore almeno del 30% o del 50% rispetto ai valori di cui all&#8217;allegato C, n. 1, della</p>
<p>Tabella 1.3 del Dlgs 192/2005» (classe energetica A e B).</p>
<p>Si deve trattare, di fatto, di «prima casa» ai sensi della Tariffa parte I, articolo 1, nota II bis del Dpr 131/86: deve essere ubicata nel comune di residenza o dove ci si trasferirà entro 18 mesi; l&#8217;acquirente non deve possedere altre case comprate con la stessa agevolazione, neanche in quota, e comunque non può possedere altre abitazioni nello stesso comune.</p>
<p>L&#8217;immobile deve essere di nuova costruzione, quindi senza essere stato utilizzato da nessuno dopo la sua edificazione; probabilmente rientrano nel beneficio anche gli edifici venduti dopo essere stati ristrutturati dalla stessa impresa venditrice (e in questo caso ci sarebbe anche la detrazione del 36% sul 25% del prezzo) e, a maggior ragione, gli edifici riedificati dopo la demolizione di una preesistente struttura<br /> <strong><br />La procedura</strong></p>
<p>Venti giorni prima della stipula del rogito di compravendita, il venditore, che deve già essere in possesso dell&#8217;attestato di certificazione energetica, deve curare la pratica di &#8220;prenotazione della misura&#8221;.</p>
<p>La &#8220;prenotazione&#8221; deve essere &#8220;confermata&#8221; nel rogito.</p>
<p>Al rogito va obbligatoriamente allegato l&#8217;attestato di certificazione energetica dell&#8217;appartamento.</p>
<p>Entro 45 giorni dal rogito, l&#8217;acquirente deve trasmettere alle Poste la copia autentica del rogito munita degli estremi di registrazione.</p>
<p>L&#8217;acquirente paga un prezzo scontato dell&#8217;importo del contributo e le Poste accreditano al venditore l&#8217;importo del contributo, una volta verificata la conclusione dell&#8217;iter procedimentale e la sussistenza dei presupposti.<br />Angelo Busani</p>
<p>fonte: il sole 24 ore</p>
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		<title>Mercato immobiliare napoletano. Ripartire dalle periferie</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 11:42:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prioritario valorizzare queste zone come luoghi di un&#8217;esistenza qualificata
Il blocco del settore immobiliare in Italia è avvenuto tra la fine del 2007 e la metà del 2008, con il calo sensibile delle compravendite a fine 2008 ha registrato un secco meno 20 per cento.
Nel 2009 la situazione è parzialmente rimasta immutata pur registrando un&#8217;ulteriore calo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prioritario valorizzare queste zone come luoghi di un&#8217;esistenza qualificata</strong></p>
<div id="attachment_9583" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/02/23/mercato-immobiliare-napoletano-ripartire-dalle-periferie/"><img class="size-full wp-image-9583" title="Mercato immobiliare napoletano. Ripartire dalle periferie" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/02/mario-sironi-periferia-copia.jpg" alt="Mercato immobiliare napoletano. Ripartire dalle periferie" width="250" height="189" /></a><p class="wp-caption-text">Mercato immobiliare napoletano. Ripartire dalle periferie</p></div>
<p>Il blocco del settore immobiliare in Italia è avvenuto tra la fine del 2007 e la metà del 2008, con il calo sensibile delle compravendite a fine 2008 ha registrato un secco meno 20 per cento.<br />
Nel 2009 la situazione è parzialmente rimasta immutata pur registrando un&#8217;ulteriore calo sia del numero delle compravendita che dei tempi di attesa per la conclusione di una transazione.<br />
Per gli operatori del settore il 2010 non si presenta con migliori auspici anche se prevale un cauto ottimismo. Molto dipende anche dal recepimento legislativo della direttiva europea sui servizi, la famosa direttiva bolkestein del 2006 sulle liberalizzazioni.<span id="more-9582"></span><br />
La preoccupazione degli operatori è che si possa abolire il ruolo degli agenti immobiliari tenuto dalle camere di commercio e, conseguentemente, stravolgere l&#8217;impianto della legge 39/89 modificando, anzi eliminando di fatto, i requisiti tuttora esistenti per l&#8217;accesso al ruolo e quindi alla professione, lasciando il settore in balìa dell&#8217;improvvisazione e dell&#8217;incompetenza.<br />
Se ciò accadesse non esclude per il 2010 un ulteriore aggravamento della crisi. Ma questa non è l&#8217;unica preocupazione che affligge gli operatori immobiliari.<br />
La conformazione urbanistica di Napoli che conserva gli elementi di tutto il suo straordinario percorso storico ricco di eventi. La città, il cui sviluppo è avvenuto in maniera assolutamente eterogeneo, per motivi di carattere territoriale, politico, sociale ed economico non presenta più un unico centro, semicentro e periferia, come le altre città italiane, ma in sé racchiude più centri, semicentri e periferie, che si irradiano dal mare alla collina.<br />
