Stop alla tassa sulla prima casa per oltre 28 milioni di immobili nei quali vive la maggior parte delle famiglie italiane.
da www.iltempo.it
Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Anci-Cnc gli immobili adibiti ad abitazione principale in Italia sono 28.584.855. Da questo numero vanno sottratte quelle prime case che dovrebbero restare fuori dal provvedimento, case signorili, ville e castelli (categorie catastali A/1, A/8 e A/9): tra case di abitazione e seconde case questi immobili di pregio sono in tutto poco più di 72.000. Continua »
Le certificazioni degli immobili
Relazione del Presidente alla Federlombarda
da: http://www.assoedilizia.com - di: Achille Colombo Clerici
Vorrei preliminarmente denunciare l’ipocrisia delle leggi italiane in materia di sicurezza degli immobili: che ci induce a dire che, quando lo Stato parla di questa sicurezza, lo fa con l’arrière pensée della preoccupazione economica ed ambientale – energetica.
La legge infatti stabilisce dei parametri, degli standard, di funzionalità e di sicurezza; ma poi, soprattutto per quanto riguarda gli immobili abitativi, non impone obbligatoriamente l’esecuzione delle relative opere di adeguamento; ma “aspetta al varco” il cittadino, l’utente, il quale, quando dispone dell’immobile (per la vendita o per la locazione), trova sulla sua strada l’obbligo di allegazione della certificazione di funzionalità o di sicurezza Continua »
da www.corriere.it di Elena Negonda
Se ci si separa l’abitazione va dichiarata dagli ex coniugi in base alle quote di possesso
La soglia di esenzione scende da 3.000 a 500 euro. Chi la supera pagherà il 23%
Fisco più pignolo con i piccolissimi proprietari immobiliari. Con l’eliminazione della no tax area di 3.000 euro, che esonerava dalla dichiarazione chi aveva redditi da fabbricati e terreni fino a questa soglia, molti contribuenti saranno da quest’anno costretti a compilare il 730 o il modello Unico. Il caso classico è quello della moglie casalinga che possiede solo redditi immobiliari d’importo minimo. Continua »
da www.diregiovani.it
Salata, salatissima casa. Oggi per potersene permettere una, considerati gli stipendi da precari sul mercato e i costi degli immobili, “bisogna essere almeno in tre”. Se i giovani oggi si sposano meno, infatti, non è colpa della mancanza di sentimento, ma di una ben più prosaica impossibilità di pagare l’affitto, o di comprare una casa. E’ quanto è emerso oggi al Forum organizzato dall’Agenzia Dire su “Crisi di matrimonio o crisi di casa?”, al quale hanno preso parte Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori, Giorgio Lazzari, direttore di rete della Gabetti, Luca Leone scrittore e autore del libro “Sotto il mattone” e Giuseppe Pace, direttore della “Dire”, moderati da Daniela Daniele, giornalista della “Stampa”. Continua »