Una crisi che sembra non avere fine che coinvolge soprattutto le periferie napoletane, malgrado il massiccio intervento di costruzione che dal secondo dopoguerra ha trasformato l&#8217;immagine del territorio e la sua trama insediativa, non presentano interdipendenza o connessione con i relativi centri.<br />
&#8220;L&#8217;opposizione centro-periferia, che da anni ormai caratterizza la città di Napoli, continua purtroppo ad associare alle periferie un valore negativo: aree deboli, con problemi di tipo economico, sociale, strutture urbane e abitative carenti, mobilità difficile, bassa qualità del vivere, delinquenza, disoccupazione. è come se ancora esistessero delle &#8211; mura &#8211; ideali che dividono le aree periferiche dalla vera città&#8221;, è quanto afferma Gianni Adelfi, amministratore delegato della Borsa Immobiliare di Napoli, che aggiunge: &#8220;Fino al recente piano regolatore, si è assistito all&#8217;abusivismo delle costruzioni &#8211; selvagge &#8211; tipiche degli anni del boom edilizio, dove l&#8217;unico obiettivo era allargare più possibile i confini della città ed al microabusivismo che ha ulteriormente deteriorato l&#8217;aspetto delle periferie&#8221;.<br />
Adelfi punta al cuore del problema, infatti dall&#8217;ultimo rapporto 2009 pubblicato da Ecomafie di Legambiente relativo alla Campania, emergono dati inquietanti. In Campania ormai l&#8217;abusivismo, la speculazione edilizia, la lottizzazione, lo sfregio del territorio non si quantificano più nel numero di case abusive costruite ma in interi quartieri.<br />
La criminalità organizzata è troppo spesso padrona, realizza case belle ma fantasma e rigorosamente abusive. In dieci anni, secondo il rapporto di Legambiente sono state costruite oltre 60mila case.<br />
Colate di cemento che hanno reso irriconoscibile gran parte del territorio, soprattutto nelle periferie. Un attività che ha depredato il territorio e che rappresenta &#8220;la lavanderia ideale&#8221; per riciclare enormi quantità di denaro, frutto di attività illecite. Saverio Iaccarino, presidente provinciale di Fimaa è chiaro quando afferma: &#8220;E&#8217; indispensabile aumentare e migliorare il controllo del territorio&#8221;, e precisa: &#8220;Occorre un rinnovato dialogo delle istituzioni con la fascia metropolitana delle periferie, l&#8217;impegno delle stesse verso i progetti che interessano ed interesseranno le aree periferiche, potrebbero realmente contribuire al risanamento ed alla riqualificazione urbanistica ed ambientale, ma anche sociale e culturale&#8221;.<br />
Sull&#8217;argomento incalza Mario Condò de Satriano, presidente provinciale di Fiaip di Napoli che sottolinea: &#8220;E&#8217; prioritario valorizzazione le periferie come luoghi di un&#8217;esistenza qualificata, la loro trasformazione in spazi autosufficienti ed indipendenti, non più &#8220;dormitori precari&#8221;, migliorerebbe la qualità della vita degli abitanti, creando occasioni di sviluppo economico e sociale locale ed opportunità di lavoro&#8221;, e chiosa: &#8220;Le periferie possono diventare il cuore della città del futuro, così come dimostra un recente rapporto del ministro inglese Gordon Brown, che illustra come le periferie possono rappresentare un fattore di sviluppo di gran lunga superiore a quello del centro città. E&#8217; fondamentale quindi focalizzarsi sulle periferie, facendo sì che divengano parti vive delle città. Sono convinto che il territorio urbano è composto di molti quartieri, ciascuno dotato di proprie specificità, opportunità, risorse umane, economiche e culturali diverse fra loro&#8221;, e conclude: &#8220;Un&#8217;ulteriore nodo cruciale per uscire da questo empasse che ha colpito l&#8217;intero settore immobiliare e lavorare sul esistente, nei centri storici, ristrutturare e portare agli antichi splendori fabbricati che ci invidia il mondo intero e poi procedere alla riqualificazione urbanistica e ambientale. In questo senso sono numerosi gli interventi soprattutto nelle zone ex abusive, che consentono di valorizzare il patrimonio di conoscenza degli abitanti &#8211; di chi lavora e di chi opera sul territorio &#8211; per costruire progetti di riqualificazione&#8221;.<br />
Adelfi sposa a pieno il punto di vista del leader di Fiaip, e rafforza il concetto: &#8220;La partecipazione va oltre la semplice consultazione, perché &#8211; la competenza dell&#8217;abitante&#8221;- (tutto il sapere, la percezione dell&#8217;ambiente, la conoscenza delle relazioni interne ad un territorio, che derivano dal vivere in un luogo) diventa fondamentale per la buona riuscita di ogni progetto, tanto quanto la professionalità dei tecnici. In questo senso il progetto periferie viene definito come un&#8217;occasione per ridefinire il rapporto tra i cittadini e la pubblica amministrazione&#8221;.<br />
L&#8217;attenzione del leader di Fimaa, Saverio Iaccarino si sposta su un&#8217;altro fronte che da un certo punto di vista sembra ancora più interessante: &#8220;Dietro alla riqualificazione urbana, c&#8217;è la volontà di valorizzare le periferie come luoghi di un&#8217;esistenza qualificata, dove sia costante la partecipazione democratica alla vita politico amministrativa dell&#8217;intera città: troppo spesso infatti le periferie sono state vissute come luogo di abbandono e di degrado, mentre talvolta soffrono la lontananza dal centro, considerato il cuore dell&#8217;attività civica, culturale ed economica, la mancanza di una crescita culturale parallela genera la lontananza della periferia dalla città. Ignorarla è ignorare l&#8217;identità stessa della città&#8221;.<br />
Sembra evidente che quanto emerge dalle parole dei massimi esperti del settore immobiliare campano il recupero delle periferie urbane gioca un ruolo dominante per ritornare ad un andamento accettabile dell&#8217;intero settore mattone.<br />
Il rapporto 2009 di Legambiente da forza a quanto affermato sia dai rappresentanti sindacali delle due tra le più importanti associazioni di categoria degli agenti immobiliari che dal Amministratore delegato della Borsa Immobiliare di Napoli.<br />
Dal rapporto si legge: &#8220;A Giugliano, Melito, Casalnuovo, Sant&#8217;Antimo, Marano, Varcaturo, vige la legge della deregulation in campo edilizio, e anche il piano casa di Berlusconi è qualcosa di vecchio e superato. In Campania l&#8217;abusivismo è la regola per costruire, ampliare, allargare.<br />
Tutto nel disprezzo della legge e delle regole urbanistiche. Licenze edilizie preventive, fasulle, violazioni delle più elementari norme di sicurezza sul lavoro. E da questo disastro non si salva la costiera amalfitana e cilentana, anoverat dall&#8217;Unesco Patrimonio dell&#8217;Umanità, ne tanto meno Ischia e Procida dove si prevedono mille demolizioni di abusi edilizi su ordine della Procura della Repubblica&#8221;. Anche Napoli, una città senza capo ne coda, dove le proteste spesso nascondono altri interessi, è il caso di Pianura dove si era scelto di utilizzare una vecchia discarica, i Pisani, questo il suo nome, dove per anni si è costruito abusivamente. La rivolta della spazzatura da parte dei cittadini dell&#8217;intera area è stata una occasione d&#8217;oro, da fomentare, da parte di chi voleva sbancare e continuare a costruire abusivamente.<br />
Sta di fatto che le associazioni di categoria degli agenti immobiliari affiancati dalla Borsa Immobiliare di Napoli hanno costruito un muro compatto contro questo stato di cose e lanciano proposte, chiare, trasparenti e senza preamboli: &#8220;In tempi rapidissimi si deve realizzare una -progettazione partecipata &#8211; un modello di progettazione tesa a coinvolgere cittadini e attori organizzati nei processi decisionali in campo urbanistico, della sostenibilità ambientale, della vivibilità degli spazi, nella pianificazione dei servizi e più in generale delle politiche ambientali e sociali. queste pratiche sono sempre più diffuse, in Italia e nel mondo, agevolate da iniziative istituzionali come piani regolatori partecipati, contratti di quartiere, progetti per la &#8211; città del bambino &#8211; piani per la salute, piani sociali di zona e azioni per il recupero del disagio sociale sviluppo locale e nuove prospettive dell&#8217;urbanistica i processi che investono le città impongono una nuova visione della pianificazione: dall&#8217;urbanistica dell&#8217;espansione all&#8217;urbanistica della trasformazione.<br />
Le grandi periferie urbane presentano contraddizioni e conflitti che vanno affrontati con l&#8217;innovazione degli strumenti urbanistici e con una visione in grado di valorizzare le risorse locali. Strategie per la città eco-compatibile, valorizzare le aree agricole che circondano le periferie migranti e politiche dell&#8217;incontro. Una delle conseguenze più percettibili della globalizzazione nelle periferie urbane è l&#8217;insediamento di comunità straniere. Solo con questi processi di trasformazione si possono sanare ferite insanabili nel tessuto socio-economico. I giovani sono tra i principali protagonisti della vita nelle periferie, portatori di messaggi conflittuali: desiderio di fuga dalla periferia e insieme forte radicamento identitario; sfiducia e desiderio di riscatto; descolarizzazione e cultura alternativa; ribellione e speranza. I giovani delle periferie hanno le potenzialità per contribuire attivamente al miglioramento della qualità della vita nei quartieri periferici&#8221;.<br />
Enzo Musella</p>
<p>fonte:il denaro</p>
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		<title>Piano casa: via libera della giunta di Castellammare di Stabia</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 10:17:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si punta con forza alla riqualificazione delle periferie, in particolare quelle a nord della città, dove nei decenni scorsi c&#8217;è stata una crescita disordinata, e delle aree di edilizia residenziale pubblica. L&#8217;amministrazione approva anche la delibera con la quale si delimitano gli ambiti territoriali entro cui può essere applicata la legge regionale del Piano casa.
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/01/28/piano-casa-via-libera-della-giunta-di-castellammare-di-stabia/"><img class="alignleft size-full wp-image-9466" title="cable-car-at-castellammare" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/01/cable-car-at-castellammare.jpg" alt="cable-car-at-castellammare" width="220" height="165" /></a>Si punta con forza alla riqualificazione delle periferie, in particolare quelle a nord della città, dove nei decenni scorsi c&#8217;è stata una crescita disordinata, e delle aree di edilizia residenziale pubblica. L&#8217;amministrazione approva anche la delibera con la quale si delimitano gli ambiti territoriali entro cui può essere applicata la legge regionale del Piano casa.</p>
<p>Il lavoro è stato svolto in tempi veloci dalla giunta per dare la possibilità al consiglio comunale di approvare il provvedimento entro i 45 giorni precedenti alla convocazione dei comizi elettorali, durante i quali per legge il consiglio non può essere convocato. E&#8217; stata approvata, nella seduta, anche la delibera con le linee guida del Più Europa.<span id="more-9465"></span><br />
&#8220;Abbiamo voluto interpretare il Piano Casa &#8211; dichiara il sindaco Salvatore Vozza &#8211; come un&#8217;occasione di sviluppo per la città, non semplicemente come una deroga agli strumenti urbanistici vigenti. Lo abbiamo fatto tenendo conto dell&#8217;importante lavoro svolto finora con il Più Europa, che punta alla riqualificazione della linea di costa e armonizzandolo con le scelte possibili grazie al Piano Casa, che è un&#8217;opportunità importante soprattutto per le periferie come Annunziatella, Ponte Persica, Schito, Pioppaino, Pozzillo dove sarà possibile intervenire sugli edifici residenziali, non solo con gli aumenti previsti dalla legge ma anche soprattutto con il loro miglioramento antisismico ed energetico&#8221;. &#8220;Si tratta di provvedimenti di rilevante portata per lo sviluppo urbanistico della città – afferma l&#8217;assessore all&#8217;urbanistica Raffaele Esposito &#8211; in quanto contengono scelte che riteniamo strategiche per il suo futuro, e precisamente la trasformazione in senso turistico, con la restituzione del mare ai cittadini, di un&#8217;area, quella del Più Europa, al momento tra quelle di più scadente valore ambientale, il miglioramento della qualità urbana dell&#8217;edilizia residenziale delle periferie, la riqualificazione dell&#8217;edilizia residenziale pubblica, in modo da consentire a fasce sempre più ampie di popolazione di poter accedere, a prezzi contenuti, al diritto della casa&#8221;.<br />
Bas. Puo.</p>
<p>fonte: il denaro</p>
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		<title>Piano casa Regione Campania, dal primo marzo sarà  possibile presentare la Dia</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 16:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>costa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La legge sul piano Casa, entrata in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione, lascia ai Comuni 30 giorni di tempo per deliberare l’esclusione di aree o singoli edifici dall’applicazione delle misure per il rilancio delle costruzioni.
In caso di inerzia varranno i limiti introdotti dalla legge regionale, che non ammette interventi sugli edifici realizzati senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9356" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2010/01/07/piano-casa-regione-campania-dal-primo-marzo-sara-possibile-presentare-la-dia/"><img class="size-full wp-image-9356" title="piano-casa-regione-campania" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2010/01/piano-casa-regione-campania.jpg" alt="piano-casa-regione-campania" width="250" height="171" /></a><p class="wp-caption-text">piano-casa-regione-campania</p></div>
<p>La legge sul piano Casa, entrata in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione, lascia ai Comuni 30 giorni di tempo per deliberare l’esclusione di aree o singoli edifici dall’applicazione delle misure per il rilancio delle costruzioni.</p>
<p>In caso di inerzia varranno i limiti introdotti dalla legge regionale, che non ammette interventi sugli edifici realizzati senza titolo abilitativo, collocati nei centri storici, in riserve naturali, parchi, aree di inedificabilità assoluta o dichiarate ad alta pericolosità idraulica o vulcanica. <span id="more-9355"></span></p>
<p>Decorso il termine per le delibere comunali, dal primo marzo sarà possibile inoltrare le istanze per l’ampliamento volumetrico o la sostituzione edilizia attraverso la demolizione e ricostruzione degli edifici.</p>
<p>La legge, contraddistinta da un carattere di straordinarietà, che le consente di prevalere sugli strumenti urbanistici e i regolamenti edilizi, resterà in vigore per 18 mesi.</p>
<p>La presentazione della Dia, Denuncia di inizio attività, o la richiesta del permesso di costruire deve quindi avvenire entro il 30 giugno 2011.</p>
<p>Interventi consentiti: Gli aumenti di cubatura entro la soglia del 20% sono consentiti sugli edifici esistenti a destinazione residenziale di tipologia uni o bifamiliare, ma anche sulle piccole palazzine fino a mille metri cubi composti al massimo da due piani fuori terra.</p>
<p>Ammessa la sostituzione edilizia con aumento fino 35% della volumetria esistente degli edifici residenziali per gli interventi di demolizione e ricostruzione all’interno della stessa unità immobiliare catastale e delle pertinenze esterne asservite al fabbricato. I lavori devono essere eseguiti con tecniche costruttive che garantiscano prestazioni energetico &#8211; ambientali e in conformità alle NTC, Norme tecniche per le costruzioni, che regolano l’attività edilizia in zona sismica. Prevista la riqualificazione delle aree urbane degradate, utile anche alla soluzione del disagio abitativo. I Comuni possono infatti individuare zone da destinare alla sostituzione edilizia con aumento volumetrico fino al 50%. La Regione ha però l’obbligo di inserire queste aree nella programmazione per l’edilizia economica e popolare.</p>
<p>Altre misure: La legge regionale consente il recupero dei sottotetti a fini abitativi ai sensi delle l.r. 15/2000 e 19/2001. Possibili anche i lavori sugli immobili condonati risultanti come prima casa, a patto che sia stata rilasciata la concessione in sanatoria o l’istanza di regolarizzazione sia stata presentata entro i termini previsti dalla normativa statale.</p>
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		<title>Buon Natale ed un sereno 2010</title>
		<link>http://www.consulenzaimmobiliare.org/2009/12/23/buon-natale-ed-un-sereno-2010/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 18:27:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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La redazione di Consulenza Immobiliare Augura un Felice Natale a tutti&#8230;
Torneremo operativi dopo l&#8217;epifania, a tutti coloro che hanno inviato commenti o quesiti ci impegniamo a rispondere dal 7 gennaio 2010.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-9353" title="albero-natale2" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2009/12/albero-natale2.jpg" alt="albero-natale2" width="450" height="296" /></p>
<p>La redazione di Consulenza Immobiliare Augura un Felice Natale a tutti&#8230;<br />
Torneremo operativi dopo l&#8217;epifania, a tutti coloro che hanno inviato commenti o quesiti ci impegniamo a rispondere dal 7 gennaio 2010.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La casa resta un sogno per i redditi sotto i 30 mila euro</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 10:46:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfa3</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;indagine sul mercato immobiliare residenziale napoletano, realizzata col contributo della Camera di Commercio di Napoli, della Borsa immobiliare e dell’Associazione costruttori edili Napoli (Acen).
Rileva che nei prossimi dieci anni, senza un contributo pubblico pari almeno al 100 per cento degli interessi del mutuo, le famiglie napoletane che percepiscono tra i 17 e i 30 mila [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9332" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2009/12/16/la-casa-resta-un-sogno-per-i-redditi-sotto-i-30-mila-euro/"><img class="size-full wp-image-9332" title="La casa resta un sogno per i redditi sotto i 30 mila euro " src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2009/12/K1_066.jpg" alt="La casa resta un sogno per i redditi sotto i 30 mila euro " width="200" height="174" /></a><p class="wp-caption-text">La casa resta un sogno per i redditi sotto i 30 mila euro </p></div>
<p>Un&#8217;indagine sul mercato immobiliare residenziale napoletano, realizzata col contributo della Camera di Commercio di Napoli, della Borsa immobiliare e dell’Associazione costruttori edili Napoli (Acen).<br />
Rileva che nei prossimi dieci anni, senza un contributo pubblico pari almeno al 100 per cento degli interessi del mutuo, le famiglie napoletane che percepiscono tra i 17 e i 30 mila euro all’anno, non potranno acquistare un’abitazione in alcun quartiere di Napoli, nemmeno in quelli periferici.<span id="more-9331"></span><br />
Lo studio presentato nella sede della Camera di Commercio, il cui commissario, Gaetano Cola, ha ricordato che è stata &lt;&lt;la mancanza nel corso degli anni di una reale e fattiva politica per la casa a creare a Napoli un vero e proprio disagio abitativo&gt;&gt;. In tutta la Campania mancherebbero all’appello 468mila alloggi, più di 300mila nella sola provincia di Napoli.<br />
La pubblicazione dell&#8217;indagine commissionata molti mesi fa, ha coinciso con l’approvazione del nuovo piano casa. Il piano casa ha sottolineato il numero uno dell’Acen Rodolfo Girardi &lt;&lt;potrebbe dare un impulso significativo al mercato, sbloccando molti progetti, rendendo disponibili un maggior numero di abitazioni e calmierando i valori immobiliari&gt;&gt;.</p>
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		<title>Compravendite immobiliari. Calano nel terzo trimestre</title>
		<link>http://www.consulenzaimmobiliare.org/2009/11/24/compravendite-immobiliari-calano-nel-terzo-trimestre/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 09:23:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>costa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le compravendite immobiliari hanno registrato, nel terzo trimestre 2009, un decremento dell&#8217;11,3% tendenziale, con un numero di compravendite che si è attestato a quota 290.221. I dati sono stati diffusi dall&#8217;Osservatorio del mercato immobiliare dell&#8217;Agenzia del Territorio, finestra sempre aperta su un settore chiave dell&#8217;economia italiana.
“Continua la caduta delle transazioni, anche se lievemente inferiore rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9270" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2009/11/24/compravendite-immobiliari-calano-nel-terzo-trimestre/"><img class="size-full wp-image-9270" title="Compravendite immobiliari. Calano nel terzo trimestre " src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2009/11/2960675738_50952cbb1c.jpg" alt="Compravendite immobiliari. Calano nel terzo trimestre " width="250" height="167" /></a><p class="wp-caption-text">Compravendite immobiliari. Calano nel terzo trimestre </p></div>
<p>Le compravendite immobiliari hanno registrato, nel terzo trimestre 2009, un decremento dell&#8217;11,3% tendenziale, con un numero di compravendite che si è attestato a quota 290.221. I dati sono stati diffusi dall&#8217;Osservatorio del mercato immobiliare dell&#8217;Agenzia del Territorio, finestra sempre aperta su un settore chiave dell&#8217;economia italiana.</p>
<p>“Continua la caduta delle transazioni, anche se lievemente inferiore rispetto a quello del trimestre precedente&#8221;, ha commentato il direttore, Gianni Guerrieri, secondo cui si evidenzia una forte volatilità tra settori e da un trimestre all&#8217;altro. La responsabile dell&#8217;Ufficio studi, Caterina Andreussi, ha rilevato come il peggioramento si concentri al Nord, mentre Centro e Sud vanno relativamente meglio.<span id="more-9269"></span> Nel settore residenziale, al nord (-14,7%) la flessione è stata quasi doppia rispetto a quella registrata al centro (-8,2%) e al sud (-6,6%). Sempre nel periodo osservato, invece, c&#8217;è una ripresa di alcuni grandi centri, in particolare Genova (+2%) e Roma che con +1,6% torna in terreno positivo dopo oltre tre anni. La capitale vede migliorare anche il mercato delle case in provincia, con un calo più limitato, e con un piccolo incremento (+0,8%), in controtendenza, anche del settore produttivo che risulta in calo in tutte le altre province italiane.</p>
<p>Guerrieri e Andreussi hanno ipotizzato che il trend alla stabilizzazione del mercato immobiliare si confermi anche nell&#8217;ultimo trimestre dell&#8217;anno in corso, dopo i continui cali che si sono susseguiti da metà del 2006, con picchi a fine 2008 e nel primo trimestre del 2009.</p>
<p>“A fine anno si registrerà un calo delle compravendite immobiliari di circa il 14%, con un numero di transazioni nel settore residenziale pari a 590-595 mila”. Questa la previsione per il 2009 del direttore dell&#8217;Osservatorio. Così si verificherebbe un calo iscudo fiscalen linea con quello segnato nel 2008. “Si realizzerebbe in questo modo un balzo indietro di dieci anni”, ha aggiunto Guerrieri, che però ha spiegato come “lo scudo fiscale potrebbe avere un effetto positivo, soprattutto su le compravendite di case”. Anche se, ha precisato “lo scudo dovrebbe avere effetti nel 2010 più che sul 2009”. Infine, per il 2010, Guerrieri prevede una “stabilizzazione” del mercato immobiliare.</p>
<p>Fonte: <a href="  http://www.loccidentale.it">L&#8217;occidentale </a></p>
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		<title>Manutenzione caldaie, un vademecum sui controlli per quelle domestiche</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Manutenzione delle caldaie domestiche obbligatoria ogni quattro anni per i nuovi modelli, e ogni due anni per quelli più vecchi, ossia con più di otto anni di vita, e per le caldaie a camera aperta installate all&#8217;interno degli appartamenti. Queste le precisazioni contenute in un vademecum messo a punto dal Ministero dello sviluppo economico che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9206" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2009/11/20/manutenzione-caldaie-un-vademecum-sui-controlli-per-quelle-domestiche/"><img class="size-full wp-image-9206" title=" Manutenzione caldaie, un vademecum sui controlli per quelle domestiche" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2009/11/Caldaia.jpg" alt="Manutenzione caldaie, un vademecum sui controlli per quelle domestiche" width="200" height="231" /></a><p class="wp-caption-text">Manutenzione caldaie, un vademecum sui controlli per quelle domestiche</p></div>
<p>Manutenzione delle caldaie domestiche obbligatoria ogni quattro anni per i nuovi modelli, e ogni due anni per quelli più vecchi, ossia con più di otto anni di vita, e per le caldaie a camera aperta installate all&#8217;interno degli appartamenti. Queste le precisazioni contenute in un vademecum messo a punto dal Ministero dello sviluppo economico che fa chiarezza sulle norme in materia.</p>
<p>Sempre tecnici abilitati per i controlli &#8211; Il vademecum, scritto in collaborazione con Adiconsum, Assotermica, CNA, Confartigianato e Federconsumatori, contiene indicazioni in materia di efficienza energetica degli impianti di riscaldamento, e, appunto le regole per i controlli obbligatori per legge.<span id="more-9205"></span> A questo proposito è sempre obbligatorio rivolgersi ad un tecnico abilitato. Al termine del controllo, infatti, il tecnico ha l&#8217;obbligo di predisporre un rapporto di controllo tecnico, di  consegnarlo al richiedente e di trasmetterne copia all&#8217;autorità competente a cui è demandato lo svolgimento degli accertamenti e delle ispezioni. In questo modo si è al riparo da qualunque ulteriore verifica.</p>
<p>I consigli per gli acquisti &#8211; Inoltre in materia di scelta della caldaia, il vademecum indica come orientarsi negli acquisti. In particolare conviene scegliere le caldaie che riportano una marcatura a tre o quattro stelle perchè garantiscono una maggior efficienza e quindi una riduzione dei consumi. Solo le caldaie con elevati standard energetici, peraltro, consentono l&#8217;accesso alle detrazioni fiscali.</p>
<p>Vademecum:<a href="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2009/11/VADEMECUM.pdf"> scarica  vademecum </a></p>
<p>fonte: la Repubblica</p>
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		<title>Piano Casa cercasi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 11:58:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A venti mesi dall&#8217;avvio del primo provvedimento del governo per il lancio del Piano nazionale dell&#8217;edilizia abitativa e del successivo provvedimento per il rilancio dell&#8217;edilizia, ci chiediamo cosa ha impedito che gli obiettivi programmati trovassero attuazione.
Il Piano nazionale di edilizia abitativa, lanciato ad aprile del 2008 per risolvere l&#8217;emergenza abitativa, solo a luglio è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9198" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2009/11/18/piano-casa-cercasi/"><img class="size-full wp-image-9198" title="Piano casa cercasi " src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2009/11/cantiere-edile1.jpg" alt="Piano casa cercasi " width="200" height="184" /></a><p class="wp-caption-text">Piano casa cercasi </p></div>
<p>A venti mesi dall&#8217;avvio del primo provvedimento del governo per il lancio del Piano nazionale dell&#8217;edilizia abitativa e del successivo provvedimento per il rilancio dell&#8217;edilizia, ci chiediamo cosa ha impedito che gli obiettivi programmati trovassero attuazione.<br />
Il Piano nazionale di edilizia abitativa, lanciato ad aprile del 2008 per risolvere l&#8217;emergenza abitativa, solo a luglio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e sono stati messi a disposizione, nel Dpcm, 200 milioni di euro sulla previsione di 350 , coprendo solo due delle sei fasce di azioni inserite nel Decreto; il risultato è che adesso non ci sono altri fondi per i piani complessi, project financing e sostegno alle cooperative di abitazione etc.<span id="more-9197"></span><br />
Gli stanziamenti per ora indicati, e per i quali mancano ancora alcuni passaggi operativi, riguardano per lo più la costituzione dei fondi immobiliari e sono 150 milioni di euro; gli altri 200 erano già stati destinati all&#8217;edilizia residenziale pubblica dal precedente governo. Per questi fondi dell&#8217;Erp alle Regioni si è ancora in attesa di definizione e ripartizione ed è difficile formulare i tempi di avvio. Per gli altri quattro punti previsti nel Dpcm non si riscontrano al momento indicazioni.<br />
Quanto al Piano Casa cosiddetto due, finalizzato a dare impulso all&#8217;edilizia attraverso l&#8217;autorizzazione a micro espansioni del patrimonio esistente, si è fermi all&#8217;intesa Stato-Regioni dell&#8217;aprile scorso e manca un provvedimento legislativo organico sulla materia.<br />
Nel frattempo tutte le regioni- tranne Campania, Calabria, Sicilia e Molise &#8211; hanno provveduto con proprie leggi regionali, pur trovando nelle attuazioni elementi di restrizioni e vincoli riferiti ai piani comunali.<br />
La frammentazione dei provvedimenti regionali, abbinata all&#8217;oggettiva incertezza legislativa dovuta alla carenza di linee guida e di semplificazione delle procedure edilizie, contraddice al momento il manifestato ottimismo che ha accompagnato all&#8217;inizio l&#8217;auspicio di un rapido rilancio del settore.<br />
Entrambi i provvedimenti, il Piano nazionale dell&#8217;edilizia abitativa e quello per il rilancio dell&#8217;edilizia, al loro annuncio sono stati salutati da tutti gli operatori con soddisfazione, si sono consumati convegni e approfondimenti, ma poi non si è riuscito ad aprire nessun cantiere in un particolare momento in cui il settore edilizio è fra i più colpiti dalla crisi e rischia un ulteriore peggioramento.<br />
Il ciclo d&#8217;investimento degli anni precedenti ha tenuto in piedi l&#8217;occupazione fino all&#8217;inizio del 2009, ma già dall&#8217;inizio dell&#8217;anno le dinamiche della domanda e il crollo del mercato immobiliare hanno prodotto una considerevole riduzione delle nuove costruzioni. L&#8217;uscita dalla crisi, che taluni vedono, poco potrà incidere sui tempi del settore edilizio il cui trend negativo ancora in crescita probabilmente avrà ripercussioni negative anche per il 2010.<br />
Le condizioni di ripresa degli investimenti nel settore sono inoltre strettamente legate alle posizioni che il sistema bancario vorrà tenere verso gli operatori. Ci auguriamo che vengano migliorate le attuali posizioni nelle concessioni di credito e di sostegno agli interventi.<br />
L&#8217;Agci abitazione (Associazione generale cooperative italiane) , pur avendo espresso apprezzamento sul varo dei due provvedimenti relativi al Piano nazionale dell&#8217;edilizia abitativa ed al rilancio dell&#8217;edilizia, aveva già posto in rilievo quanto fosse urgente nel nostro Paese dare un&#8217; accelerazione ai provvedimenti attuativi relativi all&#8217;edilizia sociale, previsti nel Dpcm. Oggi ancora di più, per le accentuate condizioni di crisi, è necessario dare priorità all&#8217;edilizia sociale con la realizzazione di alloggi in locazione ed in proprietà convenzionata, rispondendo alla consistente domanda di prima casa di fasce sociali che non possono accedere al libero mercato.<br />
Inoltre, per il rilancio dell&#8217;edilizia, sosteniamo che, oltre ad attuare interventi monofunzionali, si debba agire strategicamente, intervenendo nei processi della riqualificazione urbana delle periferie, in particolare modo di quelle aree degradate e prive di servizi, progettando programmi integrati di rigenerazione urbana per la realizzazione di interventi edilizi e di infrastrutture primarie e secondarie. La crisi ci impone di affrontare questi problemi con una visione costruttiva e in tempi ristretti. E&#8217; necessario provvedere all&#8217;immediata attuazione dei provvedimenti avviati affinché si creino condizioni di fiducia da parte degli operatori e dei cittadini, essenziali per la ripresa e lo sviluppo.<br />
Aldo Carbone<br />
presidenza nazionale<br />
Agci-abitazione con delega per il Mezzogiorno</p>
<p>fonte: il Denaro</p>
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		<title>Tasso variabile, conviene?</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 09:43:34 +0000</pubDate>
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A lanciare l’allarme è stato Roberto Rinaldi, capo del servizio Supervisione intermediari specializzati della Banca d’Italia, durante un’audizione alla Camera. «I tassi medi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9157" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href=" http://www.consulenzaimmobiliare.org/2009/11/13/tasso-variabile-conviene/"><img class="size-full wp-image-9157" title="Percentuale" src="http://www.consulenzaimmobiliare.org/wp-content/uploads/2009/11/Percentuale.jpg" alt="Tasso variabile, conviene? " width="200" height="181" /></a><p class="wp-caption-text">Tasso variabile, conviene? </p></div>
<p>Le banche italiane scoraggiano la propria clientela a scegliere i mutui a tasso fisso rispetto a quelli a tasso variabile, che infatti sono tornati a rappresentare il 70% dei prestiti residenziali complessivamente erogati.</p>
<p>A lanciare l’allarme è stato Roberto Rinaldi, capo del servizio Supervisione intermediari specializzati della Banca d’Italia, durante un’audizione alla Camera. «I tassi medi praticati in Italia, nel confronti con gli altri Paesi dell’area dell’euro, risultano nel complesso allineati per i mutui a tasso variabile; per tale tipologia il tasso di interesse risulta oggi molto contenuto.<span id="more-9156"></span></p>
<p>Per i mutui a tasso fisso permane un divario rispetto all’area dell’euro», ha proseguito Rinaldi, aggiungendo come sia essenziale che le banche forniscano alla clientela «una corretta» informazione sui rischi connessi alla stipula di contratti il cui costo «può lievitare significativamente in presenza di aumenti dei tassi di interesse».</p>
<p>In ogni caso sulle spalle di 230mila famiglie italiane ci sono già mutui molto pesanti, al punto che la rata ha raggiunto una «soglia critica» per l’equilibrio dello stesso bilancio di casa. Tra le famiglie «con una spesa annua per il servizio del debito legato ai soli mutui prima casa &#8211; ha specificato Rinaldi &#8211; tale debito si collocava nel 2006 al 17% del reddito disponibile. Tra il 2004 e il 2006, l’incremento più consistente ha riguardato i nuclei familiari appartenenti alla classe di reddito più bassa (appunto il campione stimato in 230mila famiglie) per i quali la rata di mutuo ha raggiunto il 32% del reddito disponibile».</p>
<p>Nel mirino anche il credito al consumo che, ha detto l’esponente di Bankitalia, in Italia è «più oneroso che all’estero». «Il tasso d’interesse praticato dalle banche italiane sulle nuove operazioni si attesta attualmente attorno al 10%, più elevato rispetto al dato medio dell’area dell’euro». Alla metà del 2009, ha specificato Rinaldi, i tassi d’interesse medi praticati dalle banche e dalle società specializzate nel credito al consumo si posizionavano ancora su livelli elevati in tutte le categorie: in particolare, i tassi più alti si riscontrano nell’utilizzo di carte di credito revolving (oltre il 17%); nel credito finalizzato (12% circa), nei prestiti personali (11% circa) e nella cessione del quinto.</p>
<p>fonte: il Giornale</p>
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